Aptuit perde il ricorso in Cassazione: gli 8 Beagle sequestrati restano affidati alla LAV

 
 

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Aptuit contro il sequestro di otto cani Beagle, già affidati alla LAV. L’associazione parla di una decisione che rende definitivo l’affido degli animali, mentre l’azienda precisa che i cani erano comunque già destinati al reinserimento e che il ricorso riguardava anche le modalità con cui erano stati allontanati e gestiti.

La vicenda si inserisce nel contenzioso giudiziario che da alcuni anni coinvolge la multinazionale con sede a Verona e che ha interessato anche altri animali. Secondo la LAV, con l’ultima decisione della Cassazione gli otto Beagle sequestrati nei mesi scorsi possono ora proseguire il loro percorso di recupero nelle famiglie alle quali sono stati affidati.

Gli animali erano stati sequestrati nell’ambito dell’operazione della Procura che aveva portato alla loro uscita dalla struttura. LAV aveva successivamente sostenuto la legittimità del provvedimento, opponendosi alle iniziative giudiziarie presentate dall’azienda per ottenere la restituzione dei cani.

Il Tribunale del Riesame di Verona aveva già ritenuto sussistenti gli elementi alla base del sequestro. Aptuit ha quindi presentato ricorso alla Corte di Cassazione, che lo ha dichiarato inammissibile.

Per la LAV, si tratta della conclusione definitiva della vicenda relativa agli otto Beagle. L’associazione sostiene che gli animali, una volta affidati, potranno continuare il percorso di cura e riabilitazione nelle famiglie che li hanno accolti.

«Questa ulteriore vittoria ci ha permesso di salvare definitivamente da test invasivi e dolorosi altre 8 vite che, una volta per tutte al sicuro, potranno continuare il loro percorso di cura e riabilitazione nelle famiglie che li hanno accolti», ha dichiarato Valeria Albanese, responsabile dell’area ricerca senza animali della LAV.

L’associazione riferisce inoltre che, negli ultimi cinque anni, sono complessivamente 68 gli animali che sostiene di aver contribuito a portare in salvo attraverso le proprie iniziative e battaglie legali.

Nel commentare il procedimento, LAV ha contestato anche le motivazioni con cui Aptuit si sarebbe opposta al sequestro. Secondo l’associazione, l’azienda avrebbe sostenuto che l’allontanamento dei cani dai box avrebbe avuto conseguenze negative sul loro benessere. LAV respinge questa ricostruzione e sostiene che gli animali non avrebbero comunque potuto essere nuovamente impiegati in procedure sperimentali dopo essere usciti dallo stabulario.

Aptuit, però, fornisce una propria ricostruzione della vicenda. In merito alla decisione della Cassazione, l’azienda precisa che «gli animali in questione erano comunque già stati destinati al reinserimento». Aptuit aggiunge che, proprio per questo motivo, contestava non soltanto la fondatezza del sequestro, ma anche «le stesse modalità di alloggiamento e gestione dei cani, sia sotto il profilo dell’idoneità dell’alloggio che della procedura di allontanamento».

La decisione della Cassazione chiude quindi il passaggio giudiziario relativo al ricorso presentato dall’azienda contro il sequestro degli otto Beagle, mentre resta distinta la ricostruzione delle condizioni degli animali e delle modalità della loro gestione, sulle quali LAV e Aptuit hanno espresso posizioni differenti.

LAV ha infine ringraziato l’avvocata Raffaella Sili del Foro di Roma per l’attività svolta nel procedimento.