Si è chiusa l’edizione più lunga della storia dell’Arena di Verona Opera Festival. Il 103° Festival ha portato in scena 51 serate dal 5 giugno al 12 settembre, superando per la prima volta i tre mesi consecutivi di spettacoli e chiudendo con il miglior risultato di sempre al botteghino.
Gli spettatori sono stati complessivamente 416.600, circa 12 mila in più rispetto al 2025, mentre l’incasso totale ha raggiunto 36.942.216 euro, quasi un milione e mezzo in più rispetto alla stagione precedente. Di questi, oltre 27,9 milioni di euro sono stati generati dalle vendite attraverso i canali digitali.
Il record per una singola recita è stato invece raggiunto dalla nuova Traviata del 13 giugno, capace di incassare 1 milione e 79 mila euro, superando il precedente primato stabilito dalla Turandot nel 2024.
Sono state 19 le serate sold out nel corso della stagione, sette delle quali proprio con la nuova Traviata, nata dalla collaborazione internazionale tra Fondazione Arena e Moulin Rouge di Parigi. La produzione ha avuto anche una significativa diffusione televisiva internazionale: tra Rai Cultura e il documentario realizzato dalla rete tedesca ARD, gli spettatori raggiunti in prima serata sono stati complessivamente circa 1,3 milioni.
Cresce il pubblico italiano
Uno degli elementi più significativi del bilancio riguarda la crescita del pubblico italiano. Sono stati 180.902 gli italiani che hanno acquistato un biglietto per il Festival, 35 mila in più rispetto al 2025, con un incremento del 24%. Rappresentano il 43% degli spettatori complessivi e provengono da tutte le 110 province italiane.
Verona è la provincia maggiormente rappresentata con 17.863 presenze, seguita da Milano con 10.245 e Brescia con 5.777. Nella top ten anche Padova, Vicenza, Treviso, Bergamo, Roma, Torino e Bologna.
Il pubblico internazionale continua comunque a rappresentare la maggioranza, con il 57% delle presenze e visitatori provenienti da 131 Paesi.
La Germania rimane il principale mercato estero con 71.564 spettatori. Crescono invece Regno Unito e Stati Uniti, entrambi del 14%, rispettivamente a 24.529 e 13.348 presenze. L’Austria registra un incremento del 20%, arrivando a 20.905 spettatori. Stabile la Francia con 11.315 presenze, mentre aumentano anche Spagna (+13%) e Polonia (+32%).
Giovani e famiglie
Il 2026 è stato anche il Festival con una particolare attenzione a giovani e famiglie. Gli spettatori con meno di 30 anni hanno rappresentato l’11% del pubblico complessivo.
Per la prima volta l’Arena ha proposto inoltre uno spettacolo pensato per i bambini: Turandot Enigmi al Museo, andato in scena il 9 maggio, ha coinvolto 2.407 ragazzi accompagnati da familiari e docenti.
Altra novità è stata l’Area Family, con l’apertura sperimentale dell’anfiteatro anche ai bambini da 0 a 4 anni. L’arcovolo 69 è stato trasformato in una nursery attrezzata, mentre una parte della tribuna è stata organizzata per facilitare l’accesso delle famiglie. L’iniziativa ha registrato 3.055 presenze, comprese 1.584 persone under 14.
Per gli under 30 è stata inoltre introdotta una tariffa di 30 euro per i biglietti di platea. Grazie al sostegno di UniCredit ne hanno usufruito 2.010 ragazzi.
Il progetto Arena Young, Scuola e Università all’opera ha invece permesso a 43.262 giovani di accedere agli spettacoli con tariffe agevolate.
Arena per Tutti
È stato potenziato anche il progetto di accessibilità Arena per Tutti, realizzato con Müller, con due nuovi percorsi dedicati alla musica e alla danza.
Nel corso della stagione sono state 1.485 le persone con disabilità che hanno partecipato ai 19 percorsi multisensoriali e alle 26 serate di spettacolo organizzate con strumenti tecnologici e digitali dedicati.
Durante le serate è stata inoltre esposta l’originale spada utilizzata nel 1913 da Giovanni Zenatello per interpretare Radames nella prima Aida. L’iniziativa, insieme alla pubblicazione di un volume biografico e a un incontro di approfondimento, ha ricordato il tenore a 150 anni dalla nascita e il suo ruolo nella nascita del Festival.
Un Festival da 61 milioni di costi
Dietro ai risultati del botteghino c’è una macchina organizzativa di grandi dimensioni. Le 51 serate hanno generato 36,94 milioni di euro di incassi, a fronte di circa 61,37 milioni di euro di costi di produzione, con il personale che rappresenta il 46% della spesa.
