Il mercato del lavoro veneto mantiene un andamento positivo nei primi sette mesi del 2026, con il turismo a confermarsi tra i principali motori della crescita occupazionale. È quanto emerge dall’aggiornamento a luglio de “La Bussola” di Veneto Lavoro, il report che analizza l’andamento dell’occupazione nella regione.
Tra gennaio e luglio il saldo del lavoro dipendente privato in Veneto è positivo per 79.600 posti di lavoro, un risultato leggermente superiore a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Il dato arriva nonostante il rallentamento osservato negli ultimi due mesi, legato soprattutto alle difficoltà del comparto industriale.
A trainare il mercato sono in particolare i servizi, che nell’arco dell’anno registrano complessivamente 61.100 posti di lavoro in più, in linea con il risultato del 2025. All’interno del terziario, un ruolo particolarmente importante è svolto dal turismo, che registra una crescita della domanda di lavoro del 3% e ha evidenziato un’ulteriore accelerazione nel mese di luglio.
Turismo strategico per l’economia veneta
«I numeri indicano che il turismo ha una funzione di primo piano nel mercato del lavoro veneto, con un ruolo di traino alla crescita occupazionale», sottolinea il vicepresidente e assessore regionale a Turismo e Lavoro Lucas Pavanetto.
Per la Regione, il turismo si conferma quindi un comparto strategico per l’economia del Veneto. L’obiettivo dichiarato è continuare a investire sul settore puntando su qualità, sostenibilità e destagionalizzazione, così da rafforzarne il peso economico e occupazionale anche oltre i mesi di maggiore afflusso.
Crescono anche pulizie, editoria e cultura
La crescita non riguarda soltanto il turismo. Secondo i dati di Veneto Lavoro, la domanda di lavoro nei servizi di pulizia aumenta del 7%.
Particolarmente significativo il dato relativo a editoria e cultura, dove la crescita raggiunge il 98%. In questo caso, precisa la Regione, il forte incremento è legato soprattutto all’attivazione di contratti di brevissima durata connessi alle produzioni cinematografiche.
Industria e costruzioni in rallentamento
I segnali meno favorevoli arrivano invece dall’industria. Il contesto economico incerto continua a condizionare le decisioni delle imprese e le dinamiche produttive, determinando un rallentamento della crescita occupazionale.
La frenata riguarda in particolare il settore delle costruzioni, mentre all’interno del Made in Italy emergono situazioni differenti. Il sistema moda registra saldi negativi, mentre mostrano un lieve miglioramento legno-mobilio, occhialeria e industrie alimentari.
Nel complesso, dunque, il quadro dei primi sette mesi del 2026 resta positivo, ma con una crescente differenziazione tra i settori: da una parte servizi e turismo continuano a sostenere l’occupazione, dall’altra industria e costruzioni mostrano segnali di maggiore difficoltà.
«Il terziario – evidenzia Pavanetto – fa segnare complessivamente 61.100 posti di lavoro in più nell’arco dell’anno, in linea con il risultato dell’analogo periodo del 2025». Il dato conferma così il peso crescente dei servizi nell’economia regionale e, al loro interno, la funzione strategica del turismo.































