Aeroporto Catullo: Il ritorno di Pinocchio

 
 

Numeri a vanvera.

In questi giorni abbiamo assistito a come la propaganda spesso non rimanga tale, e a come quelle forze consociative si muovano sempre sotto traccia per portare avanti progetti che – come spesso scritto su Verona News – sono negli interessi di pochi a danni di molti che vivono e lavorano nel nostra vasto, ricco e bellissimo territorio.

Il caso PriceWaterhouseCoopers su AGSM (nonostante le smentite del nostro benamato Sindaco) sono molto preoccupanti. La AGSM, come d’altronde la Catullo sono due bocconcini molto appetibili sul mercato ed è comprensibile che A2A voglia mettere le mani sull’unica cosa che ancora ci consente di mantenere in piedi l’economia della città.

Abbiamo già vissuto il disastro dell’ingresso di SAVE in Catullo, con un ridimensionamento che grida vendetta, ora ci dovremmo aspettare qualche scherzetto su AGSM?

Scottati dall’esperienza della SAVE in Catullo, siamo perplessi di come tutta questa storia abbia preso piede, e come poi sia diventata pubblica la notizia stessa.

Siamo purtroppo diventati terra di conquista e con una traballante difesa, ed una casta di industriali che – come più volte detto – pensano solamente a se stessi, il futuro non si presenta certo roseo per Verona.

Purtroppo sembriamo parenti poveri di Venezia, e cugini di secondo grado per i lombardi, e più tempo passa e più la città si sta dissolvendo nel nulla.

A Verona manca leadership, mancano idee, e soprattutto mancano infrastrutture.

Catullo è un chiaro esempio di quello che diciamo da tempo, la presentazione della Ipsos in Confindustria (Report), e l’intervento del Prof. Ing. Cascetta che abbiamo allegato e discusso qualche giorno fa evidenzia – senza mezzi termini – che è vero che il traffico cresce (soprattutto domestico low cost), ma che la situazione infrastrutturale aeroportuale è drammaticamente carente. ()

La Wikileaks Veronese parla di un documento PwC che indica 35 esuberi in ATV, 40 in Verona Fiere, altrettanti al Catullo, e 10 nel Comune di Verona, sebbene il documento sia stato sconfessato e attendiamo gli eventi.

Possibile?

In teoria si, nel caso della Catullo sarebbe la chiusura del cerchio “dell’occupazione Veneziana” con il controllo e gestione in remoto da Venezia. Poco importa a quei poteri forti e consociativi, che a Verona si stanno perdendo delle professionalità importanti in aeroporto, che lo scalo sia stato ridimensionato e non impatti più come dovrebbe a livello economico/occupazionale, avendo oggi circa 2.000 dipendenti e come indotto più di 40.000.

Poco importa che sarà duro gestire la domanda del traffico nei prossimi anni come evidenziato dallo studio del Cascetta.

Nonostante tutte queste evidenze, il buon Presidente Marchi continua a rilasciare interviste per alzare la cortina fumogena sul nulla cosmico realizzato in 5 anni, questa volta radiofoniche su Radio NBC (che non è l’acronimo militare di difesa Nucleare, Biologica, Chimica) convinto che ad ascoltarlo ci siano dei fessi incompetenti che magari gli credano anche.

Di seguito vogliamo evidenziare le facezie che dice, convinto che qualcuno se le beva.

1) La giornalista presenta il Presidente Marchi evidenziando gli obiettivi di crescita di traffico passeggeri, investimenti e sviluppo infrastrutture. Noi ci chiediamo: dopo quasi 5 anni di nulla si può ancora parlare di obiettivi?

2) Si parla nell’intervista di traffico e come sempre con numeri sbagliati: nel 2014 il traffico dello scalo di Verona era di 2.775.000, e nel 2018 il traffico chiude a 3.459.000, nel periodo di riferimento 2014-2018 la crescita è stata del 24.6% (circa 6.1% all’anno) e non il 33% come dichiara Marchi. (differenza tra le somme, diviso gli anni, è di 171.000 passeggeri l’anno).

