Bus extraurbani a Veronetta, Traguardi e Tosi su fronti diversi. Dalla Regione 500mila euro per studio mobilità

 
 

La mobilità veronese torna al centro del confronto politico. Da una parte la necessità di ripensare la rete del trasporto pubblico, aggiornando percorsi e collegamenti sulla base degli effettivi spostamenti di cittadini e pendolari; dall’altra le richieste di chi segnala le difficoltà generate dall’attuale organizzazione della viabilità, in particolare per gli studenti che arrivano dalla provincia e frequentano le scuole di Veronetta.

Sul tema interviene anche la Regione Veneto, che ha stanziato 500mila euro per approfondire lo studio dei flussi di traffico nelle città venete, partendo proprio dall’esperienza di Verona. La somma è contenuta nella variazione al bilancio regionale 2026-2028, approvata dal Consiglio regionale, e sarà destinata all’attività di analisi affidata a Infrastrutture Venete.

Verona come punto di partenza per ripensare la mobilità

L’obiettivo è comprendere meglio come si muovono le persone, quali sono i principali flussi in ingresso e in uscita dalla città e come migliorare l’organizzazione complessiva del trasporto pubblico. Il percorso nasce dal protocollo tra Regione, Provincia e Comune di Verona, sottoscritto alla fine del 2025. Ora si punta a una convenzione tra i tre enti per sviluppare uno studio condiviso e individuare possibili interventi.

La consigliera regionale Elisa De Berti, presidente della Seconda commissione, ha spiegato che Verona rappresenterà il primo modello di un lavoro che potrà successivamente essere esteso ad altre città del Veneto.

Al centro dell’analisi ci sarà anche l’integrazione tra trasporto su gomma e ferrovia, con l’obiettivo di superare una pianificazione dei servizi che spesso non rispecchia più le abitudini e le esigenze di chi si sposta quotidianamente.

Ferrari: «Servono linee costruite sui dati, non sulle abitudini»

È proprio la necessità di aggiornare l’impianto del trasporto pubblico a essere sottolineata dall’assessore comunale alla Mobilità Tommaso Ferrari. La rete attuale, secondo l’amministrazione, risente ancora di una distinzione tra servizio urbano ed extraurbano che non rappresenta più adeguatamente la realtà degli spostamenti.

Verona, infatti, è ormai il punto di riferimento quotidiano per un territorio molto più ampio dei confini comunali. Migliaia di persone entrano in città per lavoro, studio e servizi, rendendo necessario un sistema capace di collegare in modo più efficace autobus urbani, corse extraurbane e ferrovia.

Traguardi: «Non si torni indietro di vent’anni»

Nel dibattito interviene Traguardi, che rivendica il lavoro istituzionale avviato sul tema e considera lo studio dei flussi un passaggio importante per superare una programmazione del trasporto pubblico non più adeguata alle esigenze attuali.

Il movimento critica, in particolare, le proposte di riportare gli autobus extraurbani in via XX Settembre, giudicandole un ritorno a un modello organizzativo del passato. La priorità, secondo Traguardi, dovrebbe essere quella di ripensare l’intera rete, evitando di concentrare nuovamente i mezzi in alcuni tratti e lasciando invece altre zone meno servite.

La questione, dunque, non riguarda soltanto il singolo percorso di una linea, ma il modo in cui Verona organizza i collegamenti con il territorio provinciale e distribuisce i servizi di trasporto all’interno della città.

Tosi: «Gli autobus extraurbani tornino in via XX Settembre negli orari scolastici»

Di segno diverso la richiesta di Flavio Tosi, europarlamentare di Forza Italia, che chiede al Comune di ripristinare la circolazione degli autobus extraurbani in via XX Settembre almeno nelle fasce orarie di entrata e uscita dalle scuole.

Secondo Tosi, gli studenti provenienti dalla provincia e diretti agli istituti di Veronetta sono oggi penalizzati perché costretti a scendere dai pullman anche a una ventina di minuti a piedi dalle scuole. «Oggi tantissimi studenti che vengono dalla provincia sono penalizzati, dovendo scendere a venti minuti a piedi dai loro istituti scolastici situati a Veronetta», sostiene l’europarlamentare.

Tosi attribuisce la decisione all’amministrazione comunale e attacca l’assessore Ferrari, contestando il mancato ripristino dei percorsi precedenti nonostante la conclusione dei cantieri. «La circolazione dei bus in via Torbido era evidentemente una necessità durante i lavori per il filobus in via XX Settembre e via San Paolo, ma i cantieri sono terminati da oltre un mese», afferma.

Da qui la richiesta di riportare i mezzi extraurbani su via XX Settembre almeno negli orari scolastici, per ridurre il tragitto a piedi degli studenti che arrivano dalla provincia. Tosi sostiene che la responsabilità della scelta sia del Comune e non di Provincia o Atv.

La partita resta aperta

Il confronto mette così in evidenza due esigenze che si intrecciano: da un lato la revisione complessiva della rete, con collegamenti più efficienti tra città e provincia; dall’altro la necessità di dare risposte immediate a chi utilizza quotidianamente il trasporto pubblico, a partire dagli studenti.

I 500mila euro regionali serviranno a costruire una base conoscitiva più aggiornata. Resta da capire quali indicazioni emergeranno dallo studio e, soprattutto, come saranno tradotte in modifiche concrete a linee e percorsi. Perché il nodo della mobilità veronese non è soltanto dove far transitare gli autobus, ma come garantire collegamenti efficaci a chi ogni giorno entra, esce e si sposta in città.