Il prezzo medio del biglietto è salito a 88,67 euro, rispetto agli 88,01 del 2025 e agli 81 euro del 2024. Sono invece rimaste invariate le tariffe delle fasce più basse, a partire da 25 euro per le opere e 22 euro per i gala.
Complessivamente sono state 1.458 le persone impegnate nel Festival, tra artisti, tecnici, personale di sala, amministrativi e professionisti.
La Traviata, Aida, Turandot e i grandi protagonisti
Il cartellone ha alternato sei produzioni operistiche a concerti, gala e appuntamenti dedicati alla danza. La nuova Traviata ha rappresentato uno dei principali elementi di novità, con la regia di Paul Curran e la collaborazione con il Moulin Rouge.
Sono poi tornati titoli molto amati dal pubblico come Nabucco, La Bohème, Aida e Turandot, affiancati da appuntamenti come Roberto Bolle and Friends, Zorba il greco, Carmina Burana, Viva Vivaldi e Paganini Paradise.
Sul palcoscenico si sono alternati alcuni dei principali nomi della lirica internazionale, tra cui Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, Roberto Alagna, Gregory Kunde, Yusif Eyvazov, Anna Pirozzi, Eleonora Buratto, Luca Salsi e Ludovic Tézier, insieme a numerosi giovani interpreti al debutto in Arena.
Quasi il 30% dei solisti ha affrontato proprio nel 2026 il debutto solistico nell’anfiteatro.
Il Festival corre anche sul digitale
Il successo dell’edizione 2026 è stato accompagnato da una forte crescita della presenza digitale. Il sito ufficiale dell’Arena ha registrato quasi 3,4 milioni di visitatori, il 51% in più rispetto all’edizione precedente, con 21,5 milioni di pagine consultate, in aumento del 77%.
I contenuti social del Festival hanno superato 200 milioni di visualizzazioni, mentre le pagine Facebook e Instagram di Fondazione Arena hanno oltrepassato quota 665 mila follower.
Sono state inoltre registrate oltre 1,2 milioni di interazioni, il 71% in più rispetto all’edizione precedente. Particolarmente significativa la crescita del pubblico giovane: quasi 225 mila utenti attivi del sito hanno meno di 34 anni, più che triplicati rispetto all’edizione precedente.
La Germania si conferma il principale mercato internazionale anche sul digitale, con quasi 484 mila utenti, seguita dal Regno Unito con circa 246 mila e dagli Stati Uniti con oltre 125 mila.
L’Arena e la città
Il Festival ha coinvolto anche Verona con iniziative diffuse sul territorio. In occasione della diretta Rai della Traviata, cinque maxischermi sono stati installati in parchi e piazze cittadine. Sono tornate inoltre le esperienze di realtà virtuale, gli Info Point itineranti e il Social Led Wall in piazza Bra.
La piazza è stata anche trasformata nel “Cantiere Arena”, con un percorso dedicato alla storia dell’anfiteatro e alla realizzazione degli allestimenti.
Nel frattempo l’Arena ha continuato a rafforzare la propria presenza internazionale attraverso il World Tour dell’Arena Opera Festival, che nell’ultimo anno ha toccato Algeri, New York, Londra, Bruxelles, Parigi e Varsavia.
Tommasi: «Anno straordinario»
Il sindaco di Verona e presidente di Fondazione Arena Damiano Tommasi ha definito quella appena conclusa «una lunga stagione», ricordando anche le due cerimonie olimpiche ospitate dall’Arena durante l’anno.
Tommasi ha sottolineato in particolare l’allungamento della stagione, la dimensione internazionale del Festival e il lavoro svolto dalle circa 1.500 persone impegnate nell’organizzazione.
La sovrintendente Cecilia Gasdia ha invece posto l’accento sull’apertura dell’Arena alle famiglie e ai bambini, definendo il nuovo progetto dedicato agli under 4 una delle novità di cui essere maggiormente orgogliosi.
Per l’assessora alla Cultura Marta Ugolini, il prossimo obiettivo riguarda anche la valorizzazione culturale dell’anfiteatro attraverso un progetto di museo dedicato al monumento e alla lirica in Arena, al quale Comune e Fondazione stanno lavorando.
Si guarda già al 2027
Archiviata la stagione record, l’Arena guarda già alla prossima estate. Il 104° Arena di Verona Opera Festival prenderà il via l’11 giugno 2027 e proseguirà fino all’11 settembre, per altri tre mesi di spettacoli.
Opere, concerti e gala della nuova stagione sono già in vendita.





























