Non basta produrre energia da fonti rinnovabili. La vera sfida delle Comunità Energetiche Rinnovabili è riuscire a condividerla, facendo incontrare produzione e consumi e trasformando gli impianti in strumenti capaci di coinvolgere cittadini, imprese, enti pubblici e realtà sociali.
È con questo obiettivo che Fondazione Cariverona ha approvato un finanziamento complessivo di 75 mila euro destinato a tre comunità energetiche del territorio veronese: CER Valdillasi, CER Verona Green ETS e CER Gocce di Comunità.
A ciascuna realtà sono stati assegnati 25 mila euro, destinati alla realizzazione di un piano operativo della durata massima di dodici mesi.
Il finanziamento rientra in un intervento complessivo da 323.200 euro, destinato a 13 comunità energetiche delle province di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona.
Un percorso iniziato nel 2023
Il nuovo intervento rappresenta una nuova tappa del programma avviato dalla Fondazione nel 2023. Dopo la fase di selezione e accompagnamento delle reti territoriali, il percorso ha sostenuto la costituzione delle Comunità Energetiche e, nel 2025, il loro consolidamento sotto il profilo organizzativo, energetico e sociale.
Le risorse per il 2026 consentiranno ora alle comunità già costituite di aumentare la propria autonomia e capacità operativa.
Tra gli interventi previsti ci sono la gestione tecnica e amministrativa, la formazione, lo sviluppo di strumenti digitali, i rapporti con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), la sostenibilità economica e il coinvolgimento di nuovi produttori e consumatori.
“Le innovazioni capaci di incidere sulla vita delle persone non nascono già perfette: vanno sperimentate, misurate e accompagnate”, spiega Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona.
“Non ci siamo fermati alla costituzione delle comunità energetiche né all’erogazione di un primo contributo. Abbiamo scelto di restare al loro fianco nel passaggio più delicato, quello in cui un’idea deve diventare organizzazione, competenza e servizio”.
CER Valdillasi: tecnologia e nuove imprese
La CER Valdillasi, nata con il coinvolgimento dei Comuni di Tregnago, Badia Calavena e Selva di Progno e della Fondazione Sisto Zerbato, utilizzerà il contributo per portare a regime la propria organizzazione.
Tra gli interventi previsti figura l’introduzione di un applicativo per gestire l’ingresso dei soci, analizzare i dati economici, calcolare e distribuire gli incentivi e monitorare le prestazioni energetiche.
Sono inoltre previste attività formative per gli organi sociali e per le figure tecnico-amministrative, un supporto nei rapporti con il GSE e nuove iniziative di comunicazione rivolte soprattutto alle piccole e medie imprese e ai consumatori del territorio.
L’obiettivo è ampliare la partecipazione e dotare la comunità di strumenti adeguati per una gestione efficiente e sostenibile.
Verona Green punta sull’autonomia
La CER Verona Green ETS, costituita nel Comune di Verona, concentrerà invece il proprio progetto sul rafforzamento dell’autonomia organizzativa.
Il progetto, denominato “Energia Bene Comune”, punta a trasformare il concetto di energia condivisa in un modello territoriale stabile, attraverso nuove competenze, procedure e strumenti di gestione.
Il piano dovrà preparare la comunità ad accogliere un numero crescente di associati e creare le condizioni tecniche, economiche e amministrative necessarie per sviluppare nuovi impianti collettivi.
Le attività riguarderanno governance, comunicazione, sostenibilità economica e adempimenti tecnico-procedurali.
A Povegliano una CER da un megawatt
La CER Gocce di Comunità, costituita a Povegliano Veronese dal Comune e dalla Parrocchia, ha già concluso la prima fase di avvio.
La comunità ha presentato al GSE una configurazione iniziale da un megawatt, con circa 80 punti di prelievo, attualmente in fase di approvazione.
Il nuovo piano prevede il potenziamento della gestione tecnica e amministrativa, della rendicontazione e dei rapporti con il GSE. Sono inoltre previste attività formative per il Consiglio di amministrazione e campagne rivolte a cittadini, imprese ed enti locali.
Saranno aggiornati anche il piano economico e la programmazione dei futuri investimenti.
L’obiettivo è costruire una crescita stabile e finanziariamente sostenibile, destinando una parte dei benefici generati dalla condivisione dell’energia anche a iniziative ambientali e sociali a favore del territorio.
Non solo energia, ma comunità
I tre progetti presentano caratteristiche differenti, ma condividono un elemento: la tecnologia rappresenta soltanto il punto di partenza.
La vera infrastruttura da costruire è fatta di competenze, procedure, relazioni e capacità di decidere insieme come distribuire il valore prodotto dall’energia condivisa.
“La transizione energetica non può essere raccontata soltanto attraverso i kilowatt o il numero degli impianti”, aggiunge Giordano. “Diventa concreta quando migliora la vita delle persone: quando rende le comunità più consapevoli e autonome, attiva nuove relazioni e può generare risorse per sostenere persone vulnerabili, servizi e progetti sociali”.
Per Fondazione Cariverona, quindi, ambiente e coesione sociale possono procedere insieme, trasformando l’energia rinnovabile anche in uno strumento di partecipazione e solidarietà.
Un supporto tecnico per le CER
Accanto ai finanziamenti, la Fondazione ha previsto anche un presidio tecnico-specialistico leggero e modulare, realizzato da ForGreen S.p.A. Società Benefit, attivabile in base alle necessità delle singole comunità qualora non sia già previsto nei rispettivi progetti.
Il servizio comprenderà un help desk dedicato alle procedure del GSE, agli aspetti regolatori e alla gestione tecnico-amministrativa, oltre a momenti collettivi di approfondimento e a una restituzione finale sull’evoluzione complessiva del programma.
Il supporto sarà attivato in modo selettivo, senza sovrapporsi alle attività già finanziate attraverso i singoli piani operativi.






























