Nome in codice: “Sparatutto”
Le 24 realtà cittadine si troveranno infatti questo venerdì 24 luglio in Piazza dei Signori (a Verona) per contestare la riforma della Legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica.
L’iniziativa, coordinata dal consigliere comunale con delega per la tutela e il benessere degli animali Giuseppe Rea mira a fermare il provvedimento che estenderebbe le attività venatorie e limiterebbe, fra gli altri, il ruolo scientifico dell’ISPRA.
Questa mattina, in una partecipata assemblea presso la Sala Delaini di Palazzo Barbieri, sono avvenuti gli “stati generali” in preparazione alla manifestazione di venerdì…la quale avrà anche un ospite d’eccezione.
I promotori hanno voluto ricordare come il testo oggetto della riforma ha raccolto le critiche della Commissione europea, del Consiglio d’Europa e di gran parte del mondo scientifico.
A supporto della loro tesi, menzionano anche il Rapporto Italia 2026 di Eurispes, che rileva la contrarietà alla caccia da parte del 70% degli italiani.
Alla mobilitazione parteciperà anche la veronese (e volto televisivo di lungo corso) Licia Colò, che ha confermato la sua adesione con un video sui social network.
La conduttrice ha invitato i cittadini “a riunirsi il 24 luglio in Piazza dei Signori a Verona“, insieme a numerose sigle associative, per “dare vita a una protesta civile in difesa degli animali selvatici e contro decisioni calate dall’alto“.
LE VOCI DELLE ASSOCIAZIONI
Sul fronte della sicurezza, Alessandra Galiotto Barba (OIPA Verona) lancia l’allarme sul rischio incidenti: “l’estensione di orari, aree e mezzi di caccia“- sostiene – “esporrà i cittadini a gravi pericoli nei luoghi di vita quotidiana“. Una critica condivisa dal consigliere Rea, che accusa la politica di “anteporre interessi privati al benessere delle future generazioni, sottolineando l’opposizione dei giovani“.
Per Romano Giovannoni (ENPA), il disegno di legge è “guidato da una rete di interessi economici e politici legati alle aziende faunistico-venatorie“, mentre Donatella Ceccon (LAV Verona) rimarca come il provvedimento “favorisca una specifica lobby anziché tutelare il bene comune“.
Sulla stessa linea, Michele Dall’Ò (WWF Verona) il quale ribadisce “la necessità di affidare la gestione ambientale a esperti come biologi ed ecologi, potenziando la vigilanza istituzionale con più guardia-parco e guardie provinciali“.
Nicola Zanotto






























