Più risorse vincolate alla sicurezza stradale, ma anche il rischio di mettere sotto pressione i bilanci comunali. È la preoccupazione sollevata dall’assessore al Bilancio del Comune di Verona, Michele Bertucco, dopo l’approvazione preliminare in Consiglio dei ministri della bozza di decreto legislativo che ridisegna la destinazione dei proventi delle multe.
Il testo prevede, per le violazioni accertate da Regioni, Province e Comuni, una ripartizione degli introiti: il 70% all’ente da cui dipende l’organo che ha accertato l’infrazione e il 30% all’ente proprietario della strada.
La quota spettante ai Comuni dovrà essere utilizzata per potenziare i controlli, mantenere e mettere in sicurezza le infrastrutture, migliorare segnaletica e barriere di protezione e sostenere altre iniziative legate alla sicurezza e alla sua diffusione. Tra le novità figura anche la possibilità di finanziare le spese per il personale impiegato in queste attività.
Bertucco: «Positiva la possibilità di finanziare il personale»
Proprio quest’ultimo aspetto viene valutato positivamente dall’assessore veronese, che attribuisce la novità anche a un suggerimento dell’Amministrazione comunale.
«La possibilità di finanziare il personale è una novità positiva, introdotta anche su suggerimento dell’amministrazione comunale di Verona», dichiara Bertucco. «Significa poter investire non solo in asfalto e segnaletica, ma anche nelle persone che ogni giorno garantiscono controlli e prevenzione».
Accanto all’apprezzamento, però, resta la preoccupazione per le conseguenze finanziarie delle nuove regole. La ripartizione con l’ente proprietario della strada e i vincoli più stringenti sulla destinazione delle entrate potrebbero infatti ridurre le risorse disponibili per altre voci di bilancio.
Il timore è che i Comuni debbano compensare con fondi propri le spese per servizi che oggi vengono sostenuti anche grazie ai proventi delle sanzioni.
«A Verona le multe sono già destinate alla sicurezza»
Bertucco sottolinea che il Comune di Verona già destina prioritariamente i proventi delle multe a interventi per strade, segnaletica e infrastrutture, rendicontandone annualmente l’impiego entro il 31 maggio.
«Non partiamo da zero», afferma l’assessore. «Il punto non è come si usano le sanzioni, ma la rigidità di un meccanismo che, se non calibrato, può scaricare sui Comuni il costo della sicurezza stradale senza garantire le risorse per sostenerla».
La questione, quindi, non riguarda soltanto la destinazione degli introiti, ma l’impatto complessivo che la nuova ripartizione potrebbe avere sulla tenuta dei conti degli enti locali.
La richiesta ad Anci prima del via libera definitivo
L’Amministrazione veronese chiede ora un ulteriore confronto attraverso l’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, prima dell’approvazione definitiva del decreto.
L’obiettivo è quantificare le ricadute delle nuove disposizioni sui bilanci comunali e verificare se siano possibili correttivi o margini di flessibilità nella gestione delle risorse.
«Sicurezza stradale e solidità dei conti non possono essere messe in alternativa: chiediamo che il testo finale tenga insieme entrambe», conclude Bertucco.
La partita si gioca dunque nella fase di definizione del provvedimento: da un lato l’obiettivo di rafforzare controlli e interventi per la sicurezza, dall’altro la necessità di evitare che i nuovi vincoli finiscano per aggravare le difficoltà finanziarie dei Comuni.





























