Una frode fiscale legata all’Iva, con operazioni non dichiarate per oltre 2,3 milioni di euro e un’imposta evasa superiore al mezzo milione. Si è conclusa con la confisca definitiva di 508.955,39 euro l’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Verona su una società cooperativa con sede in città.
Il provvedimento è stato eseguito dai Finanzieri della Tenenza di Bardolino in attuazione di una sentenza di condanna divenuta irrevocabile. Le somme confiscate erano depositate su un conto corrente intestato a uno dei due amministratori condannati.
L’indagine partita da una verifica fiscale
La vicenda ha origine da una verifica fiscale conclusa nel gennaio 2021. Durante i controlli, le Fiamme Gialle hanno accertato che la cooperativa avrebbe omesso di dichiarare, ai fini Iva, operazioni attive per un valore superiore a 2,3 milioni di euro, sottraendo al Fisco un’imposta di oltre 500 mila euro.
Gli approfondimenti investigativi, coordinati dalla Procura della Repubblica di Verona, hanno permesso di ricostruire le responsabilità dell’amministratore di diritto e di quello di fatto della società. Entrambi erano stati denunciati per dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, reato previsto dall’articolo 3 del decreto legislativo 74 del 2000.
Le condanne e la confisca definitiva
Il procedimento si è concluso in primo grado con la sentenza numero 1432/23 del Tribunale di Verona, che ha condannato i due amministratori rispettivamente a un anno e sei mesi e a un anno di reclusione. La decisione disponeva anche il sequestro dei beni finalizzato alla confisca, fino a concorrenza del profitto del reato.
La sentenza è stata confermata dalla Prima sezione penale della Corte d’Appello di Venezia ed è quindi diventata irrevocabile.
Per dare esecuzione al provvedimento, i militari di Bardolino hanno svolto ulteriori accertamenti bancari e patrimoniali, individuando sul conto corrente di uno dei condannati le somme da confiscare.
Il denaro versato allo Stato
I 508.955,39 euro sono stati sottratti definitivamente alla disponibilità dell’interessato e versati al Fondo unico di giustizia, entrando così tra le risorse destinate allo Stato.
L’operazione, sottolinea la Guardia di Finanza, si inserisce nell’attività di contrasto all’evasione fiscale e alle frodi in materia di Iva, con l’obiettivo di tutelare le entrate pubbliche, la concorrenza e gli imprenditori che operano nel rispetto delle regole.































