Il vino italiano torna protagonista a New York con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza negli Stati Uniti e conquistare nuovi consumatori. È stata inaugurata oggi, lunedì 26 ottobre, la terza edizione di Vinitaly.USA, la manifestazione organizzata da Veronafiere in collaborazione con ITA – Italian Trade Agency, in programma fino a domani al Pier 36. Sono 300 le aziende presenti, con un’offerta di 2.500 etichette italiane.

La sfida è ampliare il mercato in un Paese che rappresenta una destinazione strategica per l’export vinicolo nazionale. Accanto alla valorizzazione dei prodotti e dei territori, l’obiettivo è intercettare nuovi pubblici, con particolare attenzione alle generazioni più giovani e alle modalità di consumo che stanno trasformando il settore.
Stati Uniti, oltre 50 milioni di potenziali consumatori
Secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly, sono già 35 milioni i consumatori di vino italiano negli Stati Uniti. Un dato significativo, che lascia tuttavia spazio a ulteriori possibilità di crescita: su quasi 90 milioni di americani che consumano abitualmente vino, oltre 50 milioni costituiscono un bacino potenzialmente interessato alle produzioni italiane.
È su questa differenza che si concentra la strategia di promozione del settore, chiamato a consolidare le posizioni raggiunte e a raggiungere nuove fasce di pubblico. Nel 2025, secondo i dati presentati da Veronafiere, le importazioni statunitensi di vino dall’Unione europea hanno raggiunto i 4,4 miliardi di euro.
«Gli Stati Uniti sono il principale mercato obiettivo per Veronafiere e per il vino italiano», ha dichiarato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, sottolineando la necessità di investimenti e continuità d’azione. In una fase complessa per il comparto, ha aggiunto, la collaborazione tra imprese e istituzioni è fondamentale per sostenere la competitività delle cantine e accompagnarle verso nuovi consumatori e mercati.
Sulla stessa linea il presidente di ITA, Matteo Zoppas, che ha definito New York una porta d’accesso strategica al mercato americano e Vinitaly.USA uno strumento concreto per lo sviluppo commerciale delle imprese italiane.
Giovani e nuove abitudini: come cambia il consumo di vino
Uno degli aspetti centrali dell’edizione 2026 riguarda l’evoluzione delle preferenze dei consumatori. Lo studio realizzato per Vinitaly.USA evidenzia una distribuzione più equilibrata dei consumi di vino italiano tra le diverse generazioni rispetto a quella dei vini californiani, le cui vendite risultano maggiormente concentrate tra gli over 55.
Un elemento che può offrire alle aziende italiane nuove opportunità, soprattutto se accompagnato da strategie capaci di interpretare i cambiamenti nelle occasioni di consumo.
L’indagine del Wine Market Council sui nuovi consumatori americani mostra infatti un approccio sempre più diversificato. Il vino viene bevuto soprattutto da solo, modalità indicata dal 67% degli intervistati, oppure durante i pasti, come accompagnamento al cibo, nel 63% dei casi. Crescono però anche le alternative, in particolare tra i più giovani.
Il 34% indica il vino miscelato in un cocktail, mentre il 30% lo consuma freddo con ghiaccio. Il 75% dei consumatori abituali dichiara inoltre di bere vino anche al di fuori delle modalità tradizionali. A influenzare queste scelte sono le abitudini familiari, indicate dal 60% degli intervistati, le esperienze nei bar e nei ristoranti, citate dal 50%, e i social media, che incidono sul 30%.
Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Sacripante, la qualità, la varietà e la tradizione dei territori italiani rappresentano le risorse su cui costruire la crescita negli Stati Uniti. La sfida, ha spiegato, consiste nel comprendere l’evoluzione della domanda e avvicinare pubblici differenti, dall’alta ristorazione alle nuove occasioni di consumo, senza perdere l’identità delle produzioni italiane.
Export da record e sostegno delle istituzioni
All’inaugurazione è intervenuto con un videomessaggio il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha ricordato il contributo del comparto alla crescita dell’agroalimentare italiano. Nel 2025, secondo i dati citati dal ministro, l’export vitivinicolo nazionale ha raggiunto il valore record di 7,8 miliardi di euro.
Presenti a New York anche il segretario generale del ministero degli Affari esteri, Riccardo Guariglia, e l’ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci. Entrambi hanno evidenziato il ruolo del vino nella promozione dell’identità italiana e l’importanza del mercato americano per i produttori nazionali.
Peronaci ha ricordato che le esportazioni di vino italiano negli Stati Uniti hanno superato il miliardo di dollari, con l’Italia primo fornitore straniero per volume e secondo per valore. Guariglia ha invece sottolineato il contributo della rete diplomatico-consolare, degli Istituti italiani di cultura, di ITA e delle Camere di commercio nel sostenere l’internazionalizzazione delle imprese.
All’evento hanno partecipato anche rappresentanti del ministero del Turismo, della diplomazia economica e della filiera vitivinicola, oltre a esponenti delle Regioni e delle organizzazioni di settore. Per Veronafiere erano presenti, tra gli altri, l’amministratrice delegata Barbara Ferro, la vicepresidente Marina Montedoro e la consigliera di amministrazione Désirée Zucchi. Ospite dell’inaugurazione anche Alessandro Del Piero, ambasciatore della Serie A nell’ambito del progetto di promozione del Made in Italy realizzato da ITA con la Lega Calcio Serie A.
In contemporanea il wine2wine Business Forum
Vinitaly.USA riunisce aziende, collettive regionali, associazioni e consorzi di tutela. Tra i partecipanti figurano realtà del Friuli Venezia Giulia, del Lazio, della Sardegna e dell’Umbria, insieme all’Enoteca regionale dell’Emilia-Romagna, a Italia del Vino e a diversi consorzi, tra cui quelli dell’Asti Docg, del Brunello di Montalcino, del Prosecco Doc e del Lugana Doc.
In contemporanea si è aperta anche la tredicesima edizione di wine2wine Vinitaly Business Forum, che affianca agli incontri commerciali oltre 20 sessioni di approfondimento dedicate a mercati, enoturismo, formazione e masterclass.
Il programma si muove lungo due direttrici: da un lato la promozione dei grandi vini italiani e il rapporto con l’alta ristorazione, dall’altro la capacità di raggiungere consumatori diversi attraverso nuove occasioni e modalità di consumo. Per le imprese, la sfida è trasformare l’interesse per il Made in Italy in relazioni commerciali durature, consolidando la presenza italiana in uno dei mercati più importanti per il settore.





























