L’Esercito dona sangue: oltre 50 militari pronti a diventare donatori

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L’Esercito si mobilita per la donazione di sangue e plasma a Verona. È partita una nuova collaborazione tra l’Uoc Medicina trasfusionale dell’ospedale di Borgo Trento, il Comando delle Forze Operative Terrestri e Avis Comunale Verona, con l’obiettivo di organizzare donazioni regolari ogni sei mesi e contribuire al fabbisogno degli ospedali cittadini.
Il primo appuntamento ha coinvolto 15 militari, uomini e donne, con un’età media compresa tra i 43 e i 46 anni. L’iniziativa è stata accolta dalla dottoressa Monica Rizzi, responsabile del Centro donatori di Borgo Trento, insieme a Elia Biasi, presidente di Avis Comunale Verona.

Quattro reparti coinvolti e oltre 50 aspiranti donatori

Al primo appuntamento hanno partecipato militari del Comando delle Forze Operative Terrestri, del 4° Reggimento alpini paracadutisti, dell’8° Reggimento genio guastatori “Folgore” e dell’85° Reggimento Addestramento Volontari.
La collaborazione prevede appuntamenti semestrali e si è già allargata a un gruppo di oltre 50 aspiranti donatori, attualmente in attesa dei controlli preliminari necessari per iniziare il percorso.
Le donazioni rappresentano una risorsa importante per le esigenze cliniche degli ospedali dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e per la salute della popolazione. L’iniziativa punta quindi ad aumentare il numero di persone disponibili a donare sangue ed emocomponenti, rafforzando il legame tra comunità militare e cittadina.

«Un progetto che coinvolge anche scuole e aziende»

«L’Esercito ha risposto con grande entusiasmo al programma di sensibilizzazione alla donazione», spiega Monica Rizzi, responsabile dell’Uoc Medicina trasfusionale. «Si tratta di un progetto che va avanti da anni grazie all’aiuto fondamentale del Centro trasfusionale e alla collaborazione con le associazioni di volontari presenti sul territorio».
Rizzi sottolinea che l’iniziativa rappresenta una novità per il coinvolgimento diretto del mondo militare, mentre sono già attivi progetti di sensibilizzazione rivolti alle scuole superiori e alle aziende. «L’Esercito, in particolare, conta tantissime nuove persone pronte a intraprendere questo percorso», aggiunge.

Avis: «Serve ricambio generazionale»

Per Elia Biasi, presidente di Avis Comunale Verona, l’adesione dei militari è un segnale importante anche per il futuro della donazione.
«Avis è un’associazione che sul territorio conta tantissimo, però come tutte le associazioni di donatori di sangue ha bisogno di ricambio generazionale. Siamo orgogliosi di vedere che tante persone e tanti giovani si mettono a disposizione di coloro che hanno bisogno di sacche di sangue e di plasma».
Biasi ricorda inoltre i principi alla base della donazione: «È anonima, volontaria, gratuita, consapevole e periodica, però servono tante persone che vengono a farlo».
Da qui l’appello rivolto anche agli altri reparti delle Forze Armate: «Noi siamo a disposizione per fare formazione e sensibilizzazione».