Riprendono le visite guidate all’ex Campo di concentramento e detenzione di Montorio. Due le date: sabato 26 e domenica 27 settembre alle ore 10
La storia, a volte, riemerge dal sottosuolo impolverata e dimenticata. E quando lo fa può costringerci a guardare in faccia ciò che è accaduto non in un luogo lontano, ma a pochi chilometri da casa. È questa la sensazione che accompagna la visita al Campo di concentramento e detenzione di Montorio, una delle pagine più dolorose e meno conosciute della storia veronese durante la Seconda guerra mondiale.
Il campo, individuato nel luglio 2017 grazie a una specifica ricerca e alle testimonianze di persone che avevano visto direttamente ciò che accadeva in quell’area, si trova oggi in aperta campagna, all’interno di una proprietà privata nei pressi di Montorio. Il luogo è visitabile esclusivamente su appuntamento e con visita guidata.
Dall’8 settembre alla deportazione
Per comprendere la storia del campo bisogna tornare al settembre 1943. L’armistizio firmato a Cassibile il 3 settembre dai generali Giuseppe Castellano e Walter Bedell Smith venne reso pubblico l’8 settembre dal capo del governo Pietro Badoglio attraverso i microfoni dell’EIAR. L’annuncio provocò lo sbandamento delle Forze Armate italiane e l’occupazione tedesca di gran parte del territorio nazionale. Centinaia di migliaia di militari italiani furono catturati e deportati nei territori controllati dalla Germania, mentre iniziò una nuova fase della guerra caratterizzata anche dalla repressione politica, dalla persecuzione degli ebrei e dalla deportazione. Anche il territorio veronese venne coinvolto nella rete di luoghi utilizzati per la detenzione.
Gli ebrei rastrellati a Roma e portati a Verona
Una delle vicende più drammatiche riguarda un gruppo di oltre 60 cittadini ebrei rastrellati a Roma, tra cui otto bambini e bambine. A partire dal 10 febbraio 1944, i prigionieri furono trasferiti a Verona e detenuti in un edificio a Ponte Cittadella. Molti erano stati arrestati nei primi giorni di febbraio durante le retate nelle abitazioni e nella notte tra il 3 e il 4 febbraio all’interno della basilica di San Paolo a Roma, in un’irruzione che violò l’extraterritorialità garantita dai Patti Lateranensi. A metà aprile il gruppo venne trasferito a Montorio, nella struttura della DAT La Colombara, utilizzata come campo di detenzione. Per quei prigionieri sembrava poter essere l’ultimo luogo di detenzione fino alla fine della guerra. Non fu così. Il 12 maggio 1944 arrivarono i tedeschi. Ai detenuti venne ordinato con la forza di raccogliere i pochi averi e salire su un autobus diretto a Fossoli. Quattro giorni dopo, il 16 maggio, da Fossoli partirono sui carri bestiame del convoglio ferroviario diretto ad Auschwitz. Di quel gruppo, soltanto 11 persone sopravvissero al campo di sterminio.
Non soltanto persecuzione degli ebrei
La struttura di Montorio fu anche luogo di detenzione e repressione nei confronti di oppositori politici e familiari di persone considerate renitenti alla leva. Tra le persone detenute vengono ricordate anche Concetta Fiorio e Matilde Lenotti, le cui vicende contribuiscono a ricostruire la funzione che il campo ebbe all’interno del sistema repressivo instaurato durante la guerra. La storia del luogo permette così di leggere la persecuzione nazifascista non soltanto attraverso i grandi nomi e i luoghi simbolo della memoria europea, ma anche attraverso una realtà locale che coinvolse direttamente il territorio veronese.
Come partecipare alle visite e link di prenotazione
L’edificio si trova in aperta campagna vicino a Montorio all’interno di proprietà privata ed è visitabile solo su appuntamento con visita guidata. Le visite guidate sono gratuite, con un numero massimo di circa 30-35 partecipanti. Il sistema di prenotazione si chiude automaticamente al raggiungimento della capienza prevista. È necessario compilare il modulo di prenotazione per ogni persona, compresi i minorenni. Al termine della procedura viene inviata una mail di conferma con tutte le informazioni necessarie per raggiungere il luogo.
Il luogo si trova in aperta campagna e il percorso si svolge su terreno sterrato e irregolare. Gli organizzatori consigliano quindi un abbigliamento adeguato a un’escursione. Le persone con difficoltà motorie o esigenze particolari sono invitate a contattare preventivamente gli organizzatori. La visita dura circa un’ora e un quarto/un’ora e mezza e in caso di maltempo, con pioggia intensa, la visita verrà annullata e l’eventuale comunicazione sarà pubblicata sulla pagina dedicata al Campo di concentramento di Montorio.
Per concordare visite specifiche per gruppi o scuole è possibile contattare gli organizzatori all’indirizzo [email protected].
Prenotazione visita guidata sabato 26 settembre 2026 ore 10.00
Prenotazione visita guidata domenica 27 settembre 2026 ore 10.00
Un luogo della memoria riscoperto nel 2017
Il Campo di Montorio è stato individuato nel luglio 2017, dopo una ricerca specifica e la raccolta di testimonianze oculari. L’11 agosto 2022 è stato sottoscritto un Patto di sussidiarietà tra il Comune di Verona e le associazioni montorioveronese.it ETS e Figli della Shoah, successivamente modificato il 26 luglio 2023. Il Comune di Verona ha inoltre inserito il campo nel perimetro dei luoghi cittadini di commemorazione del Giorno della Memoria. Il recupero della memoria di questo luogo assume quindi un significato che va oltre la storia locale: racconta come la persecuzione, la deportazione e la repressione politica abbiano avuto una presenza concreta anche nel territorio veronese.
Le prossime visite si terranno nel seguente calendario precisando che i link di prenotazione verranno aperti i primi dieci giorni di ogni mese:
- 24 e 25 ottobre ore 10;
- 28 e 29 novembre ore 10;
- 19 e 20 dicembre ore 10.
Per maggiori informazioni sul Campo di concentramento invitiamo a consultare la seguente pagina: https://www.montorioveronese.it/campo-di-concentramento-di-montorio/
Alberto Speciale
































