Ospedali veronesi, sistemi informatici in tilt nella notte: Bigon interroga la Regione

 
 

Problemi alla rete dati e ai sistemi informatici avrebbero interessato nella notte alcuni servizi della sanità ospedaliera veronese, con possibili ripercussioni anche sulle attività ospedaliere e sui Pronto Soccorso. A sollevare il caso è la consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon, che annuncia un’interrogazione urgente alla Regione per chiarire quanto accaduto e verificare il funzionamento delle procedure di emergenza.

Secondo quanto riferito dalla consigliera, durante la notte si sarebbero verificati problemi ai sistemi informatici, rendendo necessario in alcuni casi il ricorso alle procedure di emergenza e alla gestione cartacea delle attività.

Sarebbe stata inoltre valutata, sempre secondo la ricostruzione di Bigon, l’eventualità di deviare le ambulanze verso altre strutture sanitarie.

Si tratta di circostanze che, al momento, dovranno essere verificate dalle aziende sanitarie e dalla Regione, a partire dall’esatta natura del problema, dai servizi coinvolti e dalle eventuali conseguenze sull’assistenza ai pazienti.

«Quanto accaduto nella notte negli ospedali veronesi impone una domanda fondamentale: è davvero ancora accettabile che un problema informatico possa mettere così seriamente in difficoltà servizi sanitari essenziali?», afferma Bigon.

La consigliera regionale torna quindi sul tema del Sistema Informativo Ospedaliero (SIO), sul quale negli ultimi anni ha già presentato diverse interrogazioni e richieste di chiarimento. Nel luglio 2024, insieme ad altri consiglieri del Pd, aveva chiesto alla Regione di non estendere il nuovo sistema ad altri ospedali prima della risoluzione delle criticità riscontrate all’AOUI Verona. 

Anche in precedenza il Consiglio regionale aveva registrato interrogazioni riguardanti il nuovo sistema informatico dell’AOUI Verona, compresa una richiesta relativa all’assenza di un piano di emergenza e al passaggio graduale al nuovo sistema. 

Ora Bigon chiede di verificare innanzitutto che cosa sia successo nella notte e quali servizi siano stati effettivamente interessati.

«Sono informazioni che devono essere immediatamente verificate dalla Regione e dalle aziende sanitarie», sottolinea la consigliera.

Tra le questioni che saranno sottoposte alla Giunta regionale ci sono il livello di collaudo del SIO e delle relative infrastrutture, il funzionamento dei sistemi di backup e ridondanza e l’effettiva capacità delle procedure di emergenza di garantire la continuità dei servizi.

L’interrogazione dovrà inoltre chiarire se vi siano state ripercussioni sui pazienti e quali interventi possano essere adottati per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.

«Può un guasto tecnico mettere in difficoltà contemporaneamente strutture ospedaliere così importanti e servizi salvavita per i cittadini?», domanda Bigon, chiedendo alla Regione di intervenire.

Il tema dei sistemi informatici dell’AOUI Verona non è nuovo. Già nel 2024 erano state sollevate in Consiglio regionale questioni relative ai disagi provocati dal nuovo sistema e ai tempi del suo collaudo. 

La vicenda della notte scorsa riporta quindi al centro dell’attenzione il tema della continuità operativa della sanità digitale, soprattutto nei servizi ospedalieri dove eventuali interruzioni devono essere gestite attraverso procedure alternative in grado di garantire comunque l’assistenza.

«La sanità digitale non può rappresentare un punto di fragilità del nostro sistema di cura. Se non garantisce continuità e sicurezza, la Regione ha il dovere di intervenire subito», conclude Bigon.

Ora saranno gli accertamenti della Regione e delle aziende sanitarie a dover chiarire la natura del problema, la sua durata, i servizi effettivamente coinvolti e l’eventuale impatto sull’attività assistenziale.