Borchia: “Verona utilizzi la vigilanza privata per rafforzare la sicurezza”

 
 

«Il Comune di Verona continua a non voler utilizzare la vigilanza privata, nonostante sia stato più volte sollecitato e nonostante diversi Comuni della provincia abbiano già scelto questa strada per rafforzare il presidio del territorio».

A dirlo è Paolo Borchia, capo delegazione della Lega al Parlamento europeo e segretario provinciale del partito, intervenendo sul tema della sicurezza in città.

Secondo Borchia, la vigilanza privata potrebbe rappresentare uno strumento aggiuntivo da affiancare alla Polizia locale, soprattutto nelle aree maggiormente esposte e nelle fasce orarie più delicate.

«Non parliamo di una soluzione teorica – sottolinea Borchia –. Diversi Comuni hanno già scelto di affiancare alla polizia locale servizi di vigilanza privata. È uno strumento aggiuntivo che può garantire una presenza più capillare nei luoghi maggiormente esposti, senza sostituire in alcun modo le forze dell’ordine».

Stazione, piazza Pradaval e centro nel mirino

Per il segretario provinciale della Lega, a Verona non mancherebbero le situazioni nelle quali rafforzare il presidio.

Tra le aree indicate ci sono la zona della stazione di Porta Nuova, piazza Pradaval e alcune zone del centro interessate nelle ultime settimane da provvedimenti di sicurezza, controlli straordinari e interventi delle forze dell’ordine.

Borchia richiama anche la violenta rissa avvenuta a fine luglio in piazza Pradaval, nella quale uno dei partecipanti è successivamente morto.

«La violenta rissa avvenuta a fine luglio in piazza Pradaval, costata successivamente la vita a uno dei coinvolti, dimostra che servono risposte diverse», sostiene.

“Utilizzare tutti gli strumenti consentiti”

La proposta, precisa Borchia, non sarebbe quella di sostituire le forze dell’ordine con la vigilanza privata, ma di affiancare ulteriori servizi di controllo.

«Il punto è semplice: se esistono zone che richiedono un presidio maggiore, bisogna utilizzare tutti gli strumenti consentiti. La vigilanza privata può rappresentare un supporto, soprattutto per garantire presenza e prevenzione nelle fasce orarie e nei luoghi più delicati».

Secondo il rappresentante della Lega, il centrodestra avrebbe già indicato questa possibilità, mentre l’amministrazione comunale non avrebbe scelto di adottarla.

Il ruolo della Provincia

Borchia propone inoltre di coinvolgere la Provincia di Verona, che potrebbe assumere un ruolo di coordinamento tra le amministrazioni del territorio.

«A questo punto potrebbe essere utile valorizzare anche il ruolo della Provincia, che fungerebbe da ente di coordinamento, mettendo a sistema le esperienze già avviate nei Comuni del territorio e favorendo il confronto tra le amministrazioni», afferma.

L’obiettivo, conclude, è evitare una situazione nella quale i Comuni della provincia sperimentano strumenti aggiuntivi mentre il capoluogo resta fermo.

«Serve una verifica, per capire quali strumenti possano essere utilizzati per rafforzare la sicurezza nelle aree maggiormente esposte. L’obiettivo deve essere uno: più presenza sul territorio e più sicurezza per i veronesi».