Lo “sblocca cantieri” nero su bianco in Gazzetta. Bissoli: “Provvedimento positivo, ma incompleto”.

 
 

Il decreto prevede l’innalzamento dal 30% al 50% del tetto massimo di subappalto, ma non contempla la chiamata in via preferenziale per le imprese del territorio in cui si svolgono i lavori.

Il principale obiettivo del provvedimento è quello di accelerare l’iter di assegnazione degli appalti di minore importo, ossia quelli più utilizzati dai Comuni del territorio, attraverso la conferma della quota di 40 mila euro come soglia per gli affidamenti diretti da parte dei funzionari delle Pubbliche Amministrazioni, innalzando contemporaneamente da 150 a 200 mila euro il tetto massimo per assegnare gli appalti con procedura negoziata, con invito diretto ad almeno tre operatori. Oltre i 200 mila euro, invece, il decreto prevede l’obbligo di procedere con gara, a procedura aperta, ma con aggiudicazione al massimo ribasso ed esclusione delle offerte anomale per snellire le procedure.

Il decreto riforma inoltre i requisiti tecnico-economici di accesso alle gare sopra i 150 mila euro e per l’attestazione SOA, permettendo alle imprese di non utilizzare i requisiti degli ultimi 10 anni ma bensì degli ultimi 15; in più è prevista l’abrogazione di alcune disposizioni cervellotiche quali l’indicazione della “terna” dei subappaltatori ed infine del limite del 30% per l’offerta economica e dell’obbligo dell’offerta di qualità/prezzo per importi sottosoglia comunitaria.

Per gli artigiani e le piccole imprese – afferma Luciano Garonzi, Presidente di Confartigianato Costruzioni Veronagiudichiamo positivamente l’innalzamento dal 30% al 50% del tetto massimo di subappalto. Il testo prevede inoltre la possibilità di aggiudicare le commesse tenendo conto solo del prezzo più basso, fino alla soglia Ue di 5,5 milioni di euro, con l’obbligo di escludere le offerte anomale. La procedura di aggiudicazione al massimo ribasso non ci ha mai convinto: si falsa il mercato e ne va della sicurezza pubblica, con lavori svolti al risparmio o insostenibili per l’impresa, che finisce in alcuni casi per fallire e costringere a ripartire da capo con nuovi esborsi a danno delle casse pubbliche. Un provvedimento molto atteso, ma si poteva osare di più”.

A fronte di un bicchiere mezzo pieno di misure positive – conclude il Presidente di Confartigianato Verona Bissoliil vuoto che non soddisfa completamente l’artigianato è rappresentato dalla mancanza della chiamata alle gare in via preferenziale delle imprese del territorio in cui si svolge il lavoro. Una soluzione che più volte abbiamo richiesto al Governo e alle Amministrazioni comunali di utilizzare. Manca anche l’esclusione dei CAM (Criteri Ambientali Minimi), per lo meno per lavori sotto la soglia dei 150 mila euro. Ora, non ci rimane che attendere i prossimi mesi, per verificare l’efficacia di tale provvedimento: solo se il decreto darà immediatamente impulso alle grandi e piccole opere del nostro territorio, potremo dire se questo intervento del Governo sarà sufficiente a rilanciare l’economia del nostro Paese e del nostro territorio”.

 
 
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29 anni, parte di questi trascorsi, inutilmente, nel tentativo di scrivere una biografia seria e sensata. Ma forse questa è la volta buona (lo dico sempre!). Italiano e veronese, amante della comunicazione con ogni mezzo e a (quasi) ogni costo. Parlo tanto e volentieri, di politica e di sport. Talvolta a proposito, talaltra vabbé, pazienza. Hellas Verona nelle arterie, musica jazz, il buon vino e le parole di un caro amico al momento giusto. Con la famiglia di VeronaNews per dare il meglio di me alla città che più amo al mondo. Comunico. Rifletto. Combatto. Edito. Suono. Non necessariamente in quest'ordine. 🇮🇹

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