La sistemazione temporanea di circa venti persone precedentemente alloggiate nella struttura del Ghibellìn Fuggiàsco costituisce il primo esito della collaborazione avviata negli ultimi diciotto mesi tra il Comune di Verona, AGEC e le organizzazioni del Terzo Settore.
Le istituzioni locali, anche nel nuovo appuntamento odierno con la stampa presso la sede di Palazzo Diamanti, hanno comunque confermato la consapevolezza riguardo alla diffusione complessiva e alla crescita dei bisogni legati alla cosiddetta “vulnerabilità abitativa” sul nostro territorio.
L’assessora alle Politiche abitative di Verona, Luisa Ceni, intervenuta durante la conferenza, ha voluto evidenziare come, nonostante i piani di recupero degli alloggi sfitti avviati da Agec con associazioni e aziende, “non sono sufficienti a colmare le lunghe liste d’attesa per l’edilizia pubblica. Per dare risposte più rapide all’emergenza” – prosegue Ceni – il Comune ha stanziato i fondi per istituire un’Agenzia Sociale per l’Abitare. La nuova struttura opererà come cabina di regia con personale dedicato, allineandosi ai nuovi Ambiti Territoriali Sociali (Ats) su scala distrettuale per gestire in modo diretto risorse e interventi sul territorio”.
Il presidente della cooperativa “La Casa per gli Immigrati”, Renzo Fior, insieme al vicepresidente Giovanni Barin e al consigliere d’amministrazione Bruno Fin – anch’essi presenti in conferenza – ha illustrato gli interventi eseguiti sui cinque alloggi assegnati da Agec lo scorso dicembre.
Gli inquilini sono lavoratori stranieri con regolare permesso di soggiorno che verseranno un canone di locazione ordinario e verranno supportati in un percorso di inserimento nel nuovo contesto sociale.
L’operazione ha comportato un investimento complessivo da parte della cooperativa pari a 120.957,23 euro, di cui 18.876,18 euro destinati all’acquisto degli arredi.
La presidente Agec Anita Viviani ha ricordato che questa sinergia pubblico-privato va incontro “alla richiesta che da molti anni veniva rivolta alla nostra azienda: quella cioé di aprirci alle esigenze del mondo del volontariato e del terzo settore attivando collaborazioni per il recupero del patrimonio residenziale non utilizzato”.
Viviani ha poi precisato che gli alloggi da assegnare alle realtà del terzo settore “vengono scelti tra gli sfitti che l’azienda non riesce a rimettere in circolo per carenza di risorse e che dunque non fanno parte del piano riatti annuale di Agec”.
Nicola Zanotto


































