Filovia, 70 milioni per evitare lo stop ai cantieri. Ferrari: «Nessun nuovo debito»

 
 

Verona mette al sicuro 70,1 milioni di euro destinati alla filovia e rischiava di perdere per una scadenza tecnica. La Giunta comunale ha approvato l’accordo con Cassa Depositi e Prestiti che consentirà di utilizzare le risorse di un mutuo statale già concesso per l’opera, ma non ancora interamente erogato. Senza questo passaggio, i fondi sarebbero dovuti tornare allo Stato.

La delibera, proposta dall’assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari, autorizza il dirigente comunale competente a firmare l’intesa. L’obiettivo è rendere disponibili le risorse necessarie a proseguire i lavori e a coprire una parte dei maggiori costi accumulati nel corso degli anni.

Dalla gara del 2010 ai rincari: perché servono nuove risorse

La filovia è un’opera che ha attraversato una lunga fase di realizzazione. La gara risale al 2010, il contratto al 2012, mentre i lavori sono iniziati nel dicembre 2016. Nel frattempo, il quadro economico è cambiato profondamente.

Alla crisi del settore edilizio e al fallimento di alcune imprese del raggruppamento si sono aggiunti la pandemia, il Superbonus e la guerra in Ucraina, fattori che hanno contribuito a far aumentare i prezzi dei materiali e delle lavorazioni.

Finora i rincari sono stati assorbiti attraverso le somme a disposizione del progetto e il fondo statale previsto dal Decreto Aiuti, utilizzabile fino alla fine del 2025. Dal 1° gennaio 2026, però, è cambiato il meccanismo di aggiornamento dei costi: i lavori devono essere contabilizzati sulla base dei prezzari regionali aggiornati.

Per il 2026, secondo quanto riportato dal Comune, il prezzario del Veneto registra un aumento medio del 6,24%. Un incremento che si aggiunge alle difficoltà già presenti e che il quadro economico dell’opera non sarebbe in grado di sostenere interamente.

Il mutuo statale scaduto a fine 2025

Nel quadro economico approvato nel 2023, la filovia risultava finanziata anche attraverso un mutuo da 91,7 milioni di euro concesso da Cassa Depositi e Prestiti e finanziato dal Ministero delle Infrastrutture.

Alla scadenza del 31 dicembre 2025 erano stati erogati 21,6 milioni. I restanti 70,1 milioni, in base alle regole previste, sarebbero dovuti rientrare nella disponibilità del Ministero.

A dicembre il Ministero delle Infrastrutture ha chiesto a Cassa Depositi e Prestiti di mantenere le somme a disposizione della filovia. L’istituto ha accettato, chiedendo però un accordo formale condiviso con il Ministero delle Infrastrutture e quello dell’Economia. Il via libera dei due Ministeri è arrivato il 21 ottobre. Con la delibera approvata dalla Giunta, il Comune compie ora il passaggio necessario per la firma.

Come saranno utilizzati i 70,1 milioni

Le risorse non saranno versate tutte insieme. Cassa Depositi e Prestiti le trasferirà al Comune progressivamente, sulla base delle richieste di pagamento.

Ogni domanda dovrà essere accompagnata dalla rendicontazione delle spese sostenute, firmata dal responsabile del procedimento e sottoposta all’autorizzazione ministeriale. I fondi potranno essere utilizzati esclusivamente per la filovia. Le somme non rendicontate entro le scadenze previste dovranno essere restituite allo Stato.

Dei 70,1 milioni complessivi, circa 47 milioni rappresentano finanziamenti già destinati all’opera nel 2023, ma non ancora erogati. La loro disponibilità è necessaria per garantire la continuità dei cantieri. La restante quota, pari a 21,6 milioni, viene indicata come contributo aggiuntivo per fronteggiare l’aumento dei costi.

«Nessun nuovo debito per i veronesi»

L’amministrazione comunale sottolinea che l’accordo non comporta l’accensione di un nuovo mutuo a carico del Comune. Si tratta, infatti, di risorse derivanti da un finanziamento già concesso, con le rate che restano a carico dello Stato.

«Con questo accordo mettiamo al sicuro le risorse per finire la filovia – spiega l’assessore Tommaso Ferrari –. Sono soldi dello Stato già destinati a Verona, che rischiavamo di perdere per una scadenza tecnica. Non chiediamo un euro di debito in più ai veronesi: chiediamo di poter usare fino in fondo quello che era già stato stanziato, per consegnare alla città un’opera attesa da troppo tempo».

Il calendario: opere e mezzi entro febbraio 2027

Dopo la firma dell’accordo, il Comune potrà recuperare quanto già anticipato e presentare ulteriori richieste di pagamento.

Il calendario concordato con l’impresa prevede la conclusione delle opere stradali e degli impianti entro il 28 febbraio 2027. Entro la stessa data è prevista anche la consegna dei mezzi filoviari: sei sono già arrivati.

Il Comune ha inoltre chiesto al Ministero di mantenere disponibili le risorse fino al 31 marzo 2028, così da poter completare entro la fine del 2027 lavori, forniture e adempimenti tecnici necessari alla chiusura dell’intervento.