ZAI senza Cda, Tommasi scuote la Provincia e Traguardi punta il dito: “Partita sulle poltrone”

 
 

Il Consorzio ZAI di Verona è senza un Consiglio di amministrazione pienamente in carica. Dal 2 novembre il mandato del precedente Cda è scaduto e la mancata designazione dei tre rappresentanti della Provincia sta impedendo il completamento delle nomine. Una situazione che preoccupa il sindaco Damiano Tommasi e sulla quale interviene anche Traguardi, che punta il dito contro il centrodestra provinciale, accusandolo di non riuscire a trovare un accordo sui nomi.

La vicenda si è sviluppata attraverso due sedute del Consiglio provinciale andate a vuoto. La prima, convocata il 26 ottobre, è stata deserta e ha impedito di affrontare anche altri provvedimenti importanti per il funzionamento dell’ente, comprese alcune imminenti assunzioni. Il Consiglio è stato quindi riconvocato per sabato 31 ottobre, ma il numero legale è venuto meno proprio al momento di discutere la nomina dei tre rappresentanti della Provincia nel Consorzio ZAI. I consiglieri di centrodestra hanno lasciato l’aula, motivando la decisione con «questioni interne non ancora risolte».

Comune e Camera di commercio hanno già provveduto alle rispettive designazioni. Manca invece la componente provinciale, che per legge deve esprimere tre membri, di cui almeno uno indicato dalla minoranza.

Tommasi: «Una situazione mai vista, penalizza città e territorio»

Il sindaco Damiano Tommasi definisce la situazione senza precedenti e sottolinea le conseguenze dello stallo sull’attività del Consorzio. Il Cda uscente non può più esercitare le proprie funzioni e, in questa fase, al direttore generale resta la gestione dell’ordinaria amministrazione. «Una situazione mai vista», è la preoccupazione espressa dal primo cittadino, che chiede alla Provincia di convocare rapidamente il Consiglio e procedere con le nomine.

Tommasi contesta anche una gestione della vicenda concentrata sulle dinamiche politiche di breve periodo, anziché sulla prospettiva di sviluppo del Consorzio e del territorio. Il rischio, secondo il sindaco, è che a pagare il prezzo dell’impasse siano proprio la città e il sistema economico veronese.

Tra le possibili vie d’uscita è stata evocata anche l’ipotesi del commissariamento da parte della Regione, che potrebbe diventare una soluzione immediata nel caso in cui non si riuscisse a ricostituire il consiglio di amministrazione.

Traguardi: «Il centrodestra applaude le imprese e poi si blocca sulle poltrone»

Sulla vicenda interviene Traguardi, che collega lo stallo alle difficoltà del centrodestra nel trovare un’intesa sulle nomine. Il movimento ricorda che, appena una settimana prima, durante l’assemblea di Confindustria Verona, erano arrivati appelli alla responsabilità, allo sviluppo e alle infrastrutture strategiche.

«Il centrodestra applaude le imprese e poi si blocca sulle poltrone», è la sintesi della critica. Secondo Traguardi, la mancata intesa non sarebbe legata a una discussione sui programmi o sulle competenze dei candidati, ma alla ricerca di un equilibrio politico anche in vista delle elezioni amministrative del 2027.

Il movimento contesta inoltre l’ipotesi di una proroga di un anno del consiglio direttivo uscente, che potrebbe essere introdotta attraverso un emendamento al Decreto Infrastrutture. Una soluzione giudicata inopportuna e irresponsabile, perché finirebbe per congelare le nomine e rinviare la soluzione di una questione che, secondo Traguardi, dovrebbe essere affrontata a livello locale.

Marangona, il nodo della visione per il futuro

Nel confronto politico entra anche il futuro della Marangona, area strategica per lo sviluppo economico e produttivo di Verona. Traguardi rivendica la scelta del Comune, che ha individuato i propri rappresentanti attraverso un avviso pubblico e sulla base dei curricula.

Il sindaco Tommasi ha designato Lorenzo Poli, vicepresidente di Confindustria Verona e presidente di Cartiere Saci, e Francesca Simeoni, docente dell’Università di Verona.

Per Traguardi si tratta di due profili individuati per sostenere un progetto preciso: fare della Marangona un distretto dell’innovazione, capace di attrarre attività ad alto valore aggiunto, competenze e opportunità di crescita. Una prospettiva che il movimento contrappone all’ipotesi di uno sviluppo concentrato prevalentemente sulla logistica.

«Sono due profili di alto livello, scelti per un progetto preciso», sottolineano gli esponenti di Traguardi, che richiamano la visione dell’Amministrazione comunale contenuta nella delibera e nel nuovo Piano di assetto del territorio. «Per realizzarlo servono persone competenti, capaci di dotare Verona di un luogo dove offrire percorsi di carriera attrattivi e canali di crescita per la nostra economia e per le nostre aziende».

La richiesta finale è rivolta alla Provincia, chiamata a sbloccare rapidamente la situazione, e alla Camera di commercio, affinché mantenga – secondo Traguardi – la linea finora rivendicata: dare priorità a impresa e competenza, evitando interferenze politiche.

Nel frattempo, il Consorzio ZAI resta in una fase di incertezza proprio mentre sono in gioco scelte strategiche per il futuro dell’area produttiva veronese e della Marangona.