Da diversi mesi è al lavoro un grande comitato promotore per Verona Capitale del Volontariato 2027.
CSV, Centro di Servizio per il Volontariato di Verona, Comune di Verona, Caritas Diocesana Veronese e Forum Terzo Settore Veneto hanno messo nero su bianco un qualcosa di davvero importante a livello scaligero; 1800 enti dei Terzo settore (dati gennaio 2026) e oltre 6.200 organizzazioni non profit (dati rilevazione ISTAT 2022).
Un momento davvero importante per la comunità scaligera, riunitasi questa mattina proprio negli spazi del CSV – sede di via Cantarane. All’appuntamento erano presenti il presidente Roberto Veronese, l’assessore alle Politiche Sociali e al Terzo Settore Luisa Ceni, il sindaco di Verona Damiano Tommasi e il vescovo Domenico Pompili.
CHE COS’È
L’iniziativa della Capitale Italiana del Volontariato è nata nel 2020 con l’obiettivo di diffondere la cultura della solidarietà, favorire le sinergie tra istituzioni, associazioni e cittadini, e valorizzare l’impatto del terzo settore sul benessere sociale locale.
Tra le finalità principali del progetto – ci viene spiegato – spicca “la volontà di sostenere la Riforma del Terzo Settore, ridefinendo in chiave collaborativa le relazioni tra il mondo del volontariato e la Pubblica Amministrazione. Dal punto di vista pratico, la città selezionata è chiamata a organizzare un intero anno di eventi, laboratori e tavoli di lavoro per stimolare lo sviluppo della comunità e l’impegno civico“.
Questa la breve (ma importante) cronistoria delle città vincitrici di questo titolo così prestigioso.
Attualmente la capitale in carica è Modena.
Il presidente del CSV di Verona, Roberto Veronese, ha voluto sottolineare come “la candidatura a capitale del volontariato richiede la presentazione di un dossier programmatico che valorizzi i numeri e la forza del settore locale attraverso quattro linee strategiche. Se il progetto verrà approvato – prosegue Veronese – queste linee guida saranno discusse e approfondite con tutti i partecipanti per sei mesi fino alla fine dell’anno”.
L’obiettivo è definire quindi “un calendario dettagliato per il 2027 ricco di eventi, laboratori e incontri digitali capaci di dare concretezza alla solidarietà veronese e di lasciare un’eredità duratura nel tempo“.
Secondo il primo cittadino, la candidatura promossa dal CSV e la creazione di una rete di dialogo tra le istituzioni permettono “di unire la comunità attorno ai valori fondamentali del volontariato, della gratuità e dell’altruismo“.
Il vescovo di Verona, Domenico Pompili, conclude ricordando che il territorio veronese “vanta una storica ricchezza nel campo della solidarietà. Questa forte presenza non va considerata come un semplice elemento complementare rispetto al tessuto produttivo, ma come la componente essenziale che dona pienezza e significato profondo a tutta l’attività della comunità“.
Quattro linee programmatiche verranno messe al vaglio e al confronto attraverso un processo partecipato nel corso del 2026, in caso di assegnazione. Ve le elenchiamo:
– Comunità solidali e inclusive per rafforzare i legami sociali, promuovendo la cittadinanza attiva diffusa, valorizzando il volontariato nell’infrastruttura del sistema di welfare locale (socio- sanitario);
– Giovani protagonisti e alleanze intergenerazionali, promuovendo il protagonismo giovanile;
– Volontariato come cultura, valorizzazione dei territori, del corretto stile di vita, dello sport;
– Il valore “politico” del volontariato come presidio di futuro, democrazia e diritti e corresponsabilità.
Nicola Zanotto



































