Sicurezza, Patuzzo – Siap Veneto: «No alla militarizzazione, servono più poliziotti»

 
 

Più agenti nelle Questure, commissariati nei territori che da anni li chiedono e risorse adeguate per le Forze dell’ordine. È la richiesta del Siap, il Sindacato italiano appartenenti polizia, che attraverso la segreteria regionale del Veneto interviene sul clima di tensione seguito agli episodi di violenza registrati durante le manifestazioni in diverse città italiane.

Nel comunicato diffuso il 20 ottobre, il commissario straordinario del Siap Veneto, Ivan Patuzzo, cita Milano, Torino, Bologna e Padova, oltre a Verona, dove gli episodi si sarebbero verificati in misura più contenuta. Il sindacato esprime inoltre preoccupazione per le notizie relative a ripetute minacce fisiche rivolte soprattutto a studentesse, con conseguenze sulla serenità delle ragazze e delle loro famiglie.

«L’Esercito non sostituisce le Forze di polizia»

Il Siap prende posizione contro l’ipotesi di impiegare militari nelle città con poteri di polizia giudiziaria, sostenendo che la gestione della sicurezza pubblica debba rimanere affidata alle autorità civili competenti.

Patuzzo richiama la legge 121 del 1981, che disciplina l’ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza, e ribadisce la distinzione tra i compiti delle autorità civili e quelli delle Forze armate.

Secondo il sindacato, affidare ai militari compiti che incidono sulle libertà fondamentali dei cittadini rischierebbe di alterare l’equilibrio del sistema democratico. «Militarizzare la città trasmetterebbe ancor più il senso di pericolo e di inadeguatezza ad affrontare le necessità in capo alle attuali autorità civili», sostiene il comunicato.

La proposta del Siap è quindi di investire sul rafforzamento degli organici e degli strumenti a disposizione della Polizia, anziché puntare su una maggiore presenza militare nelle strade.

Da Legnago a Peschiera: la richiesta di nuovi commissariati

Tra le priorità indicate dal sindacato figurano l’aumento del personale nelle Questure, la disponibilità di attrezzature adeguate e di alloggi per i nuovi agenti, oltre al pagamento dei compensi che, secondo il comunicato, risultavano ancora fermi a tutto il 2025.

Il Siap richiama anche la necessità di istituire commissariati nei territori che ne chiedono da tempo la presenza. In Veneto, Patuzzo cita espressamente Legnago e Peschiera del Garda, indicando il rafforzamento dei presidi territoriali come una delle misure per rispondere alle esigenze di sicurezza.

«Se i fondi ci sono per mettere militari nelle strade cittadine, come mai non ci sono per rimpinguare e adeguatamente rifornire le forze di polizia?», domanda il sindacato, chiedendo di concentrare l’attenzione sulle condizioni operative degli agenti.

«La violenza non è una forma legittima di protesta»

Nel documento il Siap distingue le manifestazioni pacifiche dagli episodi di violenza e vandalismo che, secondo il sindacato, si sono inseriti in diversi contesti di protesta.

Riprendendo le parole del segretario generale del Siap, Giuseppe Tiani, Patuzzo individua nella violenza un elemento comune tra gruppi e situazioni differenti, citando atti vandalici, furti, saccheggi e rapine. Il comunicato richiama inoltre le minacce rivolte a ragazze in età scolastica, descritte come una forma di intimidazione particolarmente grave.

Il sindacato sottolinea che questi comportamenti non possono essere ricondotti al diritto di manifestare, che resta una componente fondamentale della vita democratica.

La presa di posizione si chiude con un messaggio rivolto ai cittadini e agli operatori impegnati nei servizi di ordine pubblico: «La Polizia di Stato sarà sempre a fianco dei cittadini onesti, per garantire la pacifica, libera e democratica esistenza di ognuno», conclude Patuzzo.