La polemica sul piano della sosta a Verona non si spegne. Dopo le modifiche introdotte nelle aree di sosta a pagamento e le contestazioni sulla comunicazione dei nuovi regimi tariffari, torna a intervenire la Lega. A rilanciare le accuse è Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo e segretario provinciale del partito, che parla di un sistema «discutibile» e accusa l’amministrazione di voler «fare cassa» sulle spalle degli automobilisti.
Una presa di posizione che arriva dopo settimane nelle quali il tema della sosta è finito al centro delle segnalazioni degli utenti, soprattutto per la differenza tra le informazioni reperibili sui parcheggi e le indicazioni presenti sulla segnaletica stradale.
Il punto della discussione è proprio questo: quali informazioni debba verificare l’automobilista quando lascia la propria vettura e in che modo debbano essere comunicate eventuali modifiche alle condizioni di sosta.
Nei giorni scorsi AMT3 aveva infatti chiarito la questione, sottolineando la necessità di distinguere tra le informazioni generali relative alla sosta e quelle che fanno fede sul posto. Per l’utente, in altre parole, il riferimento deve essere costituito dalla segnaletica presente nell’area di parcheggio, mentre le informazioni online vengono progressivamente aggiornate in relazione alle modifiche del piano.
È su questo terreno che si inserisce nuovamente l’intervento di Borchia, che accusa il Comune di aver adottato un sistema che rischierebbe di trasformare la sosta in «un’ulteriore fonte di prelievo dalle tasche dei cittadini».
«I veronesi non sono vacche da mungere», afferma Borchia, secondo cui «prosegue un sistema che sembra avere come unico obiettivo quello di rendere la vita sempre più difficile agli automobilisti, trasformando la sosta in un’ulteriore fonte di prelievo dalle tasche dei cittadini».
Il segretario provinciale della Lega contesta in particolare la necessità per chi parcheggia di prestare attenzione alle modifiche della segnaletica.
«Trovo molto discutibile un sistema che rischia di trasformarsi in un modo per fare cassa sulla pelle degli automobilisti – sostiene –. Chi parcheggia la propria auto non può essere costretto a verificare quotidianamente se la segnaletica verticale sia stata sostituita o modificata. Non si può pensare di scaricare sui cittadini il peso di cambiamenti che dovrebbero essere comunicati in modo chiaro e trasparente».
Una critica che si inserisce nel più ampio dibattito sulla politica della mobilità cittadina. Borchia parla di una strategia che, a suo giudizio, finirebbe per considerare l’automobilista «come un bancomat».
«Prima si rendono sempre più difficili gli spostamenti, poi si interviene sulla sosta e infine si pretende che siano i cittadini a districarsi tra nuove regole e segnaletica. È un approccio che va cambiato», sostiene l’esponente leghista.
Il tema non riguarda però soltanto il costo della sosta, ma anche la chiarezza delle regole. Proprio su questo si è concentrata parte delle recenti contestazioni, con automobilisti che hanno segnalato differenze tra le informazioni consultabili online e quelle riportate direttamente negli stalli.
AMT3, dal canto suo, ha ribadito la necessità di fare riferimento alle indicazioni presenti sul posto, nell’ambito di un sistema nel quale le modifiche vengono accompagnate dall’adeguamento della segnaletica e dall’aggiornamento delle informazioni disponibili.
Una distinzione che non chiude, però, il confronto politico. Borchia chiede infatti all’amministrazione di rivedere l’impostazione complessiva del piano della sosta.
«Verona ha bisogno di una mobilità che funzioni e di regole comprensibili, non di ulteriori ostacoli per chi deve usare l’auto per lavorare, accompagnare i figli o svolgere le proprie attività quotidiane», conclude. «Basta spremere gli automobilisti veronesi: il Comune ascolti i cittadini e riveda un sistema che appare sempre più orientato a fare cassa anziché a garantire un servizio efficiente».
La questione, dunque, resta aperta su due piani: da una parte le scelte tariffarie e il piano della sosta, dall’altra la modalità con cui le modifiche vengono comunicate agli automobilisti. Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che nelle ultime settimane si è concentrata una parte significativa delle polemiche.































