“Superare stereotipi, pregiudizi ed ogni forma di discriminazione di genere nell’ambito lavorativo, avvantaggiando merito e professionalità”.
Questi gli obbiettivi dietro al nuovo passo decisivo compiuto da ATV all’interno del suo percorso di modernizzazione delle politiche delle risorse umane e della cultura organizzativa.
È ufficiale infatti l’ottenimento della certificazione “UNI PDR 125:2022” per la parità di genere, rilanciata da DNV uno dei principali enti di certificazione a livello mondiale.
La consegna formale di questo attestato è stata celebrata questa mattina presso la sala stampa della sede aziendale in Lungadige Galtarossa.
Presenti il presidente di ATV Giuseppe Mazza, l’amministratore delegato Massimo Bettarello, la vicesindaca del Comune di Verona Barbara Bissoli, Beatrice Verzè, consigliera comunale con delega alle Pari Opportunità e Massimo Alvaro, amministratore delegato di Business Assurance Italia per DNV.
CHE COS’È.
La prassi UNI/PdR 125:2022 definisce lo standard nazionale per la parità di genere, tracciando un percorso che misura l’impatto delle politiche d’inclusione.
La norma non si limita a fissare requisiti formali, ma introduce una griglia di valutazione basata su sei pilastri: cultura e strategia, governance, processi delle risorse umane, equità retributiva, opportunità di carriera e tutela della genitorialità.
“L’ottenimento della certificazione rappresenta l’applicazione concreta del nostro Codice Etico – sottolinea il presidente Giuseppe Mazza –. Il valore di ogni collaboratore e collaboratrice – prosegue – è il cardine della nostra politica di tolleranza zero contro ogni forma di discriminazione. Operare secondo principi di imparzialità e trasparenza è un obbligo morale verso la collettività“.
L’impegno per la parità di genere – fa sapere l’azienda in un comunicato – “si sviluppa attraverso azioni concrete, come i corsi di formazione aziendali per riconoscere e superare i pregiudizi inconsci“.
I dati, diffusi questa mattina, evidenziano un’evoluzione: oggi le donne rappresentano il 5% dei 520 autisti, una quota raddoppiata rispetto a dieci anni fa.
Negli uffici il personale femminile raggiunge il 22%, mentre tra i quadri la presenza sale al 65%, a dimostrazione di come “l’accesso ai ruoli di responsabilità sia basato sulle competenze“.
Sulla stessa linea della panoramica tracciata dal presidente Mazza è anche l’amministratore delegato di ATV, Massimo Bettarello, il quale ricorda che “Il mondo dei trasporti è stato a lungo percepito come un ambiente maschile. Investire nella parità significa attrarre talenti, garantire equità retributiva a parità di mansione e promuovere una leadership femminile anche in ruoli tecnici e decisionali. Le certificazioni non devono essere timbri sulla carta intestata, ma strumenti reali di crescita“.
Un plauso arriva anche dall’amministrazione comunale, per l’occasione rappresentata, come detto prima, dalla vicesindaca e assessora alla Parità di Genere Barbara Bissoli: “Per ottenere la certificazione è necessario confrontarsi seriamente con temi cruciali come l’equità retributiva, ambito in cui l’Italia ha ancora molto lavoro da fare. Non a caso la certificazione di parità di genere è stata finanziata dal PNRR“.
Sulla rilevanza sociale del tema interviene anche Beatrice Verzè, consigliera comunale e delegata del sindaco alle Pari Opportunità. Anche lei cita alcuni dati rilevanti su questo tema come, per esempio “oltre il 70% delle donne lavora part-time per difficoltà di conciliazione e l’occupazione femminile resta tra le più basse d’Europa. In questo contesto – conclude Verzé – ATV rappresenta un tassello importante per costruire una città davvero a misura di donne“.
Nicola Zanotto


































