Sicurezza, Futuro Nazionale in piazza Pradaval: «La città va difesa»

 
 

La sicurezza torna al centro del confronto politico veronese. Piazza Pradaval ha ospitato un presidio promosso da Futuro Nazionale, che, secondo gli organizzatori, ha riunito quasi 200 persone per protestare contro i recenti episodi di violenza e vandalismo in città e chiedere interventi più incisivi sul fronte della sicurezza.

Ad aprire la manifestazione è stato Andrea Bacciga, referente cittadino del movimento, che ha ringraziato i partecipanti e i rappresentanti presenti: Barbara Massari, Luca Buono, Andrea Lonardoni e Vittorio Di Dio. Al presidio ha partecipato anche Vito Comencini, esponente del movimento Popolo Veneto.

Bacciga attacca dopo i disordini al Giorgi e in centro

Nel suo intervento al megafono, Bacciga ha condannato gli episodi avvenuti venerdì all’istituto Giorgi e nel centro storico, definendo intollerabili le violenze e gli atti vandalici.

Il referente di Futuro Nazionale ha collegato i fatti a una più ampia questione di sicurezza e convivenza civile, attribuendo le responsabilità a gruppi di giovani immigrati di seconda generazione. Si tratta di una lettura politica espressa durante la manifestazione, che non equivale all’accertamento delle responsabilità individuali per i singoli episodi.

Nel suo discorso, Bacciga ha sostenuto che i cittadini debbano poter frequentare liberamente e in sicurezza le strade della città, richiamando anche la necessità di tutelare la storia, la cultura e le radici di Verona.

«Era fondamentale dare un segnale politico»

Tra gli interventi, Andrea Lonardoni ha sottolineato la necessità di una presenza pubblica dopo i fatti degli ultimi giorni: «Era fondamentale dare un segnale politico dopo quanto accaduto, era necessario esserci a difesa di Verona».

Barbara Massari ha posto l’accento sul tema dell’integrazione, sostenendo che una parte dei cittadini stranieri non sarebbe sufficientemente disponibile ad assimilarsi e a rispettare le regole della comunità.

Il tema della sicurezza è stato quindi affrontato anche in relazione alle politiche migratorie, con posizioni critiche nei confronti di chi, secondo gli esponenti intervenuti, non rispetterebbe le norme e i principi della convivenza.

Critiche anche al governo Meloni

Nel corso del presidio non sono mancate le contestazioni all’esecutivo nazionale. Luca Buono ha criticato il governo guidato da Giorgia Meloni, accusandolo di aver fatto troppo poco sul fronte della sicurezza e di aver respinto le proposte avanzate dall’area vicina al generale Roberto Vannacci.

Una posizione condivisa, pur con accenti diversi, da Vito Comencini. L’esponente di Popolo Veneto ha motivato la propria partecipazione con la volontà di sostenere una linea politica più rigorosa, giudicando troppo moderate alcune scelte del centrodestra in materia di sicurezza e immigrazione.

Il presidio ha così assunto anche il significato di una critica alla maggioranza nazionale, segno di un confronto che non si limita alle responsabilità dell’amministrazione comunale.

Nel mirino anche la giunta Tommasi

Bacciga ha rivolto le sue critiche anche all’amministrazione cittadina, accusandola di non dare sufficiente priorità alle richieste di sicurezza dei veronesi.

Nel mirino sono finite alcune scelte del Comune, dalle piste ciclabili alle questioni legate alla memoria cittadina, tra cui il progetto di rimozione della targa dedicata a Pasetto. Secondo il referente di Futuro Nazionale, l’amministrazione sarebbe concentrata su altre priorità rispetto alle esigenze di sicurezza espresse da una parte della cittadinanza.

Il discorso si è concluso con un appello a proseguire la mobilitazione e a non rinunciare alla richiesta di maggiore tutela per i cittadini e le famiglie.

A chiudere l’iniziativa è stato Vittorio Di Dio, che ha ringraziato i presenti e rivolto un riconoscimento a Bacciga per aver organizzato il presidio in tempi rapidi. L’esponente ha inoltre annunciato che seguiranno altre manifestazioni.

La sicurezza resta così uno dei temi centrali del dibattito politico veronese, tra richieste di maggiore presenza sul territorio, confronto sulle politiche migratorie e polemiche sulle priorità dell’amministrazione comunale e del governo nazionale.