Regione Veneto: sostegno alla “Giornata della Memoria” e conoscenza “Shoah”

 
 

La Giunta regionale del Veneto approva il programma di sostegno annuale per il 2021 alle iniziative per la conoscenza della Shoah e per il Giorno della Memoria e dei relativi criteri di valutazione ai sensi della L.R. 5/2020. Prevista spesa di Euro 80.000,00 per l’attuazione del programma.


Con Deliberazione n. 547 del 247 aprile 2021 (BUR n. 61 del 07 maggio 2021) la Giunta regionale del Veneto prende atto del parere espresso dalla competente Commissione consiliare in data 14 aprile, n. 46 in merito alla Deliberazione CR n. 29 del 30.03.2021 ed approva il programma di sostegno per le iniziative per la conoscenza della Shoah – שואה – e per il Giorno della Memoria previste per il 2021.

Vengono inoltre approvati anche lo schema per la sottoscrizione dei relativi accordi di programma contenuto nell’Allegato A, il bando per l’erogazione di contributi a destinati alla realizzazione di iniziative per la conoscenza della Shoah e per il Giorno della Memoria contenuto nell’Allegato B e il bando di concorso per l’indizione della seconda edizione del Premio tesi di laurea sulla Shoah e i drammi del secondo conflitto mondiale in Europa contenuto nell’Allegato C, in attuazione dell’art. 4 della Legge regionale n. 5 del 3 febbraio 2020.

La Legge regionale 3 febbraio 2020, n. 5 “Iniziative per la conoscenza della Shoh e per il giorno della memoria” prevede diverse azioni, al fine di contribuire a preservare la memoria della Shoà e sostenere la conoscenza dei crimini verso le vittime del nazifascismo soprattutto presso le giovani generazioni.

In particolare all’articolo 2 prevede la partecipazione delle più alte autorità politiche ad eventi commemorativi organizzati dalla Comunità ebraiche del Veneto. L’articolo 3 invece prevede le iniziative in capo al Consiglio regionale e infine all’articolo 4 le iniziative che dovranno essere programmate annualmente dalla Giunta regionale, sentita la competente Commissione consigliare.

Queste ultime si articolano a loro volta nell’approvazione di accordi di programma con associazioni o fondazioni del Veneto finalizzate a preservare la memoria di figure di Giusti delle Nazioni per realizzare progetti rivolti ai giovani (comma 1.a), nella promozione di viaggi di studio nei luoghi di deportazione e sterminio per classi di studenti della scuola secondaria di secondo grado (comma 1.b), nel supporto alla realizzazione di manifestazioni ed eventi sulla Shoà e altri crimini del nazismo ed antisemitismo promossi dalle Comunità ebraiche del Veneto anche in collaborazione con enti locali, università, istituti e associazioni con fine statutario il sostegno e la promozione della memoria (comma 1.c) e nell’indizione di avvisi per la premiazione di tesi di laurea su detti temi (comma 1.d).

Il 2020 è stato il primo anno di attuazione della legge grazie alla deliberazione di Giunta regionale n. 1056 del 28 luglio 2020 e nonostante la difficile contingenza causata dalla pandemia, gli esiti delle attività finanziate sono stati molto positivi, come è stato illustrato nel corso di una seduta della Sesta Commissione del 3 febbraio 2021.

Da segnalare che, nel programma di iniziative di cui sopra, non è prevista la promozione di viaggi di studio nei luoghi di deportazione e sterminio per classi di studenti della scuola secondaria di secondo grado, in considerazione della pandemia ancora in atto. Di conseguenza il programma annuale delle iniziative della Giunta Regionale per il 2021 riguarderà:

  • progetti rivolti ai giovani e dedicati al fare Memoria ed alla lezione dei Giusti, presentati da associazioni o fondazioni del Veneto il cui fine statutario consista nell’onorare la memoria di figure di Giusti fra le Nazioni, da realizzare mediante la sottoscrizione di un accordo di programma con la Regione per la loro realizzazione condivisa. Si propone di destinare a questa attività la cifra di Euro 37.000,00;
  • supporto alla realizzazione di manifestazioni ed eventi sul tema della Shoà, di ogni altro crimine del nazismo e dell’antisemitismo, promossi dalle Comunità ebraiche del Veneto anche in collaborazione con gli enti locali, le università e gli istituti o associazioni il cui fine statutario consista nel sostegno e nella promozione della Memoria. Per la realizzazione delle relative attività si destina l’ammontare di Euro 40.000,00.

Per quanto riguarda l’approvazione di accordi di programma con associazioni o fondazioni del Veneto finalizzate a preservare la memoria di figure di Giusti delle Nazioni per realizzare progetti rivolti ai giovani, si ricorda che lo scorso anno, per attuarne il dettato sono stati sottoscritti accordi di programma triennali con il Centro Veneziano di Studi Ebraici Internazionali di Venezia e con l’Associazione Nazionale Ex Deportati Sezione di Verona (ANED), mentre con la Fondazione Giorgio Perlasca ne era già stato siglato uno di durata triennale nel 2019: tutti sono ancora in essere.