La crescita è stata buona, ma certamente nella media bassa, e ben lontano da quella di un aeroporto che deve recuperare traffico, tanto è vero che non è ancora ritornato il livello di traffico del 2007, e che tutto il comparto nazionale, e soprattutto i diretti concorrenti, sono cresciuti in percentuale di più.

3) Dichiara che SAVE è il 3° aeroporto in Italia quando in realtà è il quarto. Dichiara che Venezia è il 3° aeroporto per traffico intercontinentale, vero, ma gli aeroporti si classificano per traffico totale e questo lo sa bene il presidente Marchi.

Se poi iniziamo a giocare con le classifiche personalizzate, possiamo anche dire che Bergamo è l’aeroporto con maggior traffico low cost, o lo scalo di Linate ha la rotta più trafficata tra 2 città nazionali: numeri, ma con poco senso.

Venezia è e rimane il 4° scalo italiano e fra qualche anno sarà insidiato da Napoli e Catania, e ciao ciao fondi d’investimento.

4) Parla a sproposito, il nostro presidente (ma non era Arena il Presidente del Catullo?), quando parla del sistema del Nord Est, che in realtà non esiste, e soprattutto non c’è nessuna integrazione tra aeroporti.

Lo scalo di Verona è stato abilmente ridimensionato per favorire Venezia, e lo scalo di Brescia è “clinicamente morto”. Ci spieghi Presidente dove sta l’integrazione?

5) Ci vien da ridere quando il nostro Presidentissimo parla di ricadute (sarebbe corretto cadute) economiche, quali? Da quando c’è SAVE lo scalo Veronese è lo scalo che ha la crescita più bassa di traffico internazionale. Un territorio come quello del Garda e del Trentino vive di turisti internazionali, ma dov’è Presidente questo traffico internazionale che tanto serve al territorio?

6) L’intervista diventa comica quando il Marchi parla dello scalo di Verona come aeroporto dove i turisti arrivano senza stress e hanno una bella esperienza (certamente onirica). Invitiamo il Dott. Marchi a frequentare di più il nostro scalo, soprattutto nei mesi estivi quando l’esperienza del povero passeggero è simile a quella di un percorso di guerra durante il conflitto in Vietnam, basta consultare i commenti lasciati sul sito della Skytrax. (https://www.veronanews.net/aeroporto-catullo-che-figura-di/https://www.veronanews.net/aeroporto-catullo-save-the-catullo-lammaraggio/)

7)- Nell’intervista considera il Trentino – Alto Adige e il Sud Tirol aree distinte quando sono lo stesso luogo. Poi pensare che gli stessi abitanti possono considerare lo scalo Veronese il loro aeroporto ci pare dura. Il Flixbus per Bergamo funziona molto bene, ci dicono…

Solo Il Presidente Marchi può dire che da Verona si possono raggiungere 90 destinazioni. Noi vorremmo che il nostro Presidentissimo Marchi ci faccia l’elenco delle destinazioni e dei 50 vettori che operano dallo scalo di Verona.

Se anche se ne possano raggiungere molte, sono le stesse da cui arrivano passeggeri di qualità per il territorio?

A Verona ci sono pochi voli e purtroppo neanche giornalieri.

In conclusione siamo messi proprio male, SAVE continuerà a ridimensionare (tagliando anche i 40 posti indicati da PwC?) e con ogni probabilità il sistema Nord Est perderà un pezzo (Brescia) con grande dispiacere del nostro Presidente Marchi che sarà costretto a gestire, o meglio coordinare, come dice lui, un sistema aeroportuale zoppo.

Chissà sa se si riprenderà dal dolore della perdita.

Dov’è la Fata Turchina?

 
 
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30 anni, parte di questi trascorsi, inutilmente, nel tentativo di scrivere una biografia seria e sensata. Ma forse questa è la volta buona (lo dico sempre!). Italiano e veronese, amante della comunicazione con ogni mezzo e a (quasi) ogni costo. Parlo tanto e volentieri, di politica e di sport. Talvolta a proposito, talaltra vabbé, pazienza. Hellas Verona nelle arterie, musica jazz, il buon vino e le parole di un caro amico al momento giusto. Con la famiglia di VeronaNews per dare il meglio di me alla città che più amo al mondo.

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