È già entrato a pieno regime il nuovo acceleratore lineare guidato da risonanza magnetica in dotazione alla Radioterapia dell’ospedale di Borgo Trento. A meno di un anno dalla sua installazione, sono 150 i pazienti trattati con questa tecnologia di ultima generazione, utilizzata per curare diverse neoplasie, tra cui quelle della prostata, del pancreas, del fegato, del torace e della pelvi.
Un risultato importante per l’Uoc Radioterapia, diretta da marzo 2026 dal dottor Sergio Fersino, che può contare su una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili in ambito oncologico. L’apparecchiatura ViewRay MRI-Linac è presente soltanto in alcuni centri di eccellenza a livello nazionale e internazionale. Il Veneto è stata la prima Regione italiana a installarla in una struttura pubblica.
Immagini in tempo reale e trattamenti più precisi
Il sistema combina in un unico impianto un acceleratore lineare, che eroga le radiazioni, e una risonanza magnetica, che permette di visualizzare in tempo reale il bersaglio tumorale e gli organi circostanti durante il trattamento.
Rispetto alle tecniche radioterapiche tradizionali, questa integrazione consente di adattare l’erogazione delle radiazioni anche alle minime variazioni di forma e posizione del tumore e dei tessuti vicini. L’obiettivo è concentrare il trattamento sulla neoplasia, limitando l’esposizione dei tessuti sani e riducendo il rischio di effetti collaterali.
La tecnologia permette inoltre di seguire i movimenti fisiologici del corpo, come quelli legati alla respirazione e ai movimenti degli organi addominali, adattando il trattamento alla posizione effettiva del bersaglio.
Da 25-30 sedute a soli 3-5 incontri
Tra i principali vantaggi per i pazienti c’è la possibilità di ridurre sensibilmente il numero delle sedute. Se un percorso radioterapico tradizionale può richiedere dalle 25 alle 30 sedute, con l’MRI-Linac alcuni trattamenti possono essere completati in appena 3-5 incontri.
La riduzione è resa possibile dalla maggiore precisione nella somministrazione delle dosi di radiazioni, che consente di concentrare la terapia in un numero inferiore di appuntamenti e di abbreviare la durata complessiva del percorso di cura.
La scelta dei pazienti viene effettuata anche attraverso gruppi multidisciplinari dedicati alle diverse patologie oncologiche, con la partecipazione attiva dei radioterapisti.
Radioterapia adattativa, un piano su misura per ogni seduta
Una delle caratteristiche più avanzate dell’apparecchiatura è la cosiddetta radioterapia adattativa. Grazie alle immagini ottenute con la risonanza magnetica, l’équipe può rivalutare quotidianamente le condizioni anatomiche del paziente e predisporre un piano terapeutico personalizzato per ogni seduta.
Le radiazioni vengono così calibrate in funzione della posizione del tumore e degli organi circostanti, tenendo conto anche dei movimenti fisiologici. Un approccio che punta a migliorare la precisione del trattamento e a proteggere maggiormente i tessuti sani.
Borgo Trento, quattro apparecchiature per le cure oncologiche
L’MRI-Linac è l’ultimo tassello del parco tecnologico del Polo Alte Energie di Borgo Trento, inaugurato nell’agosto 2025. Il reparto di Radioterapia dispone complessivamente di quattro apparecchiature di alta tecnologia per i trattamenti oncologici, oltre a un simulatore TAC dedicato alla preparazione delle terapie.
Il sistema Varian TrueBeam viene utilizzato per tumori della prostata, ginecologici e del distretto testa-collo. La Tomotherapy è dedicata in particolare ai pazienti pediatrici e ai trattamenti total body, mentre il Varian TrueBeam STx viene impiegato per neoplasie cerebrali, della mammella e del polmone.
Agli investimenti tecnologici si è affiancata una profonda riqualificazione degli spazi del padiglione 24, con il completo rifacimento del reparto, nuovi ambulatori, un’area Day Hospital, nuovi ascensori e un ingresso dedicato.
Fersino: «La tecnologia da sola non basta»
«La radioterapia, nell’ambito della medicina di precisione, è una disciplina in continua evoluzione che si avvale di tecnologie sempre più avanzate. Sappiamo però che la tecnologia da sola non basta», sottolinea il dottor Sergio Fersino, direttore dell’Uoc Radioterapia.
«In un reparto di radioterapia è fondamentale lavorare in un’ottica multiprofessionale: collaboriamo quotidianamente con i fisici sanitari, che elaborano i piani di trattamento, e con i tecnici e gli infermieri, che hanno un contatto diretto e quotidiano con i pazienti. Per noi è essenziale coniugare la cura della malattia con la cura della persona».
Il direttore richiama infine l’importanza del lavoro condiviso tra le diverse specialità: «La radioterapia si inserisce in un forte contesto multidisciplinare: la sinergia costante con l’oncologia e le varie branche chirurgiche ha l’unico, grande obiettivo di garantire ai nostri pazienti cure di elevatissima qualità».






























