Medici sospesi per il Covid, Verona per la Libertà sostiene il reintegro

 
 

Il possibile reintegro dei medici sospesi durante l’emergenza Covid per non essersi vaccinati riaccende il confronto politico. A intervenire è Verona per la Libertà, che esprime sostegno al disegno di legge già approvato alla Camera e ora al centro dell’iter parlamentare, definendo la misura «coraggiosa e quanto mai giusta».

Nel comunicato firmato da Maurizio Cutolo e Francesca Menin, il gruppo critica duramente le posizioni della sinistra italiana, accusata di continuare a difendere scelte che, secondo gli autori, meriterebbero oggi una revisione alla luce delle esperienze maturate durante la pandemia.

Le critiche alla gestione dell’emergenza sanitaria

Verona per la Libertà richiama le dichiarazioni delle case farmaceutiche, le commissioni d’inchiesta avviate negli Stati Uniti e in Europa e le segnalazioni di persone che riferiscono problemi di salute dopo la vaccinazione. Elementi che, secondo Cutolo e Menin, dovrebbero spingere a una riflessione più ampia su quanto accaduto negli ultimi cinque anni.

Nel testo il gruppo utilizza toni particolarmente duri nei confronti di chi continua a sostenere le scelte adottate durante l’emergenza, parlando di «ottusità» e contestando quello che considera un atteggiamento poco incline al confronto.

Il confronto con l’ex presidente dell’Ordine dei medici

Un passaggio del comunicato riguarda anche il dottor Ruggi, già presidente dell’Ordine dei medici di Verona. Verona per la Libertà contesta alcune sue recenti dichiarazioni, nelle quali avrebbe sostenuto che in città non ci sono medici radiati, aggiungendo un riferimento critico nei confronti dei professionisti contrari alla vaccinazione.

«La scienza, quella vera, è dibattito e non dogma», scrivono Cutolo e Menin, sostenendo che le posizioni espresse da quei medici durante la pandemia meriterebbero oggi di essere rivalutate.

Il comunicato si chiude quindi con una rivendicazione del diritto al confronto scientifico e con il sostegno alla possibilità di reintegrare i professionisti sospesi. Una presa di posizione che riporta al centro una questione ancora divisiva: il rapporto tra obblighi vaccinali, responsabilità professionale, libertà individuale e gestione delle decisioni sanitarie durante l’emergenza pandemica.