Una giornata dedicata a bambini, ragazzi e famiglie che vivono con il diabete di tipo 1 o che sono interessati a conoscere meglio la malattia, tra attività, giochi, incontri con professionisti sanitari, ricerca e screening.
È il Diabethon Junior 2026, che per la prima volta arriva a Verona. L’appuntamento è per sabato 26 settembre, dalle 10 alle 18, alla Lente didattica della Scuola di Medicina e Chirurgia di Borgo Roma.
L’iniziativa è organizzata dalla Pediatria B dell’AOUI di Verona, diretta dal professor Claudio Maffeis e Centro regionale per la Diabetologia pediatrica, insieme alla Fondazione Italiana Diabete ETS.
Il programma è pensato per coinvolgere le diverse fasce d’età e l’intera famiglia, alternando momenti di attività e confronto a occasioni di informazione e divulgazione scientifica.
Giochi, yoga e incontri con gli specialisti
La mattinata sarà dedicata soprattutto alle attività per bambini, adolescenti e genitori.
Sono previste sessioni di Yoga Kids e Yoga Teens, mentre per i ragazzi più grandi sono organizzati momenti di confronto con psicologhe e dietiste. Per i genitori saranno disponibili incontri con psicologi e attività di arteterapia.
Durante la giornata sarà inoltre attivo un Corner tecnologie, con lo “Speed Date con l’esperto”: un’occasione, su prenotazione, per confrontarsi direttamente con uno specialista sulle tecnologie oggi utilizzate nella gestione del diabete di tipo 1.
Screening per bambini e ragazzi
Uno dei momenti centrali della giornata sarà lo screening per il diabete di tipo 1, previsto dalle 10.30 alle 14, su prenotazione.
Il programma è rivolto a bambini e ragazzi tra 1 e 18 anni che abbiano familiari affetti da diabete di tipo 1 oppure presentino condizioni associate a un maggiore rischio, come celiachia, tiroidite autoimmune o altre malattie autoimmuni.
Lo screening prevede un semplice prelievo di sangue capillare dal dito, effettuato da personale infermieristico qualificato. Il campione viene raccolto su uno speciale cartoncino, il cosiddetto DBS – Dried Blood Spot, nell’ambito del progetto internazionale DETECT del network INNODIA.
L’esame consente di ricercare precocemente gli autoanticorpi associati al diabete di tipo 1. In caso di risultato positivo, le famiglie possono essere avviate a un percorso di supporto e monitoraggio personalizzato presso il Centro Pediatrico di Verona.
L’obiettivo è consentire un’identificazione più precoce della malattia e ridurre il rischio di arrivare a una diagnosi tardiva o a complicanze come la chetoacidosi. Nei casi indicati, il monitoraggio può inoltre consentire di valutare l’accesso a terapie innovative finalizzate a rallentare la progressione della malattia.
La ricerca spiegata ai più giovani
Nel pomeriggio il focus si sposterà sulla ricerca scientifica, con clinici e ricercatori impegnati nello studio del diabete di tipo 1.
L’obiettivo è rendere comprensibile anche ai più giovani il lavoro che viene svolto nei laboratori e nei centri di ricerca: dalla comprensione delle cause della malattia alla prevenzione del suo esordio, fino allo studio di strategie per rallentarne la progressione e allo sviluppo di nuove possibilità terapeutiche.
Una divulgazione che punta a mantenere il rigore scientifico, evitando false aspettative, ma permettendo a bambini, ragazzi e famiglie di conoscere più da vicino come si sviluppa la ricerca e quali sono le prospettive concrete.
La settima edizione arriva a Verona
Il Diabethon Junior raggiunge quest’anno la sua settima edizione. Le precedenti edizioni si sono svolte online o a Milano.
L’iniziativa nasce per creare uno spazio nel quale le persone con diabete di tipo 1 e le loro famiglie possano acquisire strumenti e conoscenze, ma anche sentirsi parte attiva del percorso della ricerca.
Per l’edizione veronese hanno collaborato con la Pediatria B anche Fondazione Diabete Italia, Associazione Italiana Giovani Diabetici (AGD) Italia e Verona e Diabete Italia.
«Siamo lieti di ospitare la prima edizione del Diabethon Junior a Verona», sottolinea il professor Claudio Maffeis, direttore dell’UOC Pediatria B, ricordando l’impegno dell’unità operativa nella prevenzione, diagnosi precoce, cura e ricerca sul diabete di tipo 1.
Per Maffeis l’iniziativa rappresenta anche un’occasione per rafforzare la collaborazione tra istituzioni sanitarie, associazioni e comunità scientifica, favorendo una corretta informazione e l’accesso allo screening.
«Per FID è fondamentale che le persone con diabete di tipo 1 e le loro famiglie possano conoscere, comprendere e partecipare al confronto sulla ricerca», aggiunge Francesca Ulivi, direttrice generale della Fondazione Italiana Diabete. L’obiettivo, spiega, è creare uno spazio nel quale anche bambini e ragazzi possano rivolgere domande direttamente a chi lavora alla ricerca di una cura.






























