Arena, la Cgil contro Gasdia: «Le condizioni di lavoro non sono quelle di 50 anni fa»

 
 

«Le recenti dichiarazioni della sovrintendente Cecilia Gasdia sulle condizioni di lavoro in Arena non aiutano a rasserenare il clima all’interno di Fondazione Arena di Verona».

A dirlo è Mario Lumastro, coordinatore Slc Cgil Verona, che interviene dopo le parole pronunciate dalla sovrintendente nel corso del Consiglio provinciale.

«Ci sono sembrate assolutamente fuori luogo e inopportune – sottolinea Lumastro – e sembrano non tenere conto delle sofferenze del personale. Dichiarare che le condizioni di lavoro in Arena sono le medesime di quando ha iniziato lei, circa 50 anni fa, ci lascia sgomenti, perché sembra ignorare alcune evidenze che sono sotto gli occhi di tutti».

Il riferimento è innanzitutto alle temperature sempre più elevate. «Da diversi anni i rilevamenti scientifici segnalano un allarmante aumento delle temperature, che non ha risparmiato Verona. Se è vero che in inverno le nevicate sono diventate eventi rarissimi, è altrettanto vero che in Arena non si sono mai registrate le temperature degli ultimi due o tre anni. Negli anni Ottanta, grossomodo all’inizio della carriera della sovrintendente, le temperature medie a Verona nei mesi di giugno, luglio e agosto non superavano quasi mai i 30 gradi: una temperatura che oggi sarebbe accolta con una “ola” da tutto il personale».

Ma secondo la Cgil è cambiato anche il carico di lavoro. «Cinquanta anni fa il cartellone del Festival areniano non prevedeva certamente il numero di spettacoli degli ultimi anni, arrivato a circa una cinquantina. Di conseguenza, i festival areniani ai tempi in cui la Gasdia ha iniziato erano certamente meno stressanti per chi vi lavorava».

Lumastro affronta poi il tema delle risorse e del rinnovo contrattuale. «Tutti riconoscono a questo Governo il merito di aver rinnovato il contratto collettivo nazionale di lavoro, fermo da oltre venti anni. Ma è altrettanto vero che l’aumento è stato modesto, pari al 4%. La storia, però, va letta tutta, per evitare strumentalizzazioni: negli anni passati il CCNL è rimasto bloccato, ma nel frattempo i vari Governi hanno stanziato centinaia di milioni di euro per evitare il fallimento di quasi tutte le Fondazioni lirico-sinfoniche, compresa Fondazione Arena di Verona».

Per il coordinatore Slc Cgil serve ora abbassare i toni. «La responsabilità nel ricoprire alcuni ruoli, anche sindacali, impone pacatezza e rispetto nelle dichiarazioni, soprattutto nei momenti più delicati».

«Tra pochi giorni – conclude Lumastro – si terrà una riunione con Fondazione Arena a seguito della dichiarazione dello “stato di agitazione”. Auspichiamo che almeno in quella sede prevalga il buonsenso, che evidentemente è mancato nel Consiglio provinciale».