Fausto Coppi, il figlio Faustino racconta il Campionissimo a Casa Verona

 
 

Le imprese sportive, le rivalità entrate nella leggenda, l’Italia che cercava di rialzarsi dopo la guerra e una storia d’amore capace di sfidare le convenzioni dell’epoca. La figura di Fausto Coppi, uno dei più grandi campioni della storia del ciclismo, sarà al centro dell’incontro in programma giovedì 29 ottobre alle 18.30 a Casa Verona, nello spazio dell’Arsenale dedicato ai valori e alla cultura dello sport.

A raccontare il Campionissimo sarà una voce speciale: Faustino Coppi, suo figlio, nato dalla relazione con Giulia Occhini, conosciuta come la Dama Bianca. Accanto a lui ci sarà Marco Pastonesi, giornalista della Gazzetta dello Sport e profondo conoscitore della storia del ciclismo. A moderare l’appuntamento sarà il giornalista Bonifacio Pignatti.

Le vittorie che hanno segnato un Paese

Il racconto ripercorrerà la carriera del Grande Airone, le vittorie e le imprese che hanno contribuito a costruirne il mito. Coppi non è stato soltanto un protagonista assoluto delle corse: per un’Italia appena uscita dalle devastazioni della Seconda guerra mondiale, i suoi successi rappresentarono anche un motivo di orgoglio e di speranza.

La sua storia sportiva si intreccia con quella di un Paese in trasformazione, nel quale il ciclismo era molto più di una disciplina agonistica: un fenomeno popolare capace di unire territori e generazioni attorno alle grandi sfide sulle strade e sulle montagne.

La Dama Bianca e una storia d’amore controcorrente

A Casa Verona ci sarà spazio anche per la dimensione privata del campione, segnata dalla relazione con Giulia Occhini, una vicenda che negli anni Cinquanta suscitò scandalo e forti polemiche.

La loro storia d’amore si scontrò con le convenzioni sociali e con il giudizio di una parte dell’opinione pubblica. Una situazione che ebbe conseguenze anche sulla vita familiare: Faustino nacque infatti a Buenos Aires, lontano dall’Italia in cui la relazione dei suoi genitori era diventata oggetto di un acceso dibattito.

«Per questo mamma fu costretta a partorire all’estero», ha raccontato in passato Faustino, ricordando le difficoltà vissute dalla famiglia.

«Per me fu un papà come gli altri»

Il racconto di Faustino offrirà anche uno sguardo personale sull’uomo dietro il campione. «Il papà? Per me fu un papà come gli altri, capii dopo chi era stato davvero», ha ricordato.

Un episodio scolastico restituisce bene la distanza tra il padre vissuto nella quotidianità e il personaggio celebrato da milioni di persone. Quando i compagni gli chiesero quale fosse il lavoro di suo padre, Faustino rispose semplicemente: «Il campione del mondo».

Una frase che racchiude il rapporto tra la dimensione familiare e la fama di un uomo diventato leggenda, ma anche il modo in cui il mito di Coppi si è tramandato oltre le sue imprese sportive.

Anche gli ultimi giorni del Campionissimo

L’incontro affronterà inoltre la morte di Fausto Coppi, avvenuta nel gennaio 1960 e ancora oggi al centro di ricostruzioni e discussioni. Sarà l’occasione per ripercorrere gli ultimi giorni del campione e le circostanze della sua scomparsa, che hanno alimentato nel tempo interrogativi e ipotesi.