Può pesare appena 500 grammi e nascere dopo sole 22 o 23 settimane di gravidanza, quando i polmoni non sono ancora sufficientemente sviluppati per respirare autonomamente. Per questi neonati estremamente prematuri, ogni intervento può essere decisivo e la preparazione dei medici deve essere all’altezza delle situazioni più complesse.
È in questo contesto che si inserisce il riconoscimento ottenuto dalla Terapia intensiva neonatale di Borgo Trento, diretta dal dottor Renzo Beghini e parte dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. L’équipe è stata selezionata tra le otto migliori Terapie intensive neonatali italiane coinvolte in “TINinTOUR”, il progetto itinerante promosso dalla Società Italiana di Neonatologia per allenare i professionisti nelle manovre di rianimazione dei neonati prematuri.
La giornata di formazione si è svolta al Centro Practice di Borgo Trento, dove medici provenienti da fuori Verona hanno potuto esercitarsi con una simulazione ad alta fedeltà, utilizzando apparecchiature avanzate e un manichino in grado di riprodurre le condizioni di un neonato in difficoltà respiratoria.
Il neonato simulato piange, si muove e diventa cianotico
Il van di “TINinTOUR”, organizzato da Accurate, società specializzata nella formazione sanitaria avanzata, con la sponsorizzazione non vincolante di Chiesi, è stato allestito come una vera postazione di assistenza neonatale. Al suo interno sono presenti una culla, dispositivi medici e un simulatore realistico collegato a un monitor che mostra parametri vitali.
Il manichino può piangere, muoversi e diventare cianotico quando non riesce a respirare, riproducendo scenari critici nei quali i professionisti devono valutare rapidamente le condizioni del piccolo e intervenire con le manovre appropriate.
La simulazione permette di allenare le competenze tecniche e la capacità di prendere decisioni in situazioni delicate, senza esporre i pazienti a rischi. Un aspetto particolarmente importante nella gestione dei neonati estremamente prematuri, per i quali l’assistenza respiratoria richiede apparecchiature sofisticate e personale altamente specializzato.
Prematurità, quando i polmoni non sono ancora pronti
La prematurità può avere cause diverse e presenta gradi differenti. Nei casi più estremi, i bambini possono nascere intorno alla 22ª-23ª settimana di gestazione, con un peso di appena 500-600 grammi. La possibilità di sopravvivenza e gli interventi praticabili dipendono da molteplici fattori clinici, oltre che dall’età gestazionale.
In queste condizioni, i polmoni non sono ancora sufficientemente maturi per garantire una respirazione autonoma. Durante la gravidanza è la placenta a fornire ossigeno al feto; dopo la nascita, quando questo passaggio viene meno, può essere necessario ricorrere a supporti respiratori e ad altre cure intensive.
La Terapia intensiva neonatale di Borgo Trento assiste bambini con pesi che vanno dai 500 grammi fino a oltre 3-3,5 chilogrammi. Il reparto dispone di 12 posti letto ed è attualmente interessato da un ampliamento. Le cure possono proseguire per settimane o mesi, fino a quando le condizioni del neonato consentono la dimissione in sicurezza.
Accanto ai prematuri, la struttura prende in carico anche neonati con altre condizioni che richiedono il ricovero, come ittero, ipoglicemia o sottopeso, quando non sono sufficienti le cure domiciliari.
Verona riferimento regionale per il trasporto neonatale
La struttura veronese svolge un ruolo importante nella rete regionale per l’assistenza ai neonati più fragili. A Verona arrivano bambini nati in ospedali del territorio privi di una Terapia intensiva neonatale, ma che necessitano di cure specialistiche.
Quando viene attivato il servizio di trasporto, parte un’équipe composta da medico e infermiere specializzati, disponibile 24 ore su 24, con un’ambulanza attrezzata con termoculla e respiratore. Il trasferimento consente di mantenere il supporto necessario durante il viaggio verso il centro di riferimento.
Il ruolo di centro per le cure ad alta intensità contribuisce anche a spiegare perché a Borgo Trento la percentuale di neonati prematuri assistiti sia superiore a quella della popolazione generale: qui vengono concentrati i casi più complessi, anche attraverso trasferimenti da altri ospedali.
Petralia: «Una responsabilità per la vita nascente»
Il direttore generale dell’Aoui, Paolo Petralia, sottolinea il valore della formazione attraverso la simulazione: «Questo centro di simulazione è un’eccellenza della nostra Azienda e della nostra Regione».
Petralia ricorda inoltre il ruolo di Verona come riferimento regionale per i neonati fragili e prematuri e l’importanza di preparare chi interviene nelle situazioni più delicate. «Gli interventisti hanno una responsabilità rilevante, come tutte le persone che curano, ma con un’attenzione in più per la vita nascente che hanno in custodia», afferma.
Per il direttore della Terapia intensiva neonatale, Renzo Beghini, la necessità di un’assistenza specializzata riguarda una quota significativa dei nuovi nati. «Oggi circa il 7-9% dei bambini nasce prematuro e, con un volume complessivo di circa 2.500 nati all’anno a Verona, significa che un bambino su dieci ha bisogno di assistenza specifica», spiega.
Beghini precisa che la percentuale di prematuri assistiti a Borgo Trento è più alta proprio perché l’ospedale è un centro di riferimento per il trasporto neonatale e per le cure ad alta intensità: «I casi più complessi e delicati vengono fatti nascere o trasferiti qui per essere presi in carico nei nostri reparti».
Al Centro Practice oltre 3.000 professionisti formati
La simulazione neonatale si inserisce in un’attività formativa più ampia. Il Centro Practice dell’Aoui, diretto nell’ambito della formazione dalla professoressa Maria Angela Cerruto, è anche sede del SIMFARV, il Centro di simulazione e formazione avanzata della Regione Veneto.
«Il nostro Practice di simulazione è, in questo momento, primo in Italia per numero di formazioni, con oltre 3.000 persone formate», dichiara Cerruto, evidenziando la collaborazione tra Azienda ospedaliera e Regione per sviluppare le competenze dei professionisti sanitari.
L’obiettivo, aggiunge, è continuare a investire nella simulazione avanzata, uno strumento che permette di prepararsi a situazioni cliniche complesse e migliorare la capacità di intervenire quando è in gioco la salute dei pazienti più vulnerabili.
































