Sanità veronese, l’allarme di Bigon: “Non si taglino i servizi per la carenza di personale”

 
 

Un piano straordinario per il personale sanitario e nessun ridimensionamento dei servizi nelle prossime schede ospedaliere. È la richiesta avanzata dalla consigliera regionale del Partito Democratico e componente della commissione Sanità, Anna Maria Bigon, intervenuta alla conferenza stampa promossa dai Comitati veronesi per la sanità pubblica sulle criticità legate alle liste d’attesa e all’attivazione delle Case della Comunità.

Secondo Bigon, la carenza di personale rappresenta oggi uno dei principali nodi da affrontare per garantire la tenuta del sistema sanitario.

«Oggi la priorità assoluta deve essere un piano straordinario per il personale sanitario – afferma la consigliera –. Non possiamo più permetterci la fuga di medici, infermieri e OSS verso la sanità privata, altre regioni o l’estero».

Per rendere il sistema pubblico più attrattivo, Bigon chiede di intervenire anche sulle modalità di reclutamento e sulle condizioni economiche dei lavoratori.

«Bisogna rendere i concorsi e i bandi pubblici davvero attrattivi, superando le criticità che spesso li vedono andare deserti, e adeguare le retribuzioni, valorizzando le professionalità ed equiparando le condizioni lavorative a quelle di contesti più competitivi», sostiene.

Il nodo del personale

A sostegno della propria posizione, la consigliera richiama i dati contenuti nella Relazione Socio Sanitaria regionale. Al 31 dicembre 2024, secondo quanto riportato da Bigon, il personale dipendente della sanità regionale ammontava a 62.886 unità, con un costo complessivo di 3,26 miliardi di euro.

Numeri che, secondo la consigliera dem, mostrano quanto il funzionamento della sanità regionale dipenda dal lavoro quotidiano dei professionisti.

«Numeri imponenti che tuttavia evidenziano quanto la tenuta dell’intero sistema sanitario regionale si regga sul lavoro e sul sacrificio quotidiano dei nostri professionisti», sottolinea.

Ma il tema del personale, nella lettura di Bigon, è strettamente collegato anche alla programmazione dei servizi e alla loro effettiva presenza sul territorio.

Liste d’attesa e Case della Comunità

Nel corso dell’incontro, particolare attenzione è stata dedicata alle liste d’attesa e alle Case della Comunità, insieme al ruolo svolto dai comitati veronesi per la sanità pubblica.

Bigon ha ringraziato i comitati per la raccolta firme e per l’attività degli sportelli territoriali, sottolineando come la loro mobilitazione rappresenti, a suo giudizio, uno strumento per portare all’attenzione delle istituzioni le richieste dei cittadini.

«La loro mobilitazione è fondamentale non solo per dare voce ai cittadini che chiedono la riduzione dei tempi di attesa, ma anche per garantire l’effettiva e piena attivazione delle schede ospedaliere», afferma.

Il timore per le prossime schede ospedaliere

Il punto politicamente più delicato riguarda però la prossima definizione delle schede ospedaliere.

Bigon teme infatti che i servizi previsti ma non ancora attivati possano essere ridimensionati o eliminati proprio perché, fino a oggi, non sono entrati pienamente a regime per la carenza di personale.

«Il nostro forte timore è che con la definizione delle prossime schede ospedaliere si decida di tagliare o ridimensionare quei servizi che ad oggi non sono stati ancora attivati proprio a causa della mancanza di personale», sostiene la consigliera.

Per Bigon, una simile scelta avrebbe conseguenze sulla sanità pubblica e sul territorio.

«Sarebbe una sconfitta per la sanità pubblica e un danno inaccettabile per la nostra comunità», conclude.

Da qui la richiesta alla Regione di intervenire sul fronte del personale e di mantenere i servizi previsti nella programmazione: «La salute pubblica si tutela garantendo diritti, risorse e presidi sul territorio: la Regione metta al centro i lavoratori della sanità e dia risposte concrete alle istanze che arrivano dai cittadini e dai comitati».