Oltre 37 milioni di euro di incassi per il Festival areniano 2026. Un risultato record che, secondo i sindacati, dovrebbe tradursi anche in un riconoscimento economico più significativo per le lavoratrici e i lavoratori di Fondazione Arena.
È questo il punto centrale della presa di posizione delle segreterie regionali e provinciali di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e FIALS CISAL, che chiedono ai vertici della Fondazione di passare dai ringraziamenti ai riconoscimenti concreti.
I sindacati ricordano come nel 2024 il Festival avesse superato i 33 milioni di euro di incassi, con ai dipendenti un Premio di Produzione Straordinario Aziendale superiore a 500 euro. Nel 2025, a fronte di incassi superiori ai 35 milioni di euro, il premio riconosciuto al personale era invece stato superiore ai 250 euro.
Secondo le organizzazioni sindacali, quel premio aveva avuto principalmente tre obiettivi: riconoscere la maggiore produttività e flessibilità richiesta ai dipendenti, compensare in parte il mancato adeguamento dei salari legato ai rinnovi contrattuali e contribuire ad attenuare gli effetti dell’aumento del costo della vita.
«Non bastano i ringraziamenti»
La posizione dei sindacati arriva dopo i ringraziamenti rivolti nei giorni scorsi dai vertici di Fondazione Arena al personale per il lavoro svolto durante una stagione particolarmente impegnativa e culminata, secondo quanto riferito dalle organizzazioni, con il record di oltre 37 milioni di euro di incassi.
«Non è la prima volta che la Sovrintendente e il Vicedirettore Artistico FAV ringraziano i dipendenti – sostengono i sindacati – peccato però che ai ringraziamenti verbali non seguano mai riconoscimenti concreti».
Le organizzazioni sottolineano in particolare il tema del potere d’acquisto dei salari e delle difficoltà affrontate dal personale che arriva a Verona da altre città per lavorare durante il Festival.
Secondo i dati riportati dai sindacati, negli ultimi anni l’aumento del costo della vita avrebbe inciso pesantemente sulle retribuzioni, mentre anche gli affitti avrebbero registrato aumenti significativi.
Le retribuzioni indicate dai sindacati
Per fotografare la situazione, le organizzazioni portano alcuni esempi delle retribuzioni di base.
Un operaio tecnico di palcoscenico qualificato inquadrato al quinto livello, secondo i dati forniti dai sindacati, avrebbe una paga base lorda di 1.374,07 euro.
Per un’artista del Coro con un livello superiore alla media, la paga base lorda indicata è invece di 1.932,40 euro.
Secondo SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e FIALS CISAL, in molti casi il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario diventa necessario per raggiungere una retribuzione considerata sufficiente a sostenere i costi della vita a Verona.
Una situazione che, secondo le organizzazioni, rischia di rendere progressivamente meno attrattivo per il personale artistico e tecnico trasferirsi a Verona per lavorare al Festival.
Il nodo del personale e della sicurezza
I sindacati collegano la questione salariale anche alla disponibilità di personale.
Secondo la loro analisi, una riduzione delle lavoratrici e dei lavoratori disponibili comporterebbe una maggiore pressione su chi rimane in servizio, con un conseguente aumento delle ore di straordinario.
Da qui anche il richiamo al tema della salute e della sicurezza sul lavoro, che le organizzazioni considerano strettamente collegato alla necessità di avere organici adeguati.
«Continuare a limitare al massimo il costo del personale espone FAV a un rischio molto grave: non avere più persone disponibili a trasferirsi a Verona per il Festival», sostengono i sindacati.
Le tre richieste a Fondazione Arena
Alla luce della situazione descritta, le quattro organizzazioni sindacali hanno avanzato tre richieste precise.
La prima è il riconoscimento di un Premio per il Festival 2026, utilizzando alcuni degli strumenti previsti dal contratto collettivo.
La seconda riguarda l’aumento del valore dei buoni pasto.
La terza è il ripristino, a partire dal 2027, del Premio di Produzione Straordinario Aziendale, collegato al raggiungimento di determinati parametri.
Il tema, dunque, non riguarda soltanto il risultato economico del Festival appena concluso, ma anche il rapporto tra gli incassi della Fondazione e il trattamento economico di chi contribuisce concretamente alla realizzazione degli spettacoli.
I sindacati contestano in particolare quello che definiscono il divario tra i risultati ottenuti dalla Fondazione e l’andamento delle retribuzioni del personale.
«Continuare a sventolare incassi record senza riconoscere nulla alle persone che creano, animano e danno vita alla magia areniana è oggettivamente incomprensibile», affermano le organizzazioni.
La richiesta ora è quindi che ai ringraziamenti per il lavoro svolto durante una stagione da record seguano misure economiche concrete per il personale.































