Trasporti pubblici e vita senza auto: a Verona manca la coerenza

 
 

LETTERE ALLA REDAZIONE

Buonasera Redazione,

vi scrivo per sottoporvi una segnalazione che, credo, accomuni molti cittadini veronesi.

A Verona non passa giorno senza leggere articoli, appelli o campagne contro l’inquinamento. Si invita costantemente a lasciare l’auto a casa, a utilizzare i mezzi pubblici, a immaginare una città sempre più pedonale e sostenibile, con meno traffico e meno smog. Tutto condivisibile, sulla carta.

Ma poi la realtà racconta altro.

Anche volendo utilizzare i mezzi pubblici, spesso semplicemente non ci sono. Oggi, ad esempio, ho preso l’autobus da San Massimo – quindi non dalla provincia più remota, ma da un quartiere cittadino – per raggiungere il centro. Dopo aver deciso di fermarmi a cena, senza fare le ore piccole, ho scoperto che l’ultimo autobus utile per rientrare a San Massimo parte alle 20.30.

Altro che movida o vita serale: a queste condizioni, cenare in centro e rientrare con i mezzi pubblici diventa impossibile. Meglio mangiare d’asporto, se non si vuole restare bloccati o costretti a usare l’auto.

Ricordo inoltre che erano state raccolte firme, promosse anche dalla Terza Circoscrizione, proprio per segnalare queste criticità. Ci si chiede che fine abbiano fatto: saranno rimaste inascoltate, magari finite in qualche cestino dei piani alti?

Se questa è la situazione in centro città, non oso immaginare quale possa essere quella dei quartieri più periferici o della provincia.

Continuare a promuovere uno stile di vita “senza auto” senza garantire un servizio di trasporto pubblico adeguato, soprattutto negli orari serali, rischia di essere solo uno slogan. Senza corse, senza orari compatibili con la vita reale delle persone, la sostenibilità resta un’idea astratta.

Spero davvero possiate accendere un faro su questo tema.

Grazie per l’attenzione.

Nicole Rossignoli