Infarto, una nuova strategia per ridurre complicanze e rischi: la ricerca di Legnago arriva sul New England Journal of Medicine

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La Cardiologia dell’ospedale Mater Salutis di Legnago entra nel circuito della ricerca cardiologica internazionale con la pubblicazione dello studio clinico AIR-STEMI sul New England Journal of Medicine, una delle più autorevoli riviste mediche al mondo.

I risultati della ricerca, intitolata Complete Revascularization Guided by Functional Coronary Angiography in STEMI, sono stati inoltre presentati al congresso annuale della Società Europea di Cardiologia (ESC).

Un riconoscimento importante per l’attività scientifica della UOC di Cardiologia di Legnago, che ha partecipato attivamente allo studio internazionale coordinato dalla Cardiologia di Ferrara.

Una ricerca nata per migliorare il trattamento dell’infarto

Lo studio, avviato nel 2023, riguarda i pazienti colpiti da infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI).

Durante la coronarografia eseguita in emergenza per individuare e trattare l’arteria responsabile dell’infarto, i cardiologi si trovano spesso davanti a una situazione complessa: oltre alla lesione che ha provocato l’evento acuto, possono essere presenti altre placche aterosclerotiche in differenti vasi coronarici.

La domanda alla base della ricerca è quindi molto concreta: come bisogna comportarsi davanti a queste lesioni “non colpevoli” dell’infarto?

Una possibilità è affidarsi alla tradizionale valutazione visiva delle immagini angiografiche. L’altra consiste nel valutare direttamente quanto quelle lesioni incidano sul flusso sanguigno attraverso un’analisi funzionale.

Il ruolo della nuova valutazione funzionale

AIR-STEMI ha confrontato proprio queste strategie, utilizzando una tecnologia che consente di calcolare la riserva frazionale di flusso (FFR) direttamente dalle immagini angiografiche.

Il vantaggio è quello di poter ottenere informazioni sulla reale rilevanza funzionale di una stenosi senza dover utilizzare, per questa valutazione, una guida di pressione all’interno della coronaria o ricorrere a farmaci specifici.

I risultati hanno mostrato che l’approccio guidato dalla valutazione funzionale durante la procedura d’urgenza è associato a una riduzione significativa degli eventi avversi.

L’endpoint principale dello studio comprendeva diversi eventi clinici: morte, nuovo infarto miocardico, eventi cerebrovascolari e nuove procedure di rivascolarizzazione determinate dalla presenza di ischemia.

La strategia studiata ha inoltre evidenziato una riduzione delle complicanze renali e dei sanguinamenti maggiori.

Un risultato che può influenzare le future linee guida

I dati assumono particolare rilevanza perché si collocano, almeno in parte, in controtendenza rispetto ad alcune evidenze precedenti.

Per questo motivo i risultati di AIR-STEMI potrebbero contribuire al dibattito scientifico sulla gestione dei pazienti con infarto e malattia coronarica multivasale, arrivando potenzialmente a essere presi in considerazione nell’elaborazione delle future linee guida internazionali.

La pubblicazione sul New England Journal of Medicine rappresenta nel frattempo un riconoscimento di rilievo per il lavoro svolto anche dalla Cardiologia di Legnago.

Medici e infermieri di Legnago tra gli autori dello studio

Alla ricerca hanno contribuito direttamente diversi professionisti del Mater Salutis.

Tra gli autori figura il dottor Gabriele Venturi, insieme all’équipe medica composta da Antonio Mugnolo, Francesco Bacchion, Alberto Zamboni e dal direttore Giorgio Morando.

Per il personale infermieristico hanno partecipato Elena Bellini, Katia Bertelli, Cinzia Donini, Ombretta Marcomini, Michela Parisato, Fabio Piva e Laura Tomi.

Un coinvolgimento che, sottolinea la struttura, testimonia come l’attività di assistenza cardiologica e interventistica possa procedere parallelamente alla ricerca clinica.

«Questa prestigiosa collaborazione scientifica internazionale testimonia la vitalità, la competenza e la forte vocazione alla ricerca clinica del nostro team cardiologico», commenta la dottoressa Margherita Azzini, direttore del Dipartimento Interventistico del Mater Salutis.

«Saper coniugare l’altissima intensità dell’assistenza quotidiana e dell’emergenza-urgenza con la partecipazione a studi multicentrici di impatto globale – aggiunge – è motivo di grande orgoglio per tutto l’ospedale e conferma il valore della nostra Cardiologia nel panorama scientifico internazionale».