Un cane che si avvicina al letto, una carezza, uno sguardo che rompe il silenzio della malattia. All’Hospice di Marzana la Pet Therapy è diventata molto più di un’attività complementare: è uno strumento di cura che, in due anni, ha coinvolto oltre cento pazienti, contribuendo a migliorare il benessere emotivo e relazionale delle persone ricoverate nelle fasi più delicate della loro vita.
Il progetto di Interventi Assistiti con gli Animali, promosso dall’Unità Operativa Complessa Cure Palliative dell’ULSS 9 Scaligera, traccia oggi un primo bilancio positivo e guarda al futuro con l’obiettivo di diventare una presenza stabile nell’offerta assistenziale dell’Hospice.
L’iniziativa è nata grazie alla collaborazione tra l’Hospice di Marzana, l’équipe delle Cure Palliative, il Rotary Club Verona Scaligero, che ne sostiene il finanziamento, l’associazione ADO e Doctor Dog, realtà specializzata negli interventi assistiti con gli animali.
Oltre cento pazienti coinvolti
Nel biennio di attività sono stati valutati clinicamente oltre 100 pazienti. Nel primo trimestre del 2025 hanno aderito 29 persone, mentre nel primo semestre del 2026 i partecipanti sono saliti a 41, con il coinvolgimento, in diversi casi, anche dei familiari.
Gli incontri si sono svolti con cadenza settimanale attraverso sedute individuali della durata di circa un’ora.
Meno ansia, meno dolore e più relazioni
L’équipe sanitaria evidenzia benefici significativi sia sul piano clinico sia su quello emotivo. Tra gli effetti osservati figurano una marcata riduzione dell’ansia e dello stress legati alla degenza, un miglioramento dell’umore, una diminuzione del senso di isolamento e del dolore percepito, oltre a una maggiore capacità di relazione tra pazienti, familiari e operatori sanitari.
Importante anche il sostegno offerto ai caregiver, con un elevato gradimento dell’iniziativa da parte delle famiglie.
«La presenza degli animali trasforma temporaneamente l’Hospice, rendendolo un luogo percepito non solo come spazio di fine vita, ma di cura, relazione e benessere», sottolinea il direttore dell’UOC Cure Palliative Ezio Trivellato. «Riesce a donare all’ambiente un’atmosfera più familiare e serena, restituendo un’immagine meno negativa e profondamente umana del percorso di cura».
Il sostegno del Rotary
Soddisfazione anche da parte del Rotary Club Verona Scaligero, promotore e finanziatore del progetto.
«Vedere il sorriso di un paziente, la commozione di un familiare o la serenità ritrovata anche solo per qualche istante ci ricorda che i piccoli gesti possono avere un valore immenso», spiegano Chiara Benciolini, responsabile del progetto, e il presidente del Rotary Club Verona Scaligero Kenrick Briffa. «È questa la forza della Pet Therapy ed è per questo che continueremo a sostenerla con convinzione».
L’obiettivo: renderla un servizio stabile
L’esperienza maturata all’Hospice di Marzana rappresenta un esempio di collaborazione tra sanità pubblica, volontariato e associazioni del territorio. L’obiettivo dell’ULSS 9 è ora consolidare il progetto e ampliarne progressivamente la platea dei beneficiari.
Va in questa direzione anche una recente delibera della Direzione Generale, che punta a rafforzare gli interventi assistiti con gli animali non solo attraverso la collaborazione con il volontariato, ma anche mediante specifiche attività coordinate dal Dipartimento di Prevenzione e dal Servizio Veterinario di Igiene Urbana Animale.
L’intenzione è sviluppare progetti destinati a bambini, anziani, persone con disabilità e pazienti affetti da depressione o isolamento sociale, valorizzando il ruolo degli animali come supporto nei percorsi terapeutici, riabilitativi ed educativi e promuovendo il benessere fisico, psicologico e relazionale delle persone.






























