Cinquant’anni dopo, quella maglia rossa è ancora un simbolo del tennis italiano. Nel dicembre 1976, sulla terra battuta di Santiago del Cile, l’Italia conquistò per la prima volta la Coppa Davis, scrivendo una pagina destinata a entrare nella memoria sportiva del Paese. A mezzo secolo da quell’impresa, Casa Verona ospiterà Paolo Bertolucci, uno dei protagonisti di quella storica vittoria.
Sarà l’occasione per ripercorrere una delle stagioni più significative dello sport italiano attraverso i ricordi di chi l’ha vissuta in prima persona: le emozioni della finale, la pressione di una sfida internazionale e il significato di rappresentare l’Italia in un momento storico delicato.
Bertolucci, talento e personalità del tennis azzurro
Nato nel 1951 a Forte dei Marmi, Paolo Bertolucci è stato uno dei protagonisti del tennis italiano degli anni Settanta. Dotato di grande sensibilità tecnica, visione di gioco e personalità, nel 1973 raggiunse le prime posizioni della classifica mondiale di singolare, arrivando tra i primi dodici giocatori al mondo.
Il suo nome è legato soprattutto al doppio e alla collaborazione con Adriano Panatta, con cui formò una delle coppie più rappresentative della storia del tennis azzurro.
Santiago 1976, la vittoria entrata nella storia
La squadra italiana che conquistò la Coppa Davis in Cile era composta da Paolo Bertolucci, Adriano Panatta, Corrado Barazzutti e Antonio Zugarelli, con Nicola Pietrangeli nel ruolo di capitano.
La finale contro il Cile, disputata a Santiago nel dicembre 1976, si concluse con la vittoria italiana per 4-1. Tra le immagini rimaste più impresse c’è quella di Bertolucci e Panatta in campo con la celebre maglia rossa durante il doppio, diventata negli anni uno dei simboli di quella straordinaria impresa.
Una vittoria sportiva che andò oltre il risultato, conquistando un posto speciale nell’immaginario collettivo e dimostrando la forza di un gruppo capace di affrontare una sfida complessa lontano da casa.
Dalla racchetta al commento: la voce del tennis
Dopo la carriera agonistica, Bertolucci ha continuato a raccontare il tennis, diventando una delle voci più conosciute e apprezzate della disciplina in Italia. Con uno stile diretto, ironico e competente, ha accompagnato generazioni di appassionati attraverso partite, campioni e grandi appuntamenti internazionali.
A Casa Verona sarà lui stesso a ripercorrere quei giorni del 1976, condividendo aneddoti, retroscena, timori e momenti di gioia. Un racconto personale per comprendere che cosa significasse indossare la maglia azzurra in quella stagione e quale eredità abbia lasciato, a cinquant’anni di distanza, la prima Coppa Davis italiana.
Una serata dedicata alla memoria sportiva, ma anche alle emozioni che rendono alcune imprese senza tempo: perché la storia di quella squadra continua a parlare anche a chi non era ancora nato quando l’Italia conquistò Santiago.






























