Ecco i primi mezzi filoviari; Verona li aspettava da almeno 20 anni

 
 

Eccoli!

Dopo oltre due decenni caratterizzati da rinvii, dibattiti e cantieri apertieccoli qui!
Si trovano ora nel sicuro deposito nella “nascente” Genovesa (nell’estremo sud di Verona) i due nuovi mezzi filoviari, stesso punto dove, questa mattina, è stata invitata tutta la stampa per la conferenza e il disvelaménto ufficiali di presentazione.
Lunghi 18 metri, essi sono capaci di trasportare fino a 140 persone.

 

Il cronoprogramma prevede l’arrivo di altri quattro mezzi entro la fine del mese, così da raggiungere una flotta iniziale di sei da destinare alle prove tecniche e alle verifiche dell’infrastruttura.

L’assessore alla Mobilità del Comune di Verona, Tommaso Ferrari, ha messo in evidenza “il valore fortemente simbolico di questo traguardo“, non nascondendo però “il ritardo accumulato dalla città rispetto ad altri capoluoghi della regione“. Ferrari ha citato, in questo senso, il caso di Padova, “che dispone già di una linea tranviaria e ne sta costruendo altre due“, sottolineando come “l’arrivo odierno dei primi filobus a Verona evidenzi un deficit strutturale che l’amministrazione ha il dovere di colmare“.

Il presidente di AMT3, Giuseppe Mazza, ha voluto invece precisare che la consegna dei mezzi “non costituisce un punto di arrivo, bensì una nuova linea di partenza nel percorso verso una mobilità di massa moderna. Sei conducenti di ATV stanno proprio in questi giorni ultimando la formazione specifica – prosegue Mazza – e sosterranno l’esame di abilitazione alla guida il prossimo 18 giugno“.
Durante la stagione estiva prenderanno il via i collaudi ufficiali che riguarderanno i veicoli, la rete aerea di alimentazione elettrica e tutti i sistemi tecnologici di supporto.

Anche il direttore generale di AMT3, Mario Pollicelli, ha espresso “profonda emozione per una giornata attesa da troppo tempo da tutta la comunità veronese. Con l’ingresso dei primi mezzi – prosegue Policetti – il progetto della filovia abbandona la dimensione cartacea dopo vent’anni di controversie per entrare nella sua fase più concreta“.

 


Nicola Zanotto

 
 

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