La Cinta Magistrale di Verona è interamente di proprietà del Comune. Il passaggio, avvenuto nei giorni scorsi, segna un momento importante per la tutela di uno dei patrimoni storici e culturali più significativi della città, parte del sito riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio mondiale.
Con la proprietà riunita sotto un’unica amministrazione, il Comune potrà programmare in modo coordinato gli interventi di conservazione e restauro, l’efficientamento energetico e la rifunzionalizzazione degli spazi, con l’obiettivo di valorizzare l’intero sistema delle fortificazioni.
Un docufilm di 40 minuti per raccontare le mura di Verona
Per far conoscere la storia della città fortificata, il Comune ha realizzato anche un docufilm di 40 minuti, disponibile gratuitamente sul canale YouTube dell’Ufficio stampa comunale.
Diretto da Gaetano Morbioli e raccontato da Jacopo Veneziani, il film è stato prodotto grazie a un finanziamento del Ministero del Turismo destinato alla valorizzazione del sito UNESCO “Città di Verona”. Il progetto è stato curato dall’Assessorato alla Cultura, al Turismo e ai Rapporti con l’UNESCO, guidato dall’assessora Marta Ugolini.
Il racconto attraversa diversi secoli di storia, dall’età romana fino al dominio asburgico, intrecciando ricostruzioni animate e contributi di esperti italiani e internazionali. Tra le testimonianze figurano quelle di Paul Davies e David Hemsoll, studiosi britannici tra i principali conoscitori dell’opera di Michele Sanmicheli.
Da Cangrande della Scala a Sanmicheli, fino agli Asburgo
Il documentario si concentra su tre figure che hanno segnato in modo particolare lo sviluppo urbanistico e difensivo di Verona.
La prima è Cangrande della Scala, al quale è legata la costruzione della cerchia muraria scaligera tra il 1324 e il 1327. La seconda è Michele Sanmicheli, ingegnere e architetto al servizio della Repubblica di Venezia, autore di importanti opere militari e delle porte Palio, Nuova e San Zeno.
Il percorso storico arriva infine a Franz von Scholl, protagonista della riorganizzazione delle difese urbane in epoca asburgica, nel quadro delle strategie militari legate al feldmaresciallo Josef Radetzky e all’impero austriaco.
L’obiettivo è mostrare come le fortificazioni non siano soltanto una successione di mura, bastioni e porte monumentali, ma una testimonianza delle trasformazioni politiche, militari e urbanistiche che hanno accompagnato la storia della città.
Ricostruzioni con l’intelligenza artificiale, con lo stile del fumetto
Uno degli elementi caratterizzanti del film è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per ricostruire alcuni momenti della storia urbana. Le immagini adottano uno stile che richiama il fumetto evocativo e l’animazione, con l’intento di rendere più immediata la comprensione delle diverse epoche e favorire il coinvolgimento dello spettatore.
Le ricostruzioni non hanno una finalità filologica o archeologica: sono strumenti narrativi pensati per accompagnare il racconto storico e stimolare la curiosità verso le vicende delle mura veronesi.
Il progetto guarda in particolare al pubblico giovane e alle scuole, cercando un linguaggio capace di coniugare divulgazione, immagini e ritmo narrativo.
Gaetano Morbioli e Jacopo Veneziani, un racconto pensato per tutti
Alla regia c’è Gaetano Morbioli, fondatore di Run Production e autore di numerosi videoclip musicali per artisti italiani di primo piano, tra cui Adriano Celentano, Zucchero, Laura Pausini e Andrea Bocelli. Con questo progetto affronta il racconto storico attraverso tecniche di ripresa e montaggio vicine ai linguaggi audiovisivi più familiari alle nuove generazioni.
I testi sono stati scritti da Jacopo Veneziani, storico dell’arte e divulgatore televisivo, insieme all’autore Carlo Crocchiolo, noto anche per la collaborazione con Alessandro Cattelan. Veneziani è ospite del programma di La7 “In altre parole”, condotto da Massimo Gramellini, e conduce su Rai 3 la striscia “Vita da Artista”.
Il lavoro degli autori punta sulla chiarezza del racconto e sul dialogo tra parole e immagini, per rendere il documentario accessibile a un pubblico ampio.
Il film si propone così come uno strumento per riscoprire il sistema fortificato veronese e comprendere il ruolo che ha avuto nella costruzione dell’identità urbana della città.






























