Raffaello Fasoli è il nuovo segretario generale della Cgil di Verona. L’elezione è avvenuta oggi, 4 novembre, durante l’Assemblea generale della Camera del Lavoro Territoriale, riunita all’Hotel San Marco. Fasoli raccoglie il testimone da Francesca Tornieri, che lascia l’incarico per assumere un ruolo a livello nazionale.
Un mandato che si apre con l’obiettivo di rafforzare il sindacato e rilanciare la propria presenza sul territorio, attraverso un’organizzazione «forte, aperta e partecipata», capace di intervenire non soltanto sulle vertenze lavorative, ma anche sulle principali questioni sociali ed economiche della città e della provincia.
Nel suo intervento, il neo-segretario ha ringraziato Tornieri per il lavoro svolto e delineato una visione sindacale fondata sulla solidarietà e sulla partecipazione.
«Noi siamo la Cgil – ha sottolineato Fasoli –. Non ci basta siglare buoni accordi nelle fabbriche e aumentare gli iscritti, vogliamo cambiare il modello sociale assieme ai lavoratori, pensionati e cittadini tutti, superando diseguaglianze e iniquità».
Industria, lavoro e transizione: serve una nuova politica pubblica
Tra le priorità indicate da Fasoli c’è il rilancio industriale, con una critica alle dinamiche finanziarie e speculative che, secondo il sindacato, rischiano di compromettere la tenuta produttiva e occupazionale dei territori.
«Rivendichiamo una nuova stagione di politica industriale pubblica che ci porti fuori dal vortice delle crisi aziendali», ha dichiarato il segretario, indicando la necessità di investimenti, clausole sociali, tutela dell’occupazione e partecipazione dei lavoratori ai processi di innovazione.
Particolare attenzione sarà riservata alla transizione digitale e ambientale, affinché i cambiamenti tecnologici e produttivi non si traducano in nuove disuguaglianze.
Fasoli ha inoltre richiamato il ruolo della Costituzione antifascista e dell’iniziativa La Via Maestra, promossa per difendere partecipazione democratica, pace e diritti sociali. Nel suo discorso è stato ribadito anche il sostegno allo sciopero generale del 20 novembre.
Diritto alla casa, annunciata una vertenza territoriale
Sul fronte veronese, uno dei passaggi più rilevanti riguarda il diritto all’abitare. Fasoli ha annunciato l’avvio di una grande vertenza territoriale, coinvolgendo amministrazioni locali, associazioni, università e rappresentanze sociali.
«Il diritto alla casa è una condizione essenziale per garantire dignità, autonomia e cittadinanza», ha spiegato.
Il problema riguarda soprattutto i giovani, sempre più in difficoltà nel trovare un’abitazione, ma anche le famiglie costrette a lasciare i quartieri cittadini per trasferirsi lontano dai luoghi di lavoro e dai servizi.
La Cgil lega la questione abitativa anche alla crescita degli affitti turistici brevi, alla carenza di edilizia pubblica e all’aumento dei prezzi. Temi che, secondo Fasoli, rendono sempre più necessario un intervento coordinato tra tutela del lavoro e difesa dei consumatori.
Comune e Provincia, il sindacato chiede maggiore coinvolgimento
Il nuovo segretario ha indicato la negoziazione sociale come uno degli strumenti fondamentali dell’azione sindacale. L’obiettivo è rafforzare il confronto con le amministrazioni locali sulle scelte che riguardano servizi socio-sanitari, trasporti, casa, ambiente, sicurezza sul lavoro e coesione sociale.
Le prossime elezioni comunali, secondo Fasoli, dovranno rappresentare un’occasione per discutere del futuro della città.
La Cgil chiede di essere informata e coinvolta nelle decisioni provinciali, attraverso un confronto strutturato con le categorie sindacali interessate.
Sicurezza sul lavoro e legalità: «Non basta la prevenzione»
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema degli infortuni sul lavoro, con un richiamo alla situazione veronese.
Per Fasoli non è sufficiente intervenire sulla formazione e sulla prevenzione: occorre affrontare le condizioni strutturali di un sistema produttivo che, secondo il sindacato, comprime tempi e costi a scapito della sicurezza.
«Occorre rivedere l’intero sistema produttivo che si basa sulla compressione dei tempi di produzione e sulle filiere al massimo ribasso che pur di fare profitto sono disposte a sacrificare vite», ha affermato.
Il tema della sicurezza si intreccia, nell’analisi del neo-segretario, con quello della legalità e del contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata, in particolare nei settori degli appalti e dei subappalti.
Giovani e partecipazione: «Sono il nostro futuro»
In chiusura, Fasoli ha rivolto l’attenzione alle nuove generazioni, respingendo una lettura dei giovani esclusivamente come problema di ordine pubblico.
«Le violenze vanno condannate, certo, ma qualcuno ha mai insegnato alle nuove generazioni come si organizza e come si gestisce il dissenso? Ha mai discusso dei processi democratici di partecipazione e di come si organizza una protesta?», ha osservato.
La Cgil, ha assicurato, intende aprire un dialogo con i giovani e accompagnare una nuova stagione di partecipazione.
«Discutiamo di come va cambiata questa società. Siamo aperti al dialogo con i giovani, non potremmo non esserlo, perché stiamo parlando con il nostro futuro», ha concluso il neo-segretario.
































