Pasticci ereditati: per Palazzo Forti canone d’affitto o comodato d’uso gratuito?

 
 

La Direzione Patrimonio del Comune di Verona ha pubblicato l'”accertamento d’entrata” di 482.160 euro, relativamente alla corresponsione da parte di Fondazione Arena del canone di concessione 2017 per l’uso di Palazzo Forti, in antitesi con il comodato d’uso gratuito concesso nel 2016 in ottica risanamento dell’Ente. Si tratta di una svista o dell’ennesimo tradimento degli impegni del Comune?”

A chiederselo il consigliere comunale di Sinistra e Verona in Comune Michele Bertucco.

“Il museo Amo (all’interno di Palazzo Forti ndr), altro non è che la copertura con la quale venne scaricato su Fondazione Arena il debito plurimilionario contratto dalla prima Giunta Tosi – della quale faceva parte metà dell’attuale giunta Sboarina – per cancellare la previsione del Polo Finanziario dall’area dell’ex Mercato Ortofrutticolo. Il Comune, che volle revocare il progetto del Polo finanziario come gesto di sfregio rispetto alla precedente amministrazione Zanotto, risarcì Cariverona – capofila dell’operazione per conto delle banche – cedendole Palazzo Forti dove allora era ospitata la Gam, la Galleria d’arte moderna, per la quale si impegnava a pagare l’affitto. Quando la Gam venne trasferita a Palazzo della Ragione, ci si inventò il museo Amo per continuare a garantire gli introiti di Fondazione Cariverona che di Palazzo Forti non sapeva proprio che farsene visto il vincolo museale. Da allora il costo dell’affitto contribuisce ad alimentare il debito di Fondazione Arena al ritmo di oltre 400 mila euro all’anno. A proposito di buona amministrazione…

Sboarina lo accerti e vi ponga rimedio” – conclude Bertucco.

 
 

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