Marcolini alla guida del Parco della Lessinia: «Più opportunità per chi resta in montagna»

 
 

Il Parco naturale regionale della Lessinia entra nella nuova fase amministrativa con il Consiglio direttivo operativo e un Comitato tecnico scientifico composto da nove professionisti. Nella seduta del 21 ottobre sono state assegnate le deleghe ai cinque componenti del direttivo e nominato il vicepresidente, Massimo Sauro. Il presidente Stefano Marcolini, sindaco di Roverè Veronese, indica già le prime priorità: lavorare sul bilancio e aggiornare il Piano ambientale, adeguandolo ai cambiamenti che hanno interessato il territorio negli ultimi decenni.

Il nuovo Consiglio direttivo, nominato con decreto del presidente della Regione Veneto il 15 settembre, è entrato in carica il 12 ottobre. La distribuzione delle deleghe, proposta da Marcolini, è stata approvata all’unanimità.

Le deleghe del nuovo direttivo

Al presidente Stefano Marcolini fanno capo Bilancio, Comunicazione, Affari generali, Rapporti istituzionali e Patrimonio. Il vicepresidente Massimo Sauro, già alla guida del Parco, seguirà Ambiente, Ecologia, Turismo, Sostenibilità, Manifestazioni, Demanio e Gestione faunistica.

Loris Lavarini, indicato dalla Comunità del Parco, si occuperà di Agricoltura, Malghe, Artigianato, Risorse forestali e rapporti con la Consulta del Parco. Al sindaco di Erbezzo, Alessio Leso, sono state affidate le deleghe a Personale, Piano ambientale, Sistema museale, Cultura e Pari opportunità.

Daniele Zivelonghi, sindaco di Fumane, seguirà invece Lavori pubblici, Bandi, Infrastrutture, rapporti con la Comunità del Parco, Regolamenti, Contratti e Convenzioni.

Bilancio e Piano ambientale tra le prime priorità

Il presidente Marcolini punta a passare rapidamente dalla fase organizzativa a quella operativa. «Con il direttivo operativo e il Comitato tecnico scientifico nominato, il Parco ha tutti gli strumenti per mettersi subito al lavoro», afferma. Tra i primi impegni ci sono la variazione di bilancio e il bilancio di previsione, ma uno dei passaggi più importanti riguarderà l’aggiornamento del Piano ambientale.

«Il Parco ha trentasei anni e nel frattempo il territorio, il clima e l’economia sono cambiati», sottolinea Marcolini. L’obiettivo dichiarato è conciliare la tutela dell’area protetta con nuove opportunità per chi vive e lavora in Lessinia, dal turismo al recupero del patrimonio, fino all’accesso ai bandi europei.

Un’attenzione particolare sarà riservata all’agricoltura e all’allevamento. «Penso in particolare agli allevatori: sono loro i custodi dei pascoli, senza di loro avremmo un territorio degradato», osserva il presidente. Il percorso, assicura, sarà condiviso con i quindici Comuni del Parco, il Comitato tecnico scientifico e gli altri componenti del direttivo.

Nove esperti per le scelte del Parco

Accanto al nuovo direttivo lavorerà il Comitato tecnico scientifico, istituito secondo quanto previsto dalla legge regionale 23 del 2018 sui parchi. I nove componenti sono stati individuati tra quaranta candidature, con competenze che spaziano dalla pianificazione paesaggistica alle scienze naturali, dalla geologia all’economia e al diritto.

Ne fanno parte Emanuela Volta, architetto, per la pianificazione paesaggistica; Ezio Bonomi per storia ed etnografia; Guido Roghi per la geologia; Giuliano Lazzarin per le scienze agronomiche e forestali; Gianfranco Caoduro e Lucio Luchesa per la conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale, con Luchesa anche per la zoologia; Giacomo Angelini per l’ambito economico; Giampaolo Fusato per le scienze ambientali; Gianfranco Spiazzi, avvocato, per l’ambito giuridico.

Il Comitato ha una funzione consultiva e contribuisce alle decisioni dell’ente attraverso pareri sui principali atti amministrativi, tra cui il Piano ambientale, i regolamenti, il bilancio, le sue variazioni e il conto consuntivo. I pareri devono essere espressi entro trenta giorni dalla richiesta. L’organismo potrà inoltre essere coinvolto, su richiesta degli organi del Parco o del direttore, nelle questioni riguardanti i valori naturalistici della Lessinia e lo sviluppo delle sue risorse ambientali.

«Scelte basate su competenze solide»

Le nomine dei componenti del Comitato diventeranno efficaci dopo l’accettazione dell’incarico e la presentazione delle dichiarazioni previste in materia di incompatibilità, inconferibilità e conflitti di interesse. Per i professionisti dipendenti della pubblica amministrazione sarà necessaria anche l’autorizzazione dell’ente di appartenenza.

Marcolini ringrazia i candidati che hanno partecipato alla selezione e sottolinea il valore del contributo scientifico alla gestione dell’area protetta. «Una partecipazione così ampia dice quanto la Lessinia stia a cuore a chi la conosce e la studia», afferma. Il Comitato, aggiunge, affiancherà il Consiglio direttivo e collaborerà sul piano tecnico-amministrativo, offrendo un supporto alle decisioni sul futuro del Parco.