Tempo per la divisa, nuova polemica al Morelli Bugna: «Perché l’ente non paga?»

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Nuovo capitolo della vertenza sul tempo necessario per indossare e togliere la divisa al Centro Servizi alla Persona Morelli Bugna di Villafranca di Verona. La FP CGIL provinciale denuncia il mancato pagamento delle spese processuali liquidate a carico dell’ente dopo una nuova sentenza favorevole ai lavoratori e chiede chiarimenti al Consiglio di amministrazione, alla Direzione generale, all’Ufficio personale e all’amministrazione comunale.

Secondo quanto riportato dal sindacato, il Tribunale del lavoro di Verona, con una sentenza pubblicata il 21 luglio 2026, ha nuovamente riconosciuto la fondatezza della richiesta di un gruppo di dipendenti di ottenere il pagamento dei tempi di vestizione e svestizione della divisa aziendale.

La quantificazione indicata è di 15 minuti per turno, retribuiti come lavoro straordinario.

La denuncia: «Spese processuali ancora non pagate»

La contestazione della FP CGIL riguarda ora il mancato pagamento delle spese di giudizio stabilite dalla sentenza. Il sindacato sostiene che, nonostante le sollecitazioni, l’ente non abbia ancora provveduto a versare le somme dovute.

Una situazione che, secondo la sigla sindacale, potrebbe costringere i lavoratori ad avviare procedure esecutive per recuperare quanto riconosciuto dal giudice.

«I lavoratori sono pertanto costretti ad agire in via esecutiva per recuperare le somme cui hanno diritto», scrivono Antonio De Pasquale e Angelo Tirapelle, della segreteria provinciale FP CGIL Verona.

Il sindacato ribadisce di essere al fianco dei dipendenti e critica la scelta dell’ente di continuare a contestare una rivendicazione che, a suo giudizio, sarebbe stata riconosciuta da più gradi di giudizio.

«Costi evitabili e possibili responsabilità»

Nel documento inviato ai vertici del Morelli Bugna, al Comune di Villafranca e al Comitato dei parenti, la FP CGIL solleva anche una questione di gestione delle risorse pubbliche.

Secondo il sindacato, proseguire il contenzioso e non procedere al pagamento delle somme stabilite rischierebbe di generare ulteriori costi, comprese nuove spese legali. La sigla parla di possibili profili legati ai principi di economicità e buona amministrazione e richiama l’eventualità di responsabilità erariale.

La FP CGIL chiede quindi all’ente di spiegare le ragioni del mancato pagamento, di chiarire quali siano le conseguenze previste in caso di mancato adempimento della sentenza e, soprattutto, di individuare chi abbia deciso di non procedere al versamento.

Il sindacato: «Personale demotivato e costi per le famiglie»

La lettera si conclude con una critica più ampia alla gestione della vertenza. Secondo la FP CGIL, le scelte dell’amministrazione avrebbero prodotto due conseguenze: l’aumento dei costi a carico dei familiari, anche per il protrarsi del contenzioso, e la demotivazione del personale.

Il sindacato sottolinea come la questione si inserisca in una fase di difficoltà nel reperimento delle figure professionali necessarie all’assistenza e sostiene che il mancato riconoscimento dei tempi di vestizione rappresenti un ulteriore elemento di tensione nei rapporti con i dipendenti.

La richiesta rivolta all’amministrazione è quindi di chiarire la situazione e dare seguito a quanto stabilito dal Tribunale. Al momento, nella nota sindacale non è riportata una replica da parte del Centro Servizi alla Persona Morelli Bugna.