Dà fuoco alla casa dell’ex dipendente: arrestato 40enne per tentato omicidio

 
 

Sarebbe entrato una prima volta nell’abitazione dell’ex dipendente, avrebbe danneggiato con violenza la porta d’ingresso e lo avrebbe minacciato. Poi sarebbe tornato poco dopo e avrebbe appiccato un incendio utilizzando, secondo gli investigatori, una bottiglia contenente liquido infiammabile.

È questa la ricostruzione della Polizia di Stato che ha portato all’arresto di un quarantenne veronese, eseguito il 7 agosto a Verona. L’uomo è indagato per tentato omicidio, incendio doloso, minacce e danneggiamento.

Il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso dal GIP di Verona su richiesta della Procura della Repubblica scaligera, al termine delle indagini condotte dalla Squadra Mobile.

La vicenda risale al giugno scorso, quando gli agenti delle Volanti, insieme al personale del 118 e ai Vigili del Fuoco, erano intervenuti a Borgo Roma dopo che un incendio era divampato al piano terra di un’abitazione.

All’interno della casa si trovava un quarantenne di origine srilankese, rimasto intrappolato tra le fiamme. L’uomo era stato soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale, dove aveva riportato ustioni su oltre il 40% del corpo.

Nonostante la vittima fosse stata mantenuta in coma farmacologico e non fosse quindi in grado di parlare per diverse settimane, gli investigatori della Squadra Mobile hanno ricostruito rapidamente la dinamica dell’accaduto, arrivando a ipotizzare la natura dolosa dell’incendio.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’arrestato, che in passato sarebbe stato il datore di lavoro della vittima, quella stessa notte avrebbe raggiunto per la prima volta l’abitazione dell’ex dipendente.

Qui avrebbe danneggiato la porta d’ingresso, per poi avere una discussione con il giovane e rivolgergli delle minacce.

Poco tempo dopo, sempre secondo la ricostruzione investigativa, il quarantenne sarebbe tornato davanti all’abitazione. Avrebbe quindi utilizzato un sistema di innesco artigianale, verosimilmente una bottiglia contenente liquido infiammabile, per appiccare il fuoco.

Le indagini hanno inoltre fatto emergere una situazione di tensione tra il presunto autore e la vittima, legata a dissidi che gli investigatori definiscono di futili motivi.

Le minacce e i danneggiamenti, secondo quanto ricostruito dalla Polizia, avrebbero inoltre coinvolto anche altre persone vicine alla vittima.

L’attività investigativa della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona, ha portato quindi all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita il 7 agosto.