Scaligera, che impresa: Milano ko sulla sirena con la tripla di Massinburg

 
 

Meritata. Vittoria meritata sulla sirena contro l’Olimpia Milano, miglior squadra d’Italia. Mai debutto stagionale tra le mura amiche può essere definito più emozionante. Vittoria per una Verona che ha cuore, grinta, attributi e tutto quello che una squadra di A1 dovrebbe avere. Il gioco, soprattutto offensivo, non è brillante, anche perché Andrews è al debutto ed è un po’ sottotono, manca Brockington e di fronte ci sono i campioni, trascinati dal talento di Guduric. Poco male. Verona ha la garra agonistica che manca completamente ai milanesi che non fanno altro che specchiarsi in loro stessi. E poi Verona ha cuore in difesa, ha i rimbalzi di Tobey, devastante sotto canestro, e ha le giocate funamboliche di due trapezisti del basket: Melendez e Loro. E poi Massinburg: a volte avulso dal gioco, ma decisivo nel finale. E quella tripla con la scarpa rotta che regala il primo sorriso stagionale proprio sulla sirena. Sorriso voluto, sorriso meritato.

La cronaca

Fin da subito ci crede Verona, parte forte, domina sotto canestro con un Tobey devastante, ma poi alla distanza esce la panchina di Milano che da metà del primo quarto in poi decide di difendere e Verona va in tilt. L’ex gialloblù Pippo Ricci, capitano milanese di grande esperienza, dalla panchina ricorda ai suoi che è Tobey il talento di Verona e che l’obiettivo è di caricarlo di falli. Già al primo, però, coach Ramagli lo sostituisce con Poser, che si impegna tantissimo, ma chiaramente è un altro giocatore rispetto al gigante sloveno. Verona viene rimontata, soffre tantissimo la difesa milanese, fatica ma rimane aggrappata alla partita grazie a Zampini e, con il ritorno di Andrea Loro, dopo qualche minuto di riposo, riesce a chiudere il quarto sul 21 pari. Il dato più interessante del quarto? 7 rimbalzi di Tobey in circa 7 minuti giocati contro i 7 rimbalzi totali dell’Olimpia.

Per i primi 12 minuti, fino al primo time-out di serata, chiamato da Peppe Poeta, il leitmotiv della partita è uno solo: Verona di cuore, Milano di classe, con l’ex Zalgiris Kaunas, Wright, il suo lungo sulla carta di maggior talento, in grossa difficoltà. Diversa l’Olimpia con Diop, che infatti rientra dopo il time-out. Ma Verona c’è, piazza triple con CJ Massinburg e Andrews, vive sulle giocate funamboliche di Loro e Melendez, in difesa sporca tutte le traiettorie meneghine. A metà del secondo periodo altra chiave del match: secondo fallo di Diop e di Ricci, con Milano costretta a ricorrere a Wright in serata negativa, ma soprattutto gli arbitri che diventano protagonisti a favore di Milano, fischiando un dubbio terzo fallo al veronese Samuels e alcuni falli difensivi molto discutibili a Verona. Il pubblico gialloblù è giustamente inferocito, mentre quello di Milano, miglior squadra d’Italia, è rimasto… a Milano: appena 18 i tifosi biancorossi al Pala AGSM Aim. Senza dubbio una delusione. Nonostante gli arbitri e nonostante una percentuale ai liberi da minibasket (8 su 15), Verona conduce tutto il quarto, tanto che Milano è costretta a chiamare anche il secondo time-out. Ma la Tezenis ha Tobey, ha Loro, ha capitan Zampini, ha Melendez che piazza una stoppata clamorosa e soprattutto ha grinta da vendere. Dall’altra parte Milano si aggrappa al talento dei suoi solisti e agli arbitri. Il quarto finisce 44-38 per Verona, ma poteva finire con un vantaggio molto più ampio. Peccato per i tantissimi errori ai liberi.

Il terzo periodo mette in luce ancora di più la differenza delle due panchine. Milano con un roster da big, Verona con rotazioni corte, dettate anche dalla pesante assenza per infortunio di Izaiah Brockington. E Milano, punticino su punticino pareggia, mentre Verona pecca di precisione e lucidità al tiro. Una grossa mano, però, arriva dalla panchina da metà del terzo periodo in poi: Ambrosin, Poser, Melendez, permettono di far rifiatare i titolari senza subire eccessivamente. Anzi, è proprio il portoricano a trascinare i gialloblù con tripla, recupero, schiacciata in pochi minuti. Sono giocatori funambolici come Melendez e Loro a far infiammare il pubblico e far innamorare i tifosi di questo sport. Ed è grazie a questi due e ai lunghi di Milano in serata negativa, che Verona arriva all’ultimo periodo sul +5 (58-53). L’arbitraggio di cui sopra? Finalmente equo. E infatti la panchina di Milano protesta tutto il tempo.

Nell’ultimo periodo Ramagli decide di risparmiare Tobey per 4 lunghi minuti, anche Zampini e Samuels sono chiamati a rifiatare e Milano, senza i titolari gialloblù, si porta sul +3 (60-63). Un parziale di 2-10 che è pesante, ma è a questo punto che Ramagli si gioca i suoi titolari per il gran finale. Purtroppo Andrews è lontano anni luce dal giocatore apprezzato in tantissimi parquet del mondo intero e anche Massinburg fatica a trovare scelte corrette. I due americani che dovrebbero far fare il salto di qualità alla squadra mancano clamorosamente e Tobey è ormai stanchissimo. Il +4 di Milano a 2’37” dalla sirena, con tutta l’inerzia del gioco dalla sua parte, sa già di sentenza. Ma la Tezenis trova un Melendezscatenato e finalmente scopre il suo campione Andrews che si inventa un paio di giocate incredibili. Milano sente le fatiche della trasferta di Eurolega a Vitoria, in Spagna, e Massinburg, come l’avessimo chiamato dalla tribuna stampa, si ricorda di essere un ottimo giocatore. Trascinati da un pubblico strepitoso, i gialloblù di Ramagli si riportano avanti: 67-66 a un minuto dalla fine.Andrews regala a Verona un +5 a 9 secondi dalla fine che sembra mettere il punto esclamativo sul match. Partita finita? Non con i campioni di Milano. 0-5 in 6 secondi e pareggio. Over time? Neanche per sogno, perché Massinburg sulla sirena segna una tripla incredibile con una scarpa rotta. Sembra una storia già vista, ma su un altro campo e in un altro sport. La piccola Verona batte super Milano 75-72! E lo fa con pieno merito!

Il futuro può ora sorridere. Perché solo giocando Andrews può trovare l’affiatamento con i compagni. Il tempo consegnerà un Brockington in salute e aiuterà Samuels ad ambientarsi. Nel frattempo Ramagli si può godere i giocatori che lo hanno portato in A1, la panchina che, seppur con qualche limite, sta dando garanzie, e soprattutto due grandi giocatori: Tobey e Melendez, due intuizioni di mercato che possono veramente far divertire in questa stagione. Siamo solo all’inizio, ma la strada sembra già tracciata.

Tabellino

Samuels 8, Olivieri ne, Poser 4, Massimburg 12, Tobey 13, Loro 8, Andrews 7, Ambrosin, Mane ne, Zampini 8, Zumerle ne, Melendez 14.

Damiano Conati