Le ondate di calore delle ultime settimane stanno mettendo a dura prova anche i dipendenti di Poste Italiane in provincia di Verona. A lanciare l’allarme è la segreteria della SLC CGIL Veneto, che richiama l’attenzione non soltanto sulle condizioni di lavoro dei portalettere, ma anche su quelle del personale impiegato all’interno del Centro Smistamento di Verona.
Quando si parla di caldo e lavoro, il pensiero va spesso ai portalettere, costretti anche nelle ore più calde della giornata a percorrere le strade della provincia per effettuare le consegne, indossando anche i dispositivi di protezione individuale previsti, compreso il casco. Secondo il sindacato, però, il problema riguarda anche chi lavora negli stabilimenti e, in particolare, il Centro Smistamento veronese, dove ogni giorno transiterebbero complessivamente oltre 800 dipendenti.
«Questi lavoratori – sottolineano Mario Lumastro e Lorena Crispino, della segreteria SLC CGIL Veneto – sono costretti a lavorare in condizioni molto simili a quelle dei lavoratori dell’edilizia e del settore agroalimentare, categorie considerate tra quelle maggiormente esposte al rischio caldo e indicate espressamente nell’ordinanza del presidente della Regione Veneto».
Secondo quanto riferito dalla SLC CGIL, all’interno dello stabilimento si registrerebbero temperature intorno ai 35 gradi. Una situazione che, sempre secondo il sindacato, sarebbe aggravata dalla scarsa aerazione degli ambienti e renderebbe particolarmente difficili le condizioni di lavoro.
Un altro problema segnalato riguarda l’idratazione del personale. In presenza di temperature elevate, spiegano dal sindacato, sarebbe necessario garantire ai lavoratori una disponibilità costante e adeguata di acqua. «Peccato – affermano Lumastro e Crispino – che molto spesso i boccioni dell’acqua risultino essere vuoti».
La SLC CGIL pone inoltre l’attenzione sulla presenza di un defibrillatore. Secondo il sindacato, il Centro Smistamento sarebbe infatti sprovvisto di questo dispositivo salvavita, che viene invece ritenuto particolarmente importante in strutture di queste dimensioni e in alcuni casi può risultare determinante in caso di emergenza.
Per il sindacato è quindi necessario un intervento da parte di Poste Italiane. «Pur consapevoli di alcune difficoltà logistiche – sottolineano Lumastro e Crispino – sarebbe assolutamente necessario che Poste Italiane intervenisse collocando almeno sistemi di ventilazione all’interno dello stabilimento, garantisse un’adeguata idratazione e prevedesse un aumento delle pause durante i turni di lavoro».
Secondo la SLC CGIL, al momento queste misure non sarebbero state adottate. Da qui l’appello all’azienda affinché intervenga tempestivamente: «Sarebbe auspicabile, visti i precedenti, intervenire prima che accada qualcosa di grave».
































