Consorzio Zai, manca il numero legale in Provincia: il Pd attacca il centrodestra

 
 

Seduta deserta per il Consiglio provinciale di Verona, che questa mattina, lunedì 26 ottobre, non è riuscito a riunirsi per mancanza del numero legale. Tra i punti all’ordine del giorno figurava la nomina dei tre rappresentanti della Provincia nel Consorzio Zai, l’ente che gestisce l’interporto e svolge un ruolo strategico per il sistema economico e logistico veronese.

Al primo appello erano presenti il presidente della Provincia, Flavio Pasini, il vicepresidente Luca Trentini e i consiglieri Erica Vianini e Matteo Melotti. Trascorsa un’ora, come previsto dal regolamento consiliare, al secondo appello si è aggiunto anche il consigliere Alberto Mazzurana.

Verificata l’assenza del numero legale, che richiede la presenza di almeno la metà dei consiglieri, il presidente Pasini ha dichiarato deserta l’adunanza. La seduta sarà riconvocata nei prossimi giorni.

Il nodo delle nomine al Consorzio Zai

A trasformare il mancato svolgimento della seduta in un caso politico è stato il Partito Democratico veronese, che collega l’assenza del numero legale al rinnovo degli organi del Consorzio Zai.

Secondo il Pd, il punto 8 dell’ordine del giorno prevedeva la nomina dei tre rappresentanti provinciali nel Consorzio, il cui Consiglio direttivo attende da mesi di essere rinnovato.

«Questa mattina il centrodestra veronese ha mostrato ancora una volta di che pasta sia fatto: per un puro calcolo di poltrone ha disertato l’assemblea del consiglio provinciale chiamata, al punto 8 dell’ordine del giorno, a nominare i tre rappresentanti della Provincia nel Consorzio Zai», dichiara Franco Bonfante, segretario provinciale del Partito Democratico di Verona.

Bonfante accusa la maggioranza di aver impedito lo svolgimento della seduta per ragioni legate alla distribuzione degli incarichi, sostenendo che l’obiettivo sarebbe ottenere tutte le nomine, compreso il posto destinato alle minoranze.

Il Pd: «Il territorio non può restare in ostaggio»

La vicenda, secondo il Partito Democratico, avrebbe conseguenze che vanno oltre il confronto politico e riguarderebbero il funzionamento di un organismo considerato importante per lo sviluppo economico della provincia.

Nel mirino del Pd c’è anche il futuro delle infrastrutture e delle aree produttive veronesi, a partire dal nuovo masterplan sulla Marangona e dal progetto del quarto modulo ferroviario.

«L’atteggiamento famelico chiarisce tristemente quanto poco sia presa in considerazione l’azione di rilancio avviata con il nuovo masterplan sulla Marangona e il tema del quarto modulo ferroviario», affermano Alessia Rotta e Diego Zardini, segretari cittadini del Pd di Verona.

I due esponenti chiedono trasparenza e rispetto delle istituzioni, sostenendo che le dinamiche legate alle nomine non debbano ostacolare le prospettive di sviluppo del sistema produttivo locale.

La seduta sarà riconvocata

Per il momento, l’unico esito formale della mattinata è la mancata costituzione del Consiglio provinciale per assenza del numero legale. La nuova convocazione dovrà consentire di riprendere l’esame dei punti all’ordine del giorno, compresa la scelta dei rappresentanti della Provincia nel Consorzio Zai.

Resta da chiarire se e come sarà possibile raggiungere un accordo politico sulle nomine, mentre il Pd chiede che il rinnovo degli organi dell’ente non venga condizionato da logiche di spartizione degli incarichi.