Essere là per rendere visibile l’invisibile.
Concetto ricorrente e bene espresso questa mattina durante la presentazione del nuovo progetto firmato ABEO ODV; parliamo di ALBOR, un nuovo modello di servizi per i piccoli pazienti post oncologici, pensato per rispondere a un bisogno spesso sottovalutato ma cruciale: quello che emerge dopo la fine delle terapie.
Nell’affascinante e accogliente cornice di Casa Verona all’Arsenale ad un evento organizzato da StudioVentisette, si è voluto sottolineare come l’approccio di ALBOR sia un percorso di cura globale e integrato per i bambini guariti dal cancro pediatrico o in fase di follow-up, accompagnando anche le famiglie nel complesso processo di ritorno alla normalità.
Presenti in conferenza stampa il presidente di Abeo, Nicola Guido Vincenzi, il presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini, l’assessora comunale alla salute Elisa La Paglia e il dottor Simone Cesaro, direttore di oncoematologia pediatrica dell’AOUI di Verona.
L’efficacia del progetto, come spiegato durante la conferenza, si basa su “un team multidisciplinare che garantisce un supporto a 360 gradi“.
Medici, infermieri e nutrizionisti seguono la salute fisica dei ragazzi in sinergia con l’ospedale, mentre fisioterapisti e osteopati curano la riabilitazione motoria. Un ruolo centrale è affidato a psicologi e psicoterapeuti, essenziali per “vincere l’ansia da recidiva e ritrovare l’autostima“.
Infine, educatori e assistenti sociali facilitano la burocrazia e il delicato reinserimento scolastico e sociale.
L’assessora alla salute Elisa La Paglia ha evidenziato il valore sociale dell’iniziativa, spiegando che Abeo “riesce così a completare l’offerta assistenziale per le famiglie dopo la fase acuta della malattia. Un momento di guarigione che resta tuttavia denso di necessità specifiche sul piano psicologico, motorio e riabilitativo. È fondamentale – prosegue La Paglia – che la città sostenga Albor per la sua capacità di intercettare i bisogni che vanno oltre le cure sanitarie”.
Con Albor – prosegue – “l’associazione inaugura un modello di cura extra-ospedaliero che mette al centro il futuro dei piccoli pazienti, accompagnando i nuclei familiari con competenza e continuità“.
Il dottor Simone Cesaro, direttore di oncoematologia pediatrica dell’Aoui veronese, ha invece rimarcato l’importanza terapeutica del percorso, volto a “chiudere il cerchio su tutti quegli aspetti che la necessaria focalizzazione sulla malattia in ospedale tende inevitabilmente a mettere in secondo piano”.
Infine, il presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini ha elogiato il radicamento territoriale di Abeo, ribadendo che “il progetto colma una necessità oggettiva. Se l’ospedale assicura la guarigione clinica, la riabilitazione globale avviene all’esterno, coinvolgendo la scuola, i fratelli e l’intero contesto relazionale“.
Nicola Zanotto



































