Verona riscopre le tracce del Risorgimento con una mappa dedicata ai luoghi che hanno segnato il passaggio della città dal dominio austriaco all’Italia unita. In occasione del 160° anniversario dell’annessione di Verona e del Veneto al Regno d’Italia, il Comune presenta I Luoghi del Risorgimento, un itinerario storico pensato per accompagnare cittadini e visitatori alla scoperta di monumenti, edifici, lapidi e vicende spesso poco conosciute.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Archivio generale del Comune, il Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona, l’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, i Musei Civici e la Biblioteca civica. L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione della memoria cittadina e rappresenta la quinta mappa dedicata alla storia e all’identità civica veronese.
«Il nostro obiettivo è ricordarci che i luoghi che viviamo abitualmente non sono neutri: spesso sono stati fondativi non solo per la storia della nostra città, ma anche per il nostro Paese», sottolinea l’assessore alla Memoria Jacopo Buffolo.
Dai bersaglieri a Porta Vescovo al plebiscito del 1866
Il momento simbolico al centro della ricorrenza è il 16 ottobre 1866, quando le truppe italiane entrarono a Verona attraverso Porta Vescovo, mentre gli ultimi reparti austriaci lasciavano la città da Porta San Zeno.
Pochi giorni dopo, il 21 e 22 ottobre, il plebiscito sancì l’unione del Veneto al Regno d’Italia con una maggioranza schiacciante di voti favorevoli. Si chiudeva così una lunga stagione di dominazione austriaca e per Verona iniziava una nuova fase politica e civile.
Per ricordare l’ingresso dei bersaglieri, sabato 24 ottobre alle 15.30 è in programma una cerimonia che partirà da piazza Baden Powell e raggiungerà piazza XVI Ottobre, a Porta Vescovo. All’iniziativa parteciperanno l’Associazione nazionale bersaglieri e le associazioni combattentistiche d’arma.
«Con questa quinta mappa vogliamo permettere ai veronesi di guardare la città con una diversa prospettiva e di interrogarsi sulla sua storia», spiega Buffolo, evidenziando il valore della collaborazione tra istituzioni culturali e realtà impegnate nella conservazione della memoria.
Una città oltre la fortezza austriaca
L’itinerario non si limita a ricostruire gli avvenimenti del 1866. Il percorso storico prende avvio dal 1796, con l’arrivo delle truppe napoleoniche e la diffusione delle prime aspirazioni al cambiamento politico, per attraversare la Restaurazione, i moti patriottici e le guerre d’indipendenza.
La mappa racconta una Verona meno conosciuta, quella dei patrioti, dei cospiratori, degli intellettuali e dei cittadini che, dietro l’immagine di grande piazzaforte militare austriaca, coltivavano ideali di libertà, indipendenza e unità nazionale.
Attraverso testimonianze ancora visibili, luoghi trasformati e tracce ormai scomparse, lo spazio urbano diventa uno strumento per leggere le vicende che hanno contribuito a costruire l’identità contemporanea della città.
Il progetto guarda anche alla memoria risorgimentale sviluppatasi negli ultimi decenni dell’Ottocento, mostrando come gli eventi storici abbiano continuato a influenzare la vita pubblica e la percezione collettiva del passato.
«Il Risorgimento, una tappa fondamentale per i diritti»
Per il consigliere comunale Pietro Trincanato, la nuova pubblicazione completa il percorso sulla storia e sulla costruzione civica di Verona, già affrontato attraverso il lavoro dedicato alla Resistenza e al Dopoguerra.
«Il Risorgimento è infatti il primo dei due momenti fondanti della nostra identità come nazione di uomini e donne liberi e uguali», afferma Trincanato, sottolineando come il 1866 abbia segnato per Verona l’ingresso in una nuova stagione di diritti e partecipazione civile.
La mappa rappresenta inoltre il primo prodotto concreto dell’adesione della città al Museo Diffuso del Risorgimento (MUDRI), una rete che punta a costruire itinerari capaci di far riscoprire la storia dei territori nel corso dell’Ottocento.
La ricerca tra archivi e università
Alla base del progetto c’è un lavoro di ricostruzione storica che valorizza il patrimonio documentario dell’Archivio generale del Comune di Verona, affiancato dalle competenze scientifiche dell’Università e degli istituti di ricerca.
Tra gli autori della mappa figura Giacomo Girardi, studioso di Storia del Risorgimento del Dipartimento di Culture e Civiltà dell’ateneo veronese.
«Viviamo in una città che l’Ottocento ha costruito in larga parte: guardiamo a quel secolo come all’incubatore di ciò che siamo oggi, dal punto di vista politico, economico e culturale», osserva Girardi. «Verona spesso dimentica di essere una città pervasa dall’Ottocento storicamente, architettonicamente, politicamente».
La collaborazione tra istituzioni punta a rendere la ricerca accessibile anche a chi non conosce in modo approfondito la storia cittadina, offrendo uno strumento per riscoprire le vicende del passato attraverso i luoghi della vita quotidiana.
Due anniversari che si incontrano e raccontano il rapporto tra la città e la sua storia: da una parte il passaggio all’Italia unita, dall’altra la nascita di un giornale che da allora documenta cambiamenti, trasformazioni e avvenimenti della comunità veronese.
Dove trovare la mappa del Risorgimento
La pubblicazione I Luoghi del Risorgimento è disponibile gratuitamente presso l’Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica (IAT), al piano terra di Palazzo Barbieri, con ingresso sul lato rivolto verso l’Arena.
Un’occasione per ripercorrere oltre settant’anni di storia, dal 1796 all’Unità d’Italia e alla successiva costruzione della memoria risorgimentale, riscoprendo nelle strade e nelle piazze di Verona le tracce di una stagione che ha contribuito a definire il Paese di oggi.
































