INAIL-Comune di Verona, scontro sugli atti: il TAR apre gli archivi sul sinistro del dipendente

 
 

Il Tribunale Amministrativo del Veneto dà ragione all’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavororo: Palazzo Barbieri dovrà consegnare i documenti sull’infortunio in bicicletta. Prevale la leale collaborazione tra enti rispetto alla riservatezza “assoluta”


Il diritto alla riservatezza di un privato non può essere trasformato in uno scudo per impedire la verifica di un infortunio sul lavoro, soprattutto quando a chiedere gli atti è l’INAIL nell’esercizio dei suoi compiti istituzionali. La Sezione Prima del TAR Veneto (Sentenza n. 1735/2026, Presidente Leonardo Pasanisi, Relatore Filippo Dallari) ha accolto il ricorso dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro contro il Comune di Verona, ordinando a quest’ultimo di mostrare tutta la documentazione relativa a un incidente stradale avvenuto in città.

La vicenda: la buca, la bici e la richiesta di aggravamento

La controversia affonda le radici in un fatto avvenuto il 9 maggio 2017. Un dipendente dell’INAIL denuncia all’Istituto un infortunio in itinere, sostenendo di essere caduto dalla bicicletta a causa del manto stradale dissestato. Anni dopo, nel maggio 2024, il lavoratore presenta una domanda di revisione per aggravamento, contro il cui rigetto avvia poi un’opposizione. Per fare chiarezza sull’effettivo accadimento e quantificare le prestazioni ed eventuali risarcimenti assicurativi già incassati, l’INAIL chiede al Comune di Verona l’accesso agli atti: segnalazioni, eventuali richieste di indennizzo e corrispondenza con le compagnie assicuratrici.

Il “no” di Palazzo Barbieri e il muro della privacy

Il Comune di Verona rigetta l’istanza. Secondo i legali dell’amministrazione scaligera, l’INAIL non ha titolo per richiedere il fascicolo di un sinistro “che non ha curato”, aggiungendo che la tutela dei dati personali e della salute del dipendente prevale sulle esigenze istruttorie dell’Istituto. Di fronte al diniegol’INAIL impugna il provvedimento dinanzi ai giudici di Palazzo Spada a Venezia.

La decisione del TAR: leale collaborazione e diritto di difesa

I giudici amministrativi hanno smontato le tesi del Comune:

  • Nessun automatismo per la privacy: La riservatezza non è un valore assoluto. Il dipendente, denunciando l’infortunio all’INAIL per ottenerne le prestazioni, ha autorizzato implicitamente l’ente a fare le dovute verifiche.

  • Leale collaborazione tra Enti: Le Pubbliche Amministrazioni non sono “compartimenti impermeabili”. L’art. 22 della legge 241/90 e i principi di leale collaborazione impongono il passaggio delle informazioni per la corretta gestione del denaro pubblico ed evitare duplicazioni di indennizzi.

  • Nesso di strumentalità: L’INAIL ha dimostrato un interesse diretto, concreto e attuale ad acquisire le prove per difendersi e istruire correttamente la pratica.

Esito e conseguenze

Il TAR ha fissato un termine perentorio: il Comune di Verona dovrà ostendere la documentazione entro 10 giorni. Palazzo Barbieri potrà unicamente oscurare eventuali dati supersensibili del privato che non siano strettamente pertinenti alla ricostruzione della dinamica del sinistro e ai relativi risarcimenti. Spese compensate tra le parti vista la natura pubblica dei soggetti e la peculiarità della materia.

Alberto Speciale

 
 
Alberto Speciale
Classe 1964. Ariete. Lavoro come responsabile amministrativo e finanziario in una società privata di Verona. Sono persona curiosa e studiosa, amante della trasparenza con un interesse appassionato, inesauribile, sfacciato, per i fatti degli uomini. Caparbio e tenace. Lettore. Pensatore. Sognatore. Da poco anche narratore di fatti e costumi che accadono o che potrebbero accadere nella nostra città. "Sono responsabile di quel che scrivo non di quel che viene capito"

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