Ulteriori accordi di programma potranno essere siglati con nuovi soggetti secondo lo schema contenuto nell’Allegato A della deliberazione, mentre riguardo ai criteri di valutazione delle proposte progettuali, si propone di valutare le proposte progettuali risultate ammissibili sulla base dei seguenti indicatori:

  1. completezza della progettazione;
  2. originalità della proposta;
  3. impatto del progetto sui giovani;
  4. esperienza progettuale pregressa del soggetto proponente;
  5. ricorso a specialisti di comprovata professionalità;
  6. ricaduta territoriale dell’iniziativa;
  7. rilievo culturale dell’iniziativa;
  8. coinvolgimento di altri soggetti pubblici e/o privati nella realizzazione dell’iniziativa;
  9. livello di autofinanziamento nella copertura delle spese;
  10. capacità di attrarre altre fonti di finanziamento.

     L’iniziativa regionale ben si inserisce con il progetto di recupero e valorizzazione del Campo di Concentramento di Montorio, scoperto dall’Associazione montorioveronese.it, che sta proseguendo insieme all’Associazione I figli della Shoah con maggiore entusiasmo dopo che la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza ne ha decretato la dichiarazione di interesse culturale sancendone l’espunzione dal piano di vendita immobiliare demaniale.

Dal 2005, su decisione delle Nazioni Unite, ogni 27 gennaio si celebra nel mondo il Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale che commemora le vittime dell’Olocausto, cioè di tutte le vittime del regime nazista e fascista. La data del 27 gennaio come Giorno della Memoria è stato scelto dall’Assemblea Generale della Nazioni Unite poiché in quel giorno, nel 1945, le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, il più grande e mostruosamente efficiente, assunto a simbolo dell’Olocausto e della Shoah attraverso l’uso dei forni crematori e di gas assassini da parte del personale impiegato dai nazisti.

In occasione del Giorno della Memoria si celebrano le vittime dei nazifascismo di ogni minoranza. Di fondamentale importanza, però, è la comprensione del ruolo che svolse la popolazione ebraica, di gran lunga l’obiettivo principale del regime nazista e fascista che con la soluzione finale portò a compimento negli anni uno sterminio sistematico degli ebrei. Motivo per cui la parola Shoah, che in ebraico significa “catastrofe, distruzione”, divenne nel 1951 la parola ufficiale nello Stato di Israele al momento dell’istituzione della giornata del ricordo della persecuzione, indicata appunto con tale nome anche se il termine Shoah fu usato già nel 1938 in occasione delle leggi razziali in Germania e in Italia.

Spesso i due termini, Shoah e Olocausto, sono usati per indicare indistintamente lo sterminio degli ebrei, ma esistono sostanziali differenze al riguardo. Dal punto di visa ebraico, è preferibile l’uso di Shoah rispetto a quello di Olocausto in quanto “catastrofe, distruzione” nella parola Shoah è estraneo il concetto di sacrificio inevitabile. Al contrario il fatto che col termine Olocausto si indichi un rituale religioso di offerta di un sacrificio a un Dio, e quindi in teoria persino gradito al Dio (l’etimologia  di derivazione greca significa letteralmente “bruciato per intero, completamente bruciato”), ha convinto molti che fosse un termine poco appropriato per spiegare ciò che è accaduto al popolo ebraico.

In secondo luogo, un’altra differenza riguarda il fatto che con la parola Shoah si fa riferimento esclusivamente allo sterminio del popolo ebraico, mentre con il termine Olocausto si indicano anche le altre vittime della violenza del regime nazista. Il termine Olocausto, infatti, riguarda lo sterminio di tutte le persone ritenute “indesiderabili” dal regime nazista guidato da Adolf Hitler. Oltre agli ebrei, infatti, ne furono vittime le popolazioni slave, i prigionieri di guerra, gli oppositori politici, minoranze etniche come rom, sinti e jenisch, gruppi religiosi come testimoni di Geova e pentecostali, omosessuali e portatori di handicap mentali o fisici.

Alberto Speciale

(Foto copertina: Campo di Concentramento di Montorio – credit Associazione montorioveronese.it)

 

 
 
Classe 1964. Ariete. Marito e padre. Lavoro come responsabile amministrativo e finanziario in una società privata di Verona. Sono persona curiosa ed amante della trasparenza. Caparbio e tenace. Lettore. Pensatore. Sognatore. Da poco anche narratore di fatti e costumi che accadono o che potrebbero accadere nella nostra città. Difensore dei diritti ambientali, il che mi ha procurato un atto di citazione milionario. Ex triatleta in attesa di un radioso ritorno allo sport.

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