Non soltanto le patologie legate all’invecchiamento, ma anche la dimensione umana, sociale ed etica della cura. Prenderà il via lunedì 28 settembre il 36° Corso Superiore di Geriatria, un appuntamento formativo che porterà a Verona oltre 700 iscritti provenienti da tutta Italia. Sette incontri pomeridiani, in programma fino al 9 dicembre, per affrontare le sfide della longevità e approfondire il tema della fragilità, con il contributo di esperti di diverse discipline.
Le lezioni si terranno a partire dalle 15 nell’auditorium Verdi del Centro Congressi di Veronafiere, in viale del Lavoro 8. Il corso è organizzato dall’Associazione Il Fracastoro, guidata dal suo ideatore, il dottor Luigi Grezzana, insieme all’Ulss 9 Scaligera, all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e al Comune di Verona.
L’iniziativa, ormai consolidata nel panorama della formazione geriatrica, si propone di mettere in relazione competenze mediche, assistenziali e sociali, superando una visione della disciplina limitata alla gestione delle malattie. Al centro del percorso ci saranno le persone, i loro bisogni e le difficoltà che possono accompagnare le diverse fasi della vita.
«Un corso che negli anni non solo è diventato sempre più un punto di riferimento per chi si occupa di geriatria, ma ha saputo coinvolgere tutte le specialità che vi ruotano attorno», spiega il direttore Luigi Grezzana. «La geriatria è una scienza comunitaria, e oggi più che mai la rete e la collaborazione sono fondamentali per perseguire l’ambizioso obiettivo della salute sociale».
Un’impostazione che guarda alla fragilità in senso ampio, senza limitarla alla sola età avanzata. La direttrice sanitaria dell’Ulss 9 Scaligera, Viviana Coffele, sottolinea come i temi scelti per le lezioni raccontino l’attenzione verso una popolazione anziana sempre più protagonista, ma affrontino anche il più vasto problema delle fragilità in ogni loro forma.
L’obiettivo, aggiunge Coffele, è sviluppare una cultura dell’accoglienza capace di intercettare i bisogni multidimensionali della persona, riconoscendo che la fragilità non ha età e che le risposte assistenziali devono integrare rigore clinico, prossimità e attenzione umana.
Sulla necessità di una presa in carico che vada oltre la dimensione sanitaria interviene anche Marianna Lorenzoni, direttrice sanitaria dell’Aoui di Verona. «La fragilità dell’anziano non deve limitarsi alla sola presa in cura sanitaria», afferma, ricordando che il modello adottato nei presidi ospedalieri è multidisciplinare e punta a mettere i bisogni della persona al centro dell’attività medica.
Il programma si aprirà il 28 settembre con Abitare nell’incertezza, una lezione dedicata alla gestione dell’imprevedibilità e dei margini di rischio nella pratica clinica e assistenziale geriatrica. Interverranno Evelina Tacconelli, Roberto Castello, Nadia Ciccone, Stefania Montemezzi e Chiara Chierego.
Il 12 ottobre sarà la volta di Malattia di infinito, dedicata alla cronicità, alle patologie evolutive e alla presa in carico globale del paziente complesso. Tra i relatori Paolo Petralia, Alfredo Guglielmi, Giuseppe Lippi, Caterina Pastori e Marianna Lorenzoni.
Il 26 ottobre il corso affronterà La fatica di essere vecchi, con un approfondimento sugli aspetti psicologici, sociali e clinici dell’invecchiamento e della fragilità psicofisica. La lezione vedrà la partecipazione di Diego de Leo, Pierluigi Scapicchio, Antonio Nieddu, Giuseppe Imperadore e Viviana Coffele.
Il 9 novembre l’attenzione si sposterà sulla relazione tra medico e paziente con L’arte perduta di guarire, un incontro dedicato al valore dell’ascolto e dell’approccio umanizzato nella medicina contemporanea. Interverranno Matteo Grezzana, Rodolfo Sbrojavacca, Ciro Paolillo, Marco Luciano e Chiara Pavan.
Il 23 novembre sarà invece dedicato a Guaritori feriti, un confronto sul vissuto dei professionisti della salute e sul carico emotivo degli operatori, mettendo in parallelo la vulnerabilità di chi cura e quella di chi viene curato. Sono attesi Claudio Micheletto, Giorgia Cecchini, Maurizio V. Infante, Mauro Carlini e Amedeo Elio.
Il 30 novembre il tema sarà Scuola del dubbio, con una riflessione sull’importanza del pensiero critico, del confronto clinico e del dubbio scientifico nelle decisioni terapeutiche più complesse. I relatori saranno Gianfranco Sinagra, Gabriele Zanotto, Andrea Ungar, Cristiano Perbellini e Arrigo Battocchia.
La conclusione, il 9 dicembre, sarà affidata a Acrobati del vivere, un appuntamento che proporrà una prospettiva esistenziale, etica e spirituale sull’equilibrio dell’esistenza in età avanzata. Parteciperanno S.E. monsignor Domenico Pompili, Giovambattista Desideri, Luigi G. Grezzana e Stefano Zecchini Antoniolli.
Il corso si rivolge a medici, operatori sanitari e a tutti coloro che lavorano nell’ambito della geriatria e dell’assistenza alla persona, offrendo un’occasione di aggiornamento e confronto su una disciplina chiamata a rispondere a bisogni sempre più articolati. La formazione scientifica si affianca così alla riflessione sul valore della relazione e della collaborazione tra professionisti, con l’intento di promuovere una cultura della cura attenta alla persona nella sua interezza.